krypton prima nazionale

Presentato sotto forma di studi nelle due stagioni precedenti, Il ponte di  pietra giunge all’allestimento conclusivo dopo un approfondito dialogo tra  Giancarlo Cauteruccio e Daniel Danis sulle ragioni della parola, sulla violenza e  sull’azione salvifica del teatro.
I due artisti, accomunati dalla passione per un teatro di poesia e per il lavoro sulla  luce, e affascinati dalla creazione artistica attraverso la sperimentazione e l’utilizzo  di particolari sistemi illuminotecnici, hanno sviluppato un nuovo approccio alla messa in scena del testo che evidenzia gli archetipi dell’infanzia e dell’innocenza contrapposti alla durezza della storia.

Media4tech di Claudio Palazzi

Due bambini, Momo e Mung, sono i protagonisti di questa storia senza tempo né luogo. Essi raccontano la partenza dalle loro famiglie che per allontanarli da una zona di conflitto e salvarli, li hanno consegnati a uno straniero in cambio di denaro. Diventano così schiavi in una fabbrica di tappeti. Entrambi hanno con sé un ricordo dei propri parenti, Mung ha una pelle di animale, regalo della nonna, sulla quale deve continuare a tessere la leggenda della sua famiglia; Momo un’idea: la volontà di costruire dei ponti come prima di lui avevano fatto i suoi antenati.

Un giorno nella fabbrica ha luogo un’esplosione e i bambini riescono a fuggire. Insieme, tra sogno e realtà, esplorano il mondo alla ricerca del «paese senza guerra»; insieme, imparano a conoscersi e a combattere la sofferenza. Insieme inventano un mondo nuovo.

Teatro Studio di Scandicci, Scandicci

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