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ZOO – fotografie di Alessia Cerqua
Con il patrocinio della LAV – Lega Antivivisezione
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ZOO – fotografie di Alessia Cerqua
Con il patrocinio della LAV – Lega Antivivisezione
| mar |
| 11 |
| 19:00 |
L’arte non è semplicemente descrizione efficace di elementi insoliti. A volte, molto spesso anzi, può nascere dall’osservazione di ciò che ci è immediatamente prossimo ma si presta ad angolazioni diverse, capaci di rubare attimi di attenzione.
| feb |
| 25 |
| 19:00 |
Miriam Brancia, Un altro tè nel deserto
25 Febbraio – 10 Marzo 2010 presso @lice’s Café, Viale G.Massaia 15, Roma
Nei quadri di Miriam Brancia sono raffigurati sguardi capaci di nascondersi in un deserto. Si dissolvono tra echi di sabbia, nelle dune mosse dal vento, sotto la suggestione di un cielo che ripara. (continua…)
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| 11 | 24 |
Dopo il successo della mostra di Lilly and the Noise Collective lo scorso novembre, Lipford Togaci ripropone la collettiva di artisti che intrecciano più forme della scena underground romana.
(continua…)
| gen | feb |
| 23 | 24 |
Mostra fotografica a cura di:
Futura Tittaferrante
Allora io sono qui. Apro il calendario e scopro che oggi non è un foglio, ma è un altro gennaio. Vago per il mondo. Cerco. E non trovo.
| dic ’09 |
| 5 |
| 20:00 |
| dic ’09 |
| 10 |
| 20:00 |
| dic ’09 |
| 17 |
| 20:00 |
| dic ’09 |
| 22 |
| 20:00 |

Angelo Mai - programma dicembre territori -istallazione di Romolo Ottaviani, Stalker
Il cadavere squisito è il nome di un gioco inventato dai surrealisti, che indicherà , in seguito, una tecnica di composizione collettiva di piccole opere d’arte. Bisogna premettere che, all’epoca in cui Andrè Breton covava il manifesto surrealista, non esisteva il computer e nemmeno la play station; così, per ammazzare il tempo, pensò di coinvolgere la sua combriccola intellettuale e visionaria in un simpatico giochino che consisteva nel passarsi a turno un foglietto di carta, in cui ciascuno, all’insaputa dell’altro, annotava nell’ordine: un sostantivo, un aggettivo, un verbo; ne risultava sempre una frase stravagante, surreale, permeata dalle visioni inconsce cui era lecito dare  libero sfogo. La prima locuzione fu: “ il cadavere squisito berrà il vino nuovoâ€.
Giovedì 17 Settembre 2009 sia presso La Fondazione Pastificio Cerere in Via degli Ausoni 7 e sia presso la Galleria Z2O in Via dei Querceti 6, Kaarina Kaikkonen ha presentato la sua prima personale a Roma dal titolo “From Generation to Generationâ€. L’artista è nata a Isalmi in Finlandia nel 1952; ha studiato dal 1978 al 1983 al Finish Academy of Fine Art ed ha esposto in numerose gallerie e musei sia finlandesi che internazionali. Le sue opere sono state inoltre accolte dalle più grandi piazze e spazi pubblici nordeuropei ed è nota nell’ambiente cosmopolita dell’arte per le sue opere di carattere ambientale.
Via Tiburtina non è sempre stata quel posto infernale in cui romani e pendolari trascorrono ore interminabili nel traffico asfittico dell’ora di punta, ma nell’antichità essa costituiva la via consolare che portava (e ancora porta) a Tibur, oggi Tivoli, località prediletta come luogo di villeggiatura da imperatori e papi per il clima più fresco confronto alla soffocante capitale.
Giovedì 10 settembre 2009, presso la Galleria “Contemporanea” in Vicolo Sugarelli 6, Vanessa Palomba ha innaugurato la sua personale dal titolo “Un percorso di Carta”.
Vanessa Palomba nasce in Inghilterra nel 1970 dove in seguito completa i suoi studi artistici per poi perfezionarli all’Accademia di Belle Arti in Italia. Dagli anni ‘90 espone con regolarità presso importanti spazi espositivi in Inghilterra, Germania ed Italia. (continua…)
Le Immagini che raccontano il mondo.
Le più belle immagini che hanno raccontato la storia tutte in un solo libro. Questa è la trovata geniale di Éric Godeau che, attraverso i più grandi fotografi di tutti i tempi, riesce a trasmettere le emozioni e lo spirito degli anni che vanno dal 1950 al 2007. (continua…)
Willy Ronis, fotografo e fondatore con Robert Doisneau e Henri Cartier-Bresson, del movimento fotografico umanista, è deceduto la notte tra l’11 e il 12 settembre scorso all’età di 99 anni.
Nato a Parigi nel 1910 da immigrati ebrei provenienti dall’Ucraina e dalla Lituania, Ronis sembra interessarsi inizialmente alla musica seguendo le orme della madre pianista. Non disdegna, tuttavia, la fotografia di cui apprende i rudimenti grazie al padre, proprietario di un atelier fotografico nel 9° arrondissement. Passo dopo passo si avvicina sempre più al reportage giornalistico, a cui si dedicherà a tempo pieno in seguito alla morte del padre e alla vendita del laboratorio di famiglia nel 1936. Ma gli anni trenta sono anche gli anni in cui inizia a frequentare i giganti della fotografia, Robert Capa e David Seymour – fondatori dell’agenzia Magnum – e Cartier-Bresson. Insieme porranno le basi della cosiddetta fotografia umanista.

Nu Provençal, 1949
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