Abbiamo sentito spesso parlare della necessità di un cambio di rotta riguardo alle fonti energetiche. Chiaramente tutto questo poggia su motivi ambientali. Ma anche l’economia europea ci ringrazierebbe se facessimo questa svolta concreta, dal momento che la dipendenza del vecchio continente dai combustibili fossili continua ad essere un fattore di forte instabilità economica.
L’eccessiva dipendenza e i riflessi sull’economia Europea
Ciò che sta accadendo dopo lo scoppio del conflitto nel golfo del Medio Oriente è una chiara dimostrazione di quanto sia fragile l’economia europea di fronte agli shock energetici. Dal momento in cui è partito il conflitto, i prezzo del petrolio e del GNL hanno cominciato un supertrend provocato una fuoriuscita enorme di risorse dall’Europa, richiedendo misure di emergenza importante. Ciò finirà per appesantire ulteriormente le già malmesse finanze pubbliche degli Stati.
Bisogna peraltro sottolineare che questo scenario si ripropone periodicamente. Non è la prima crisi energetica che affronta l’economia Europea (dopo lo scoppio della guerra in Ucraina i rialzi dell’energia spinsero l’inflazione mensile a ottobre 2022 oltre il 10%) e non sarà neppure l’ultima se non affronteremo concretamente il tema della dipendenza energetica da terzi.
Non è solo una questione politica
Le scelte in tema di politica energetica sono in primo luogo una responsabilità dei governi. Ma devono essere un tema permanentemente sul tavolo della Banca Centrale Europea. Il motivo è semplice: il mandato dell’Istituto centrale è quello di garantire la stabilità dei prezzi all’interno dell’economia Europea. La dipendenza energetica è uno dei fattori critici che mina questo obiettivo.
Quella europea è tra le economie sviluppate che più dipendono dalle importazioni di combustibili fossili. E gli eventi recenti dimostrano quanto sia stato fatto poco in realtà per cambiare tale scenario.
Ridurre la dipendenza energetica diventa quindi una priorità per l’economia Europea. L’unico modo per riuscirci è accelerare la transizione energetica verso fonti pulite e sostenibili, andando a investire nelle rinnovabili. In questo modo il legame tra prezzi interni dell’energia e volatilità del mercato energetico globale si si indebolirà e l’Europa sarà più forte.












