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Caso SalviniGregoretti: la Giunta dice “Sì” al processo

Nonostante le polemiche della maggioranza dei membri, il 20 gennaio presso il comprensorio di Sant’Ivo alla Sapienza si è riunita la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. L’organo del Senato ha dovuto valutare la richiesta di autorizzazione, presentata dal Tribunale dei ministri di Catania, a procedere con un processo a Matteo Salvini. Ma in clima di elezioni il ruolo di vittima potrebbe giocare a favore del segretario della Lega. Cosa ne pensano le Sardine, che nel mentre continuano a riempire le piazze? A seguire l’intervista di uno studente simpatizzante del neo movimento.

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L’antefatto

L’accusa, come si può leggere, è di “sequestro di persona, aggravato dalla qualifica di pubblico ufficiale, dall’abuso di poteri inerenti alle funzioni esercitate”. Il comportamento tenuto dall’allora Ministro dell’Interno tra i giorni 27 e 31 luglio 2019 in merito alla gestione dei migranti a bordo della nave Bruno Gregoretti sarebbe stato scorretto per vari motivi.

Il coordinamento e la responsabilità dell’operazione sono stati assunti dallo Stato italiano su esplicita richiesta di quello maltese, che aveva avviato i primi soccorsi nelle proprie acque SAR (dall’ inglese search and rescue). Lo Stato italiano, secondo i giudici di Catania, aveva “l’obbligo di concludere la procedura con il trasferimento dei migranti in un luogo sicuro”, considerando che si trattava di una nave della guardia costiera e quindi non soggetta alle direttive previste dal Decreto Sicurezza bis. Secondo quest’ultimo, emanato il 14 giugno dello scorso anno, il capo del Viminale può impedire l’accesso di navi in mare italiano “per motivi di ordine o sicurezza pubblica”. C’è però l’eccezione “salvo che si tratti di naviglio militare o di navi in servizio governativo”.

L’omessa indicazione del Pos (place of safety) da parte del Dipartimento Immigrazione è quindi avvenuta a seguito delle direttive del ministro dell’Interno. Ciò ha causato costrizione a bordo, e la limitazione della libertà di movimento dei migranti. Parrebbe perciò lecito il sequestro di persona contestato a Salvini. Degno di nota è l’aggravante che, tra le 131 persone che rimasero dal 25 al 31 luglio in attesa di sbarcare, c’erano anche minori non accompagnati. Inoltre dopo due sopralluoghi erano stati accertati casi di scabbia e tubercolosi, con alto rischio di contagio e mancanza di assistenza idonea.

Secondo il tribunale il motivo sarebbe stato meramente politico, volendo ripartire la distribuzione dei migranti tra altri paesi europei. Cosa da sempre perfettamente in linea col programma della Lega. In caso di condanna, il Senatore Salvini rischia da 3 ad un massimo di 15 anni di carcere.

Il voto

In Giunta è stato raggiunto a fatica il numero minimo per rendere valida la seduta e poter procedere alla votazione. Sono state infatti 10 le assenze del gruppo di maggioranza e 2 del Gruppo misto. La Sinistra pare non voler assumersi la responsabilità di deliberare un processo pur tanto desiderato. La cosa potrebbe rafforzare l’esponente della Lega, facendolo apparire quasi come un martire.

Salvini infatti si è preventivamente offerto al processo, sicuro di aver agito all’epoca dei fatti negli interessi degli italiani, come ha dichiarato ai giornali e in televisione. Il suo scopo secondo l’opposizione sarebbe quello di farsi propaganda, non solo in vista delle regionali in Calabria ed Emilia Romagna del prossimo 26 gennaio. Dato il suo dichiarato auspicio di arrivare presto alle elezioni politiche, potrebbe così ampliare il suo numero di potenziali elettori.

Secondo Marcucci, capogruppo del PD, la Giunta sarebbe stata illegittima poiché non è stato messo preventivamente a disposizione tutto il materiale per valutare. Si chiedono inoltre elementi concreti da parte di Salvini per avvalorare la sua aperta volontà di farsi processare, che non siano quelli puramente politici sospettati.

I voti della Giunta sono stati equilibrati, 5 contro e 5 a favore: per il Senato il verdetto è quindi positivo alla richiesta del Tribunale dei ministri di Catania. I tempi per il processo saranno in ogni caso lunghi.

La reazione di una Sardina

L’episodio non è passato inosservato anche al di fuori degli organi ufficiali e d’informazione. In ambiente universitario ad esempio c’è chi teme che il processo, se si farà, sarà una farsa; altri invece auspicano concretamente una condanna a Salvini, cosa che fomenterebbe i gruppi di manifestanti a lui avversi. Ѐ stato ascoltato al riguardo Andrea Giannone, 28 anni, lavoratore e studente magistrale presso la Facoltà di Lettere della Sapienza di Roma. Superato l’iniziale tabù di non voler parlare di Salvini, per lui argomento caldo, ha poi accettato di rispondere alle domande in maniera serena. Di seguito l’intervista integrale.

Intervistatore(I): «Come giudichi l’operato dell’ex-ministro dell’Interno riguardo il caso dei migranti della nave Gregoretti?»

Intervistato(A): «Credo che sia un caso molto simile a quello dell’altra nave (caso della nave Diciotti), quando lui aveva detto che, se era realmente colpevole, allora si assumeva la colpa anche per tutti i reati a seguire. A me questa cosa ricorda molto ciò che disse Mussolini dopo l’assassinio di Matteotti, ovviamente in un altro contesto. Lui è del tutto sicuro di sé e dei suoi elettori, che intrattiene sui social come fossero dei fan, e ciò che ha fatto è coerente con la sua idea di politica e di Italia.»

I:«Hai mai manifestato in piazza contro la Lega?»

A:«Sì, ero a Roma a San Giovanni il 14 dicembre.»

I:«So che si è parlato di oltre 35mila persone (secondo la questura di Roma). Cosa ti ha spinto a partecipare e che esperienza è stata?»

A:«Sì, è stato stupendo, tutti vicini e stretti uno con l’altro, uniti dalla stessa voglia di cantare per la tolleranza e la libertà.»

I:«Libertà da cosa? Credi che il movimento delle Sardine possa cambiare effettivamente qualcosa a livello politico o sociale?»

A:«Smuovere le coscienze, più che altro, per recuperare un po’ di umanità. Non solo riguardo l’immigrazione, ma anche fra noi italiani spesso c’è poca sensibilità e tanta ignoranza. In ballo c’è il futuro di tutti noi e sembra che ce lo dimentichiamo spesso.»

I:«Quindi non credi in un futuro politico del movimento delle 6000 Sardine? Come ti porresti di fronte a questa eventualità?»

A:«Ѐ un movimento nato da una manifestazione, quindi scadrebbe tutto se finisse in politica. Secondo me si può fare un’opposizione ideologica più forte alla Destra proprio perché non imbrigliati politicamente, senza smettere di riunirsi nelle piazze di tutte le città.»

Conclusione

Mattia Santori, leader dei manifestanti, in occasione della manifestazione dello scorso mese non ha negato ai giornali la possibilità di una futura collaborazione politica del movimento, per ora non impegnato seppur dichiaratamente schierato a Sinistra. La lotta ideologica e non violenta al sovranismo, all’intolleranza e alle discriminazioni sono il sostrato dell’aggregazione delle Sardine, e un aspetto degno di rilievo è il forte coinvolgimento giovanile. Seppur in veste di manifestanti, il messaggio pare filtrare incontrastato attraverso ogni canale social e mediatico. Nell’attesa di chiamate da valutare in futuro a cooperare con qualche partito, non va sottovalutata dal Governo e dall’attuale partito di maggioranza la presa di coscienza delle masse che, presto o tardi, si recheranno alle urne.

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