A cento anni dalla nascita, Roma celebra Renato Guttuso, uno dei maggiori pittori italiani del novecento con una bellissima mostra.

Nelle sale del vittoriano è riassunto l’intero percorso creativo del pittore siciliano, artista, intellettuale e passionale al contempo.

Tra le tele esposte a Roma si possono ammirare ritratti, autoritratti, i dipinti dell’impegno politico caratterizzati da pennellate crude e colori forti, le nature morte ricordo della terra d’origine e la sensuale bellezza dei suoi nudi di donna che tanto fecero scalpore negli anni sessanta; dando scandalo sia per i corpi dei soggetti dipinti sia per i loro nomi noti.

Chi era Renato Guttuso?

Renato Guttuso nasce a Bagheria, cittadina siciliana che porterà sempre nel cuore, nel 1912. La formazione è autodidatta e le sue prime opere sono caratterizzate dall’immediatezza, dall’attimo  delle realtà e dei paesaggi, in merito afferma : ”i quadri devono essere facce del nostro presente”.

Trasferitosi a Roma conosce e sposa quella che sarà la compagna e confidente fedele per tutta la vita, Mimise.

Anche Marta Marzotto sarà legata a lungo tempo con il pittore, che ne fa la sua musa  ispiratrice e modella preferita, ma di lei non vi è traccia nella mostra a Roma.

Renato Guttuso non ebbe figli biologici e al punto di morte decide di adottare Fabio Carapezza, che gli è vicino negli ultimi anni di vita e ne diviene unico erede dell’immenso patrimonio.

Alla sua morte 1987 donerà alla città natale molte opere, ora raccolte nel locale museo di Villa Cattolica, dove lo stesso artista è sepolto.

La sua Palermo….

Renato Guttuso, La Vucciria, 1974, olio su tela

 

La Vuccinara è un noto mercato storico di Palermo. in dialetto significa confusione. Il quadro, con realismo crudo e sanguigno, come le carni e il pesce esposti sui banchi, esprime una delle tante anime della città siciliana. Il segno dell’artista e il senso del colore sono talmente forti che sembra quasi di udire il vocio e le cantilene di richiamo degli ambulanti.

I ricordi dell’infanzia sui tetti di Roma….

Renato Guttuso, Paesaggio urbano, 1940, olio su tela.

Fin dai primi tempi della sua attività, il  grande tema è costituito dal paesaggio, anche urbano. E di Roma lo colpiscono i tetti sia della periferia sia del grande centro. Gli ricordano quelli della sua città natale Bagheria, tante volte intravisti da un solaio quando bambino si nascondeva a spiare in solitudine il mondo circostante,scoprendone il fascino.

Le sofferenze nascoste della capitale…

Renato Guttuso, Caffè Greco, 1976, tecnica mista e collage.

Il quadro rappresenta il caffè più antico e illustre di Roma, luogo di incontri di intellettuali e celebrità da Stendhal a De Chirico, da Schopenhauer a Orson Welles. Guttuso rappresenta il realismo della condizione umana con tutte le sue sofferenze, ma anche i miti e le passioni. Nella sua forma nevosa e tesa che l’artista concentra nella tela, c’è tutto il dolore del mondo.

La grande assente…

 

 

L’amore per la donna e l’eros caratterizzano le opere di Guttuso, Don Giovanni del novecento, in loro non cercava una bellezza ideale ma le rappresentava con realismo e naturalezza.

Musa ispiratrice e modella fu Marta Marzotto alla quale dedicò molte opere e molto tempo della sua vita.  Peccato che di lei non c’è nessuna traccia alla mostra del Vittoriano.

La mostra ” Guttuso 1912 – 2012” si trova al Complesso del Vittoriano. Via Santo Pietro in carcere, Roma. Fino al 10 Febbraio 2013.

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