C’è uno scenario paradossale che riguarda il listino di borsa italiano. Se da una parte si può brindare ai record storici raggiunti nel 2025, dall’altra c’è un numero allarmante riguardo alle aziende quotate, che sono scivolate su nuovi minimi storici.
I numeri della Borsa Italiana sulle aziende
Mentre la capitalizzazione totale di Piazza Affari è riuscita a infrangere il tetto dei 1077 miliardi di euro alla fine del 2025, questo maggior valore però ha coinciso con un minor numero di aziende quotate.
Quelle sull’EuNext Milan è infatti scivolato a 198 unità, segnando un nuovo minimo storico (il precedente era 209 alla fine del 2024). Abbiamo quindi un mercato azionario che vale sempre di più, ma conta sempre meno protagonisti. C’è però da chiedersi come mai ci sia questa fuga delle aziende da Piazza Affari.
Il paradosso italiano
Il quadro che abbiamo appena illustrato descrive una situazione apparentemente paradossale, che non si rivede in nessun altro grande listino europeo. Non accade nell’Ibex spagnolo, non succede al FTSE londinese, ne’ alla Xetra borsa di Germania. Malgrado il valore dei titoli stia crescendo, le uscite da Piazza Affari sono state 30 mentre i nuovi ingressi sono stati soltanto 21. Tuttavia questo scenario sembra più che altro descrivere una trasformazione che riguarda il rapporto tra le aziende e la borsa.
Uno scenario che cambia
Dietro al delisting ci sono delle sfaccettature disomogenee e delle direzioni diverse che i management intendono percorrere. In alcuni casi le operazioni di delisting sono guidate da fonti o gruppi industriali, talvolta sono uscite volontarie da parte degli imprenditori, talvolta sono legate a delle difficoltà aziendali oppure a delle operazioni di riorganizzazione e fusione.
L’elemento comune fra tutte queste possibilità e che la Borsa per queste aziende non è più un punto di arrivo stabile, ma spesso una tappa di passaggio nel loro ciclo vita. Non è così per le startup che chiedono l’ammissione: generalmente per loro è trampolino di lancio.
Wall Street e Piazza Affari
In questo senso emerge probabilmente la linea di demarcazione netta rispetto al mercato azionario americano. Mentre a Wall Street le aziende trovano un mercato attivo, che finanzia la crescita e cerca di anticipare il futuro anche in presenza di incertezza, a Piazza Affari invece il mercato più passivo. Si limita a apprezzare il presente mentre difficilmente guarda al futuro.













