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Chiara Pavoni è ancora una volta protagonista in un film diretto da Fabio Del Greco. Nel lungometraggio ‘Altin in the city’ interpreta la seducente Mara Le Monde, personaggio di grande fascino, ma donna molto misteriosa. Sarà lei ad entrare nella vita di Altin, aspirante scrittore albanese alla ricerca di successo. Arrivato in Italia a bordo di un traghetto negli anni ’90, lavora in una macelleria, quando viene selezionato ad un provino di un reality per scrittori e vede finalmente la possibilità di realizzare il suo sogno, diventare famoso con il libro “Il viaggio di Ismail”. La trama si svilupperà in un intreccio di situazioni, tra luci ed ombre, ed emergeranno le molteplici fragilità umane.  La produzione indipendente ha nel cast oltre a Chiara Pavoni, Rimi Beqiri, Marcello Capitani, Simone Di Pascasio, Alexandra Maravia, Fabio Del Greco. Incontriamo l’attrice per una breve intervista.

altinNel film ‘Altin in the city’ diretto da Fabio Del Greco interpreti Mara Le Monde, chi è questa donna e come ti sei trovata nel vestire i panni di questo personaggio?

“Mara Le Monde è una donna seduttiva, mondana ed incantatrice, crea sogni e regala incubi. E’ l’emblema del fascino ambiguo che da sempre esercita la femminilità nei suoi aspetti distruttivi. Sono rimasta attratta anche io dalle mille sfaccettature dello charme e dalla spregiudicatezza di questa Circe mediatica e ho cercato di restituirne il valore umano e simbolico.”

Altin è un aspirante scrittore albanese sbarcato in Italia con un traghetto negli anni 90, alla ricerca di fama e successo. Come ti sei trovata a lavorare con l’attore che lo interpreta, Rimi Beqiri?

“Ho conosciuto Rimi sul set di questo film, è un grande professionista, si è dimostrato sempre disponibile con tutti e con me, così è stato possibile collaborare armonicamente e in tutte le scene ci siamo sentiti sempre complici.”

I luoghi sono un elemento fondamentale, dove sono avvenute le riprese?

“Decisamente. Particolarmente affascinanti per me i luoghi dove vive Mara Le Monde, il bellissimo salone orientale offerto dall’Associazione Weldi di Ostia, la misteriosa alcova del B&B La Papessa a Roma e soprattutto il Polmone Pulsante, luogo conturbante e sotterraneo della casa di Mara, questi ambienti recuperati dopo secoli di incuria ad una nuova vita “pulsante” da Saverio Ungheri con un restauro archeologico impreziositi con sculture e ambientazioni dello stesso Ungheri.”

 

Questo film fa emergere i lati oscuri di quando si punta solo alla fama e alla ricchezza. Quanto può essere utile il cinema per far riflettere sui valori dell’esistenza?

“Credo che questo film provi con un linguaggio a tratti onirico, a tratti grottesco, a tratti realistico ma sempre ricco e forte a richiamare il dovere di infrangere l’illusione di questo falso immaginario e mediatico.”

Da attrice, quale scena del film ritieni essere stata la più coinvolgente da un punto di vista emozionale?

“Il ruolo di Mara Le Monde è stato sicuramente un’opportunità straordinaria di crescita. Questa manipolatrice con i suoi poteri subdoli ed esplosivi trasporta Altin in ogni scena in una sorta di catarsi, fino ad annullarlo e trasfigurarlo. Ho cercato nella mia interpretazione di dare vita a questo travolgente personaggio tra sfumature, silenzi e azioni. Pertanto nessuna scena, ma tutto il film è stato coinvolgente per me dal punto di vista emozionale.”

 

Il film è una produzione indipendente ed è ora alla ricerca di distribuzione. Quali sono le difficoltà principali per far conoscere ad un ampio pubblico un lavoro cinematografico di questo tipo?

“Infinite…Altin è pronto per intraprendere un nuovo viaggio, che speriamo grazie all’aiuto di tutti, lo porti ad entrare in tante sale cinematografiche italiane e nel cuore di chi lo conoscerà!”

michela Zanarella

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