• L’imprenditore napoletano, che a marzo aveva previsto le criticità del modello “mordi e fuggi”, vede confermata la sua analisi dai dati della Pasqua 2025.

 

Le previsioni di Enrico Ditto si sono rivelate precise. L’imprenditore napoletano del settore dell’ospitalità, che lo scorso 26 marzo sulle colonne de Il Roma aveva invitato a spostare il focus dal numero degli arrivi alla qualità della permanenza, legge oggi nei dati post-pasquali la conferma di una tesi chiara: Napoli attrae, ma fatica ancora a trattenere.

 

Quando Ditto aveva dichiarato che «il turismo non è più una fotografia di arrivi e partenze, ma una relazione», molti avevano interpretato le sue parole come eccessive. In realtà erano una lettura anticipatrice. I flussi pasquali sono stati consistenti, ma la permanenza media è rimasta sotto il potenziale, la distribuzione tra centro e periferia metropolitana ancora squilibrata e le criticità strutturali — mobilità, decoro, gestione dei rifiuti — si sono manifestate puntualmente, esattamente come previsto.

 

«Non esiste ospitalità senza città — aveva affermato Ditto —. I turisti oggi scelgono con attenzione e restano dove trovano equilibrio tra bellezza e funzionamento. L’autenticità non basta più se non è accompagnata da efficienza.»

 

Anche sulla distribuzione territoriale dei flussi la previsione si è confermata: i visitatori si sono concentrati nelle aree già sature, mentre la provincia — ricca di storia, paesaggio e potenziale ricettivo — ha beneficiato in misura minima del boom di presenze. Un’occasione mancata che si ripete con una regolarità che non può più essere attribuita alla casualità.

 

L’appello di Ditto alle istituzioni resta aperto: «Se vogliamo che Napoli cresca davvero, dobbiamo investire su ciò che fa restare le persone: servizi, infrastrutture, qualità della vita. Serve una regia, non l’improvvisazione.»

 

La Pasqua 2025 ha offerto un nuovo test empirico. I dati indicano con chiarezza dove il sistema ha tenuto e dove ha ceduto. Non è fatalismo geografico: è una questione di scelte politiche e capacità di governance.

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Renato Aiello
Napoletano, classe ’87, Renato Aiello è giornalista pubblicista dal 2009 ed è pubblicato dal 2001. Studi in Comunicazione di massa e media, nonché cinema, giornalismo e informazione cross mediale, ha iniziato col piccolo house organ del Cardarelli "Il Giornale di Ortika" di Gaetano Coppola tra il 2001 e il 2006 (prima recensione a 13 anni) e ha poi scritto nel corso degli anni per il quotidiano "Roma" dal 2006 al 2011, diretto da Antonio Sasso. Attualmente scrive da free-lance per diversi siti e magazine di cultura e spettacolo, tra cui "Enneti NT - Notizie Teatrali" di Angela Matassa dal 2014 e la piattaforma di giornalismo partecipato “Sul Pezzo”. Appassionato di letteratura, musica, arti figurative, fotografia e cinema, ha partecipato nel corso degli anni a festival cinematografici tra Roma, Napoli e Vico Equense, e a giurie di concorsi di cortometraggi a tema. Videoblogger dal 2014, ha un canale YouTube con servizi di video giornalismo e montaggi emozionali.

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