All’inizio di ottobre è stata celebrata la giornata mondiale del caffè. Ma quest’anno la festa è stata decisamente amara, perché i prezzi sono in continuo aumento e ben presto i consumatori potrebbero affrontare una vera e propria stangata.
Di cosa devono preoccuparsi ai consumatori
Una serie di fattori sta continuando ad agire in contemporanea sul mercato del caffè, provocando una tendenza rialzista che sembra al momento non vedere ancora la fine. Per i consumatori italiani alcuni effetti già si vedono sul prezzo della tazzina al bar, che dal 2020 ad oggi è cresciuta di oltre il 50%.
Ma lo scenario potrebbe ulteriormente peggiorare, spingendo il costo del nostro rituale quotidiano fino a 2 euro entro il termine di quest’anno. L’aumento che si è già verificato ha già provocato un cambiamento nelle abitudini dei consumatori, perché c’è stata una riduzione della richiesta in Italia.
Cosa sta provocando l’aumento dei prezzi
Il primo fattore rialzista per i prezzi del caffè è il cambiamento climatico. Eventi estremi come siccità e inondazioni hanno compromesso i raccolti dei grandi produttori mondiali come Brasile e Vietnam. Alcune malattie delle piante hanno peggiorato la situazione, rendendo le produzioni peggiori anche dal punto di vista qualitativo.
Dal momento che il consumo globale continua ad essere sostenuto, il calo della produzione genera uno squilibrio fra domande e offerta innescando così l’aumento dei prezzi, che hanno registrato un supertrend. La varietà Arabica è cresciuta del 62%, mentre il Robusta è aumentato del 78% negli ultimi anni.
Altri fattori rialzisti
La crisi geopolitica e quella del commercio internazionale hanno provocato poi un forte incremento dei costi di trasporto dalle zone di produzione verso i mercati di consumo. Costi che i produttori scaricano sui torrefattori e i consumatori.
C’è poi anche l’immancabile componente speculativa. L’instabilità del mercato ha attirato l’attenzione degli Hedge Fund più grandi al mondo e degli speculatori di ogni parte del globo, che influenzano il prezzo attraverso operazioni massicce di acquisto e vendita. Ciò alimenta la distorsione sul mercato e la volatilità del prezzo.













