La sfilata andata in scena lo scorso 18 aprile al Villaggio della Terra è la sublimazione dell’ipocrisia istituzionale. Il Comune di Roma e la Garante degli Animali, Patrizia Prestipino, hanno preferito organizzare un deprimente spettacolo a favore di telecamera sul “red carpet” piuttosto che affrontare le reali e drammatiche problematiche di gestione dei canili capitolini. Ventidue cani sono stati usati come semplici comparse per foraggiare le vanità politiche e gli interessi privati delle solite grandi sigle.
Si riempiono la bocca di termini come “adozioni del cuore”, appropriandosi subdolamente del linguaggio del vero attivismo per nascondere le proprie mancanze istituzionali. Ma la realtà dei fatti è ben nota a chi vive il territorio: tutti sanno perfettamente che adottare un cane in strutture come la Muratella è un assurdo percorso a ostacoli. Parliamo di una via crucis fatta di burocrazia estenuante, moduli su moduli e procedure asfissianti che spesso finiscono per scoraggiare anche i cittadini più volenterosi, condannando gli animali a restare in gabbia.
E allora ci chiediamo: come è stato possibile adottare un cane sabato 18 aprile in mezzo a una piazza? Le rigide procedure e le montagne di moduli si sono improvvisamente volatilizzate a favore di stampa? È l’ennesima prova che questo sistema va smascherato senza sconti. L’amministrazione capitolina ignora deliberatamente le emergenze strutturali e gestionali dei canili per regalare visibilità e poltrone alle corporazioni del pietismo, quelle grosse associazioni che monopolizzano il settore e vivono di passerelle oscurando il lavoro estenuante dei veri volontari.
Il partito politico REA è stanco di queste scenate, e la nostra posizione è chiara e irremovibile nel voler affrontare ed approfondire la gravissima situazione dei canili di Roma e della maggioranza dei canili nazionali dichiara fermamente il Segretario Nazionale REA, Gabriella Caramanica:
“Siamo di fronte a una vergognosa parata dell’ipocrisia orchestrata dalla Garante degli Animali del Comune di Roma. I cani non hanno bisogno di tappeti rossi, di cantanti o di eventi da copertina per ingrassare l’ego e il portafoglio delle solite note grandi associazioni, complici di questo teatrino. È politicamente e moralmente inaccettabile ignorare il disastro gestionale dei canili e la burocrazia respingente di strutture come la Muratella, per poi fingere sensibilità sotto i flash dei fotografi. Ci riserviamo poi di approfondire anche la situazione dei gatti detenuti nella stessa struttura.Continueremo a denunciare questa farsa istituzionale e a smascherare il sistema che usa la sofferenza degli animali per ripulirsi l’immagine, allontanando ogni giorno di più le vere soluzioni.”










