Svolta nell’inchiesta sulla Bisteccheria d’Italia: l’avvocato Fabrizio Gallo ha depositato una memoria formale alla Procura di Roma contenente l’intero archivio delle chat WhatsApp tra il suo assistito, il ristoratore Mauro Caroccia, e il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro. La mossa punta a ottenere l’acquisizione immediata dei messaggi per dimostrare l’estraneità dei suoi assistiti dai reati contestati.
La strategia legale punta ad aggirare lo stallo istituzionale nato dopo il rifiuto della Giunta per le autorizzazioni della Camera di concedere l’accesso ai messaggi. Secondo il legale, il diniego del Parlamento finisce per danneggiare la difesa di Caroccia. Il deposito spontaneo della memoria punta a chiarire la reale proprietà del locale, scagionando definitivamente il ristoratore.
Al centro del caso c’è la “Bisteccheria d’Italia”, locale romano su cui i magistrati indagano per presunti legami con un prestanome vicino al clan camorristico Senese. Nel filone d’indagine specifico il deputato Andrea Delmastro non risulta iscritto nel registro degli indagati. Il voto contrario del centrodestra alla Camera — motivato parlando di una richiesta dei PM “troppo generica e invasiva” — ha però scatenato un durissimo scontro politico, culminato con la clamorosa occupazione dei banchi del governo da parte del Movimento 5 Stelle.
Mentre i magistrati valutano il ricorso alla Consulta per sollevare un conflitto di attribuzione contro la Camera, arriva la reazione del deputato di Fratelli d’Italia. Andrea Delmastro si è detto favorevole al deposito spontaneo dei testi da parte della difesa, sottolineando come l’analisi dei messaggi dimostrerà la natura esclusivamente amichevole, informale e del tutto lecita dei contatti avuti con il ristoratore romano.





