Prima tappa romana per l’ “Hitstory tour 2016” di Gianna Nannini all’Auditorium Parco della Musica. Stasera la seconda e ultima data nella Capitale

 

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Sono le 21.10 quando si spengono le luci nella sala Santa Cecilia dell’Auditorium. Le urla di oltre duemila fan si levano sull’ architettura lignea progettata da Renzo Piano. Calda, avvolgente, sinuosa, garante di un’acustica perfetta. Un fascio di luce bianca avvolge l’entrata di sei violinisti vestiti di rosso. Brilla il telo sul fondale del palco. Le urla diventano cori nitidi che intonano all’unisono un nome. Il suo. Le chitarre di Davide Tagliapietra e Thomas Festa suonano i primi accordi di America. E finalmente esce lei: Gianna Nannini. Giubotto di pelle rossa, maglia bianca e pantaloni neri. Una mise perfetta per l’ingresso più rock che ci sia.

Comincia così la prima delle due tappe romane dell’ “Hitstory tour 2016”, dal nome dell’omonima raccolta pubblicata quasi un anno fa. Due cd (tre nella versione deluxe) che ripercorrono la carriera della cantautrice senese ma anche un omaggio alle canzoni che hanno fatto la storia musicale italiana con le cover di Dio è morto di Francesco Guccini, Lontano dagli occhi di Sergio Endrigo, Ciao amore ciao di Luigi Tenco, già contenute nell’album Hitalia. Oltre trenta canzoni tra cover, riarrangiamenti e inediti come Tears e Amica mia, scritta insieme a Tiziano Ferro.

I brani si susseguono uno dopo l’altro: Avventuriera, Profumo, Hey Bionda, I Maschi fanno scatenare i fan, in piedi, sotto al palco sin dall’inizio del concerto. Con le braccia tese verso il loro idolo incassano le lamentele della security e del pubblico più comodo e tradizionalista. L’anima rock di Gianna Nannini trasuda dalla voce, dalla musica, dalla mimica agitando le braccia per incitare il suo pubblico. Ė il momento di Sei nell’anima, Ragazzo dell’Europa, Fotoromanza, sulle quali la passione e le emozioni sono gridate e urlate al cielo. Lassù qualcuno sentirà..

L’atmosfera cambia per lasciare il posto all’intimità di canzoni come Notti senza cuore, Marinaio, Mama, cantate piano e voce dalla Gianna nazionale che gioca e ammicca provocante al parterre. Si muove sinuosa accompagnata da Moritz Müller alla batteria, Daniel Weber al basso, Will Medini alle tastiere, insieme alle voci delle coriste Isabella Casucci e Anna Camporeale. Gli archi incrociano le chitarre elettriche di Davide Tagliapietra e Thomas Festa in un viaggio che fugge dai palasport e si rifugia nei teatri.

“Hitstory tour 2016”, partito già da un paio di settimane, farà tappa a Parma, Padova, Firenze fino all’appuntamento speciale del 14 maggio all’Arena di Verona con arrangiamenti del maestro Will Malone per un’orchestra di 56 elementi.

Il pubblico dell’Auditorium è finalmente tutto in piedi, pronto a cantare il bis con Un’estate italiana e Io. La band saluta il pubblico, lascia il palco ma le luci non si accendono. I cori intonati quasi tre ore prima richiamano con un lungo applauso Gianna Nannini sul palco che concede, a sorpresa, Un giorno disumano. Ora lo spettacolo è veramente finito. La sala dell’Auditorium si svuota. Luogo privilegiato in cui oltre duemila anime si sono accordate sulle stesse note, in una notte altro che senza cuore..

Alessia Polimanti

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