Castelluccio di Norcia è una frazione del comune di Norcia in Umbria. Il paese il 26 ottobre 2016 è stato colpito da una scossa di terremoto e da quel momento è per lo più disabitato, i paesani si contano sulle dita di una mano, tutti gli altri si sono trasferiti altrove. I lavori di ricostruzione, dopo cinque anni, tardano a cominciare nonostante i progetti rivoluzionari per ricostruirlo.

Prima di essere distrutta, questa cittadina era considerata la patria degli sport all’aria aperta. Situata nel Parco dei Monti Sibillini, questo luogo era frequentato da ciclisti, escursionisti, sciatori, deltaplanisti, ma anche di sport quali tiro con l’arco, trekking, surviving, bird-watching. Un luogo ricco di attività, un via vai di persone appassionate di sport, dilettanti e professionisti.

Castelluccio di Norcia era anche un luogo che ha sempre accolto chi aveva un palato fine. Una delle specialità è, infatti, la lenticchia – chiamata “lènta” dagli abitanti- prodotto antichissimo e ricercatissimo. Questo legume fiorisce tra maggio e luglio nella piana di Castelluccio, momento in cui è molto frequentata da turisti. La fioritura della lenticchia, infatti, accompagnata da altre piante spontanee, dà vita a uno spettacolo della natura, creando distese infinite di campi colorati.

Questo luogo ricco di storia, di cultura e di tradizione è stato raso al suolo da un terremoto, costringendo gli abitanti ad abbandonarlo. Tutto ciò che è stato, in pochi minuti è scomparso e le istituzioni governative non hanno ancora dato una risposta adeguata rispetto l’evento eccezionale.

L’anima di una città non sono solo le sue case, chiese o monumenti, ma anche e soprattutto i suoi abitanti. I cittadini di Castelluccio erano il cuore di questo luogo, coloro che portavano vita, che accoglievano le persone da fuori, proponendo i prodotti del territorio e mostrando loro le bellezze di questo paese; un vero e proprio quadro vivente. Senza di loro, però, non rimane niente e se anche le ultime persone se ne andranno questo paese sarà popolato solo dai fantasmi di una vita passata.

Andare a Castelluccio di Norcia oggi significa trovarsi in un limbo tra il passato, il presente e il futuro. Il passato lo si può vedere dalle macerie che ancora segnano le vie cittadine. Il presente nella volontà degli ultimi rimasti che in una situazione di difficoltà hanno cercato di riportare in vita le loro attività con i pochi mezzi presenti. Durante il periodo della fioritura, in estate, la valle si popola di turisti e così i produttori e gli imprenditori del luogo hanno riconvertito le loro attività: venditori di panini nei classici food-truck, negozi di souvenir, prodotti tipici nei cosiddetti SAE (soluzione abitativa di emergenza). Il futuro nelle persone che non si arrendono e sperano in una rinascita, cercando di tenere in vita questo paese con ogni mezzo.

Due, principalmente, sono i problemi che dovrebbero giustificare il ritardo nella ricostruzione del paese: il luogo e l’altezza dove si trova Castelluccio – infatti la cittadina si trova a 1400 m di altitudine e in inverno le temperature scendono abbondantemente sotto lo zero-, la soprintendenza del Parco dei Sibillini, la quale si occupa degli interventi al paesaggio e alla filiera agricola, colonna portante di questa zona.

L’idea sarebbe quella di radere al suolo completamente quel poco rimasto, ma ciò significherebbe dimenticare il passato e le persone. Infatti, una particolarità di questo luogo erano le scritte in dialetto presenti nelle mura esterne delle case. Questi “graffiti” raccontavano la storia del paese, i fatti che erano accaduti. Non recuperarle sarebbe come eliminare la memoria storica di un luogo.

I lavori di ricostruzione devono tenere conto della ricchezza storica che si trova fra macerie e detriti, raccoglierla e non spazzarla via. Castelluccio di Norcia non sarà mai più ciò che è stata in passato, ma molti ricordi di essa possono essere mantenuti con dei piccoli accorgimenti.

Rimettere in piedi questo paese è un dovere che il governo e le istituzioni dovrebbero avere nei confronti di chi ha reso questo luogo un piccolo gioiello incastonato nella natura e che tutt’oggi cercano di mantenerlo in vita, nonostante si stia letteralmente sgretolando sotto i loro piedi.

Il valore economico di Castelluccio è molto importante: un luogo piccolo, ma che offre infinite possibilità di lavoro e di crescita a centinaia di persone, sia dal punto di vista agricolo, sia dal punto di vista del settore turistico, grazie alle molteplici attività che si possono svolgere in armonia con la natura. Anche il valore sociale è da tenere in considerazione: luogo di incontri, di tradizioni, ma soprattutto una casa per chi era abitante.

Castellucio di Norcia e la sua piana in fioritura
Castelluccio di Norcia (Perugia, Umbria, Italia)

Ricostruire è un’azione necessaria, da intraprendere al più presto, perché lasciare che le macerie divorino tutto ciò che è rimasto sarebbe un torto non solo per chi qui è nato e cresciuto, ma per il mondo intero, privato di un patrimonio inestimabile. Cinque anni sono un tempo lunghissimo e le istituzioni devono impegnarsi affinché Castelluccio di Norcia non diventi il fantasma di ciò che è stato e ciò che sarebbe potuto (ancora) essere.

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