Francia e Italia sono sorelle effettive, carnali dunque: un libro sarebbe a malapena sufficiente a dimostrarlo e a ricordarlo:  è solamente la pochezza e la modestia intellettuali dei rispettivi uomini di governo che non di rado portano a sminuire e perfino, talvolta, a dimenticare  un immenso patrimonio comune e tale realtà della storia che  affratella i due Paesi, da epoca immemorabile. Basti per esempio ricordare che il Piemonte, il colonizzatore  dell’Italia, era una delle province della Francia,  non solo come cultura e lingua e amministrazione: Cavour, il re Vitt.Em.II e tutta la borghesia piemontese hanno parlato francese fino alla prime decadi del 1900.

Parigi dal 1855 circa fino alla seconda guerra mondiale, in verità anche e ancora oggi, fu la città europea più ambita e più visitata, un autentico palcoscenico della umanità: artisti, finanzieri e industriali,  monarchi e regine, diplomatici e politici, attori e attrici e scrittori del mondo intero, tutti ambivano ad andare a Parigi: le ragioni sono  molteplici e  quelle che maggiormente attiravano era un manifesto senso di libertà, di apertura intellettuale e di cultura, di tolleranza, manifestazioni fieristiche,  innovazioni artistiche e, non ultimo, joie de vivre e divertimenti. E qui vogliamo gettare uno sguardo, pur se breve e ridotto, alla presenza di donne italiane in questo mondo sfavillante della  cosiddetta Belle Epoque.

Maria Brignole Sale de Ferrari è quella che forse più di tutte ha lasciato tracce visibili, ancora oggi: apparteneva a famiglia nobile genovese del massimo rango e numerose sono le tracce cospicue presenti a Genova e dintorni: Palazzo Rosso, Palazzo Bianco, Ospedale Galliera. E a Parigi, sua patria effettiva,  il suo salotto alla Rue de Varenne 57, al Palazzo Matignon, oggi sede governativa francese, era il primo di Parigi per il livello culturale e sociale e la ricercatezza: gli Orléans, nello specifico, la vecchia casa regnante, era particolarmente presente. Oggi a Parigi la sua presenza è testimoniata appunto dal Palazzo Matignon, dal  Palazzo Galliera,  al suo  nome, sede museale ricercata; a Meudon, sobborgo parigino, ancora oggi è presente l’orfanotrofio e la casa per anziani da lei istituiti, come pure a Clamart, sobborgo di Parigi, altra casa di riposo per vecchi.

A Versailles, a Villa Romaine, risiedeva l’ultimo rampollo della secolare famiglia papale dei Caetani: aveva sposato  Marguerite, americana, artista e donna di lettere: il suo salotto settimanale  ricercato e ambito, donna dai multiformi interessi ed iniziative. La figlia Leila ne seguì le orme: l’Oasi di Ninfa a Sermoneta, uno dei feudi Caetani, è gioiello naturalistico e opera impagabile di Leila e della madre.

Donna che diede a Parigi un  contributo inaudito di eccentricità e di originalità e soprattutto di eleganza e di ricercatezza fino a pervenire alla estrosità e stravaganza, fu la Marchesa Luisa  Casati Stampa: non era insolito vederla con un serpente boa attorno al collo o con un leopardo al guinzaglio.

Altra donna eccezionale fu Anna Letizia Pecci detta Mimì, della famiglia ciociara di Carpineto, coniugata con un banchiere ebreo americano che in occasione del matrimonio acquistò una magnifica villa settecentesca  alla Rue Babylone 32 che grazie a Mimì divenne, negli anni venti-trenta del Novecento,  uno dei luoghi di ricevimento più ambiti  dalla cultura e nobiltà parigina:  oggi il complesso è proprietà dello Stato Francese e divenuto sede di uffici della Presidenza, a significarne il prestigio.

La Principessa Ruspoli di Roma fu anche ospite lungamente a Parigi e altra  donna di rilievo fu la nobildonna Marchesa Carcano  Landolfo,  che si distinse in special modo per la sua passione per l’arte: quando la sua collezione andò dispersa alla sua morte, le giornate d’asta furono un avvenimento,  tanto che un quadro in particolare intitolato Salomè e di cui modella fu una ciociarella, raggiunse il prezzo più elevato mai pagato fino allora per un’opera d’arte cioè 480.000 Franchi, quando all’epoca i quadri di Van Gogh o di Modigliani costavano ancora massimo 300 Franchi: in quegli anni il giovane Picasso vendette per 75 Franchi!! un capolavoro del suo periodo rosa, La ragazza nuda che vende fiori, andato a ruba  recentemente ad un’asta  per oltre cento milioni di dollari. Altra donna affascinante che letteralmente conquistò la società del suo tempo fu la stilista e costumista romana Elsa Schiaparelli nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale che con Coco Chanel rivoluzionarono la moda mondiale. Tante altre le donne italiane a Parigi nel periodo della terza repubblica, dopo il 1870: tra queste non vanno dimenticate quelle che diedero una impronta ineguagliabile  alla pittura e alla scultura e cioè le modelle ciociare. In tempi più vicini la presenza di donne italiane è sempre attuale a Parigi: la cantante celebre Caterina Valente, poi Carla Bruni attrice e moglie presidenziale, una studiosa e politica Maria Antonietta Macciocchi, insignita della Legion d’Onore, e poi Chiara Mastroianni, figlia di Marcello e non poche altre.

Una pagina qui solo accennata e che il curioso e interessato può sicuramente, con suo gradimento, ampliare ed approfondire in rete. Altro nel libro:”ORGOGLIO CIOCIARO/Ciociaria Pride”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.