Vaccini obbligatori: la risposta dei No-Vax dopo il via libera al Decreto Lorenzin.

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Dopo il via libera del Quirinale, il Decreto Lorenzin è entrato in vigore lo scorso 8 giugno: è la reintroduzione dei vaccini obbligatori, diventati ora “requisiti” di ammissione per asili e scuole.

Il Decreto Legge 7 giugno 2017, n°73 prevede, in breve, l’obbligatorietà di 12 vaccinazioni elencate all’art. 1 del suddetto DL, e “ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale e ai tutori è comminata la sanzione amministrativa pecuniaria da euro cinquecento a euro settemilacinquecento” (art. 2) in caso di mancato adempimento.

Un’ondata di manifestazioni ha risposto alla promulgazione del nuovo decreto.

Il dibattito sulla pratica dei vaccini è sempre stato all’ordine del giorno, ma negli ultimi tempi si è particolarmente inasprito: i casi di epidemia e di decessi, soprattutto infantili, sono aumentati esponenzialmente in parallelo alla diminuzione del ricorso ai vaccini e la questione ha invaso i social e destato varie reazioni da parte dell’opinione pubblica.
La quaestio è “vaccini sì o vaccini no?”

Partiamo dal principio, di cosa si sta parlando?
I vaccini sono quei “preparati biologici costituiti da microrganismi uccisi o attenuati, oppure da alcuni loro antigeni, o da sostanze prodotte dai microorganismi e rese sicure, o ancora, da proteine ottenute con tecniche di ingegneria genetica”, come li definisce l’Istituto Superiore di Sanità e sono, di base, finalizzati ad indurre la produzione di anticorpi protettivi e a consolidare la risposta immunitaria a livello cellulare, conferendo una resistenza specifica del soggetto vaccinato nei confronti di una determinata malattia infettiva.

Di fronte a tale definizione sembrerebbero non doverci essere dubbi. Eppure il movimento “No-Vax” è dilagato in tutto il Paese. Una fetta consistente della popolazione civile e anche della dottrina medica si è omologata alla tendenza di rinunciare alla copertura immunitaria in considerazione delle controindicazioni a questa legate.

Quali sarebbero i “contro” che vengono denunciati dai “No-Vax”?
Gli anti-vaccinisti affermano che lo stato di salute dei vaccinati non risulti così migliore rispetto a quello dei non vaccinati, e che, inoltre, molte delle malattie infettive in questione siano già state debellate, per cui perché sottoporsi al vaccino quando il rischio non si pone?
Altra importante bandiera del movimento No-Vax è la presunta correlazione vaccini-autismo, questione sorta nel 1998, quando Andrew Wakefield, un ex medico e chirurgo britannico, pubblicò sulla prestigiosa rivista “The Lancet” la sua teoria in cui poneva in relazione il vaccino per il morbillo e la rosolia con lo sviluppo dell’autismo.

Gli esperti rispondono a questi falsi miti affermando che i vaccini sono necessari, sotto svariati punti di vista. Reazioni gravi ai vaccini possono verificarsi, è vero, ma i dati statistici provano che i casi di controindicazioni sono pochissimi in confronto ai riscontri positivi, sottolineano poi che il fatto che certe malattie risultino debellate in realtà non esclude il fatto che queste possano essere solo “sopite” e che quindi possano tornare; mentre per quanto riguarda la “fake new” relativa al binomio vaccino-autismo la questione è già stata chiarita e smentita dal fatto che lo stesso autore sia stato radiato dall’Ordine per aver pubblicato studi infondati.

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