L’imprenditore: “Nel turismo si celebra il Primo Maggio mentre migliaia di lavoratori stagionali restano invisibili al sistema. Basta ipocrisia.”

 

Napoli. Mentre l’Italia si ferma per celebrare la Festa dei Lavoratori, nel settore dell’ospitalità e della ristorazione non si ferma quasi nessuno. Camerieri, receptionist, addetti alle pulizie, cuochi e portieri sono al loro posto, spesso senza contratto regolare, spesso sottopagati, spesso senza tutele.

 

Enrico Ditto, imprenditore napoletano tra le voci più autorevoli del settore, sceglie di lanciare un messaggio scomodo al sistema: “Celebrare il lavoro il Primo Maggio mentre si tollerano contratti-capestro nel turismo è una contraddizione che non possiamo più permetterci.”

 

“Napoli è diventata una delle destinazioni più desiderate d’Europa. I numeri del turismo crescono, le strutture si moltiplicano, i prezzi salgono. Ma dietro ogni esperienza meravigliosa che un visitatore porta a casa, c’è spesso un lavoratore stagionale pagato in nero, assunto con contratti part-time involontari o lasciato senza ammortizzatori alla fine della stagione”, denuncia Ditto con la forza di chi conosce il settore dall’interno.

 

Il tema è esplosivo. In Italia il lavoro irregolare nel turismo e nella ristorazione supera secondo le stime il 40% del totale in alcune aree del Mezzogiorno. A Napoli e in Campania, dove la stagionalità è marcata e la filiera dell’ospitalità è fatta quasi interamente di piccole e medie imprese, il fenomeno è strutturale e radicato.

 

“Non è solo un problema etico. È un problema economico e competitivo”, spiega Ditto. Un settore che regge sulla precarietà non può costruire qualità. E senza qualità, il turismo di Napoli resterà sempre a metà strada tra il suo enorme potenziale e una realtà che delude.”

 

La proposta è diretta e provocatoria: un patto territoriale tra imprenditori dell’ospitalità, sindacati e istituzioni locali per certificare le aziende virtuose, premiare chi assume regolarmente e formare una nuova generazione di professionisti del turismo con percorsi stabili e dignitosi. E ancora: incentivi fiscali reali per chi converte i contratti irregolari e investe nella formazione continua del personale.

 

“Il Primo Maggio non deve essere solo una festa. Deve essere una scadenza. Ogni anno, in questo giorno, voglio che chi lavora nel turismo napoletano possa dire di stare meglio dell’anno prima. Oggi non è ancora così. Ed è una vergogna che ci riguarda tutti.”

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Renato Aiello
Napoletano, classe ’87, Renato Aiello è giornalista pubblicista dal 2009 ed è pubblicato dal 2001. Studi in Comunicazione di massa e media, nonché cinema, giornalismo e informazione cross mediale, ha iniziato col piccolo house organ del Cardarelli "Il Giornale di Ortika" di Gaetano Coppola tra il 2001 e il 2006 (prima recensione a 13 anni) e ha poi scritto nel corso degli anni per il quotidiano "Roma" dal 2006 al 2011, diretto da Antonio Sasso. Attualmente scrive da free-lance per diversi siti e magazine di cultura e spettacolo, tra cui "Enneti NT - Notizie Teatrali" di Angela Matassa dal 2014 e la piattaforma di giornalismo partecipato “Sul Pezzo”. Appassionato di letteratura, musica, arti figurative, fotografia e cinema, ha partecipato nel corso degli anni a festival cinematografici tra Roma, Napoli e Vico Equense, e a giurie di concorsi di cortometraggi a tema. Videoblogger dal 2014, ha un canale YouTube con servizi di video giornalismo e montaggi emozionali.

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