Il primo romanzo a marzo: “L’Avvolgo” di Giuseppe Fanelli
L’Avvolgo è il romanzo che inaugura DAGON. Ispirata dal titolo di uno dei racconti più famosi di Howard Phillips Lovecraft, questa nuova collana di narrativa fantastica, ideata da Gemma Lanzo Editore, cercherà di mettere in luce scenari onirici sorprendenti creati da autori dotati di particolare inventiva.

Le vicende di Evòl, commessa in un negozio di dischi di un piccolo villaggio a poche miglia da Londra, vi trascineranno in mondi onirici spaventosi che conducono ad una dimensione alternativa post-apocalittica (o Inferno?), dove i pochi sopravvissuti sono costretti a rinunciare alla luce del giorno e devono costantemente difendersi da mostri deformi che abitano le fogne… ma questo è solo l’inizio! L’Avvolgo è un’opera complessa che coniuga teorie scientifiche e creatività. L’autore riorganizza il libero flusso dei suoi pensieri in scenari metafisici e surreali, dando vita ad un racconto in cui suspense, enigma, mistero e battute d’arresto, mantengono alta la tensione narrativa. Infrangendo la solidità della “realtà” oggettiva, sdoppia i personaggi, dipinge visioni fantastiche, crea fratture temporali e spazi multidimensionali, mettendo in luce i limiti della nostra capacità di conoscere, decretati anche dalle scienze. Autore Postmoderno, erede e partecipe del proprio tempo, elabora il disorientamento dell’uomo contemporaneo di fronte alla dicotomia tra il progresso tecnologico e scientifico che globalizza il mondo e la tensione emozionale che ogni singolo essere umano porta ancora nel profondo del proprio essere. Dove è la verità? Il relativismo che sbanda l’individuo si riversa in una descrizione elastica che utilizza il Pastiche, il Citazionismo, l’Intertestualità, i giochi linguistici, l’interruzione, la fantasia/fantascienza, la virtualità. Leggendo questo racconto avrete l’impressione di guardare un film, è scrittura per immagini scandita a ritmo di musica e questa ha un ruolo importante nella vita dei personaggi che popolano il racconto, ed è quasi come se le note dei Depeche Mode, dei The Cure, dei Sonic Youth e di altri, facessero da sfondo a quest’opera.

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