Ho sempre creduto che i libri siano il mezzo più potente contro l’ignoranza e l’odio, che possano davvero aiutare le persone a costruire una società migliore, più unita e tollerante; la Biblioteca In Vetrina ne è la dimostrazione lampante. Aprire una biblioteca è un atto di fiducia e coraggio allo stesso tempo, ancora di più se in un posto piccolo come il mio paese: Campoleone. La Biblioteca in Vetrina e la forza dell’inclusività Direttore responsabile: Claudio Palazzi

Come tutto è cominciato La Biblioteca in Vetrina e la forza dell’inclusività

Sono le 10 del mattino del 21 luglio e mi trovo nell’atrio della mia vecchia scuola media a parlare con le protagoniste di questa storia: si tratta di quattro ex maestre delle elementari che si sono sempre distinte per la loro tenacia, creatività e apertura verso il prossimo. Tutto è cominciato attraverso una fitta collaborazione con la biblioteca del comune di Lanuvio, da lì è nata l’idea di creare delle piccole biblioteche di classe e, poi, una biblioteca scolastica nell’istituto elementare “Gianni Rodari” di Campoleone, per dare ai bambini e alle bambine un’alternativa a quei libri di testo troppo impersonali. «Questa collaborazione con la biblioteca di Lanuvio ci ha aperto un mondo», dice Rita Panelli, una delle fondatrici dell’iniziativa. Infatti, dopo più di un anno di contatti e negoziazioni con il Comune, è nata nell’aprile del 2013 la Biblioteca In Vetrina.

Gli annuari delle classi delle maestre, dal 1980 al 2002

Inizialmente pensata come un punto-prestito della biblioteca di Lanuvio, ha ricevuto in dotazione solamente cinquanta libri, ma grazie alle donazioni di ex alunni e, in generale, della comunità di Campoleone, la biblioteca conta oggi 2500 volumi. L’intenzione era, infatti, proprio quella di creare una «piazza della cultura e del sapere», come afferma Adriana Rotili. I rapporti con il comune non sono sempre stati facili, soprattutto per la gestione dei locali. Infatti, le maestre sono state costrette a lasciare la propria stanza e cambiare edificio per far posto alle guardie zoofile. Successivamente, sono dovute nuovamente ritornare nella stanza originale, ma adesso sono fisse in un’aula dell’edificio che ospitava la scuola media “Alberto Galieti”. Anche la pandemia ha costituito un ostacolo: la biblioteca, infatti, è rimasta chiusa durante il periodo del lockdown poiché la vecchia stanza era troppo piccola per garantire le distanze di sicurezza, e ancora oggi l’apertura non è totale.

La Biblioteca in Vetrina oggi La Biblioteca in Vetrina e la forza dell’inclusività

Nonostante vari ostacoli e difficoltà, questa realtà è cresciuta notevolmente negli anni. Oggi, infatti, la biblioteca gode dell’appoggio di un’associazione dai valori molto simili: si tratta dell’organizzazione no-profit “Senza confine” di Aprilia. Inoltre, essa è inserita anche all’interno del sistema bibliotecario dei Castelli romani. Il motivo alla base del suo successo è, senz’altro, costituito dal gruppo delle maestre che la gestisce: si tratta di un gruppo affiatato, determinato e sempre pronto a crescere ed evolversi; ne sono un esempio le moltissime collaborazioni con bibliotecari, insegnanti, illustratori e genitori. Questo dinamismo ha permesso al gruppo stesso di allargarsi accogliendo chiunque creda nel progetto. Ciò che unisce queste donne è la loro grande passione per la cultura e per le persone e la forza del gruppo sta nella diversità delle persone che lo compongono, nell’importanza dei diversi ruoli che svolgono e nell’apertura verso l’esterno.

La Biblioteca In Vetrina non esclude nessuno e organizza iniziative e laboratori per tutti: bambini, adolescenti, adulti e stranieri. L’obiettivo principale di questo progetto non è solo quello di diffondere la cultura e l’amore per la lettura, ma anche e soprattutto valori quali la tolleranza, il rispetto delle diversità, l’importanza della salute mentale, l’ecologia e tanti altri. Tutto ciò avviene, soprattutto per i bambini, attraverso attività pratiche e laboratori.

I valori della Biblioteca

Il multiculturalismo è un tema che sta molto a cuore alle maestre, fin da quando insegnavano. Per loro è sempre stato chiaro che il progetto avrebbe avuto un taglio interculturale, poiché secondo loro «l’unico modo per conoscere sé stessi è attraverso gli altri, e l’unico modo per conoscere la propria cultura è attraverso le altre culture». Proprio per questo motivo, l’anno prossimo hanno intenzione di organizzare un corso di Punjabi per bambini, sottolineando quanto sia fondamentale il diritto alla lingua madre. Molti dei laboratori si basano proprio sull’importanza delle tradizioni e la ricchezza che apporta lo scambio interculturale: in occasione della festa di Pasqua, infatti, i bambini hanno dipinto le uova seguendo proprio la tradizione romena.

Raccolta di autrici
“Le Ferite – Quattordici grandi racconti per i cinquant’anni di Medici Senza Frontiere”

Un’altra tematica fondamentale è il rispetto per l’ambiente e il riciclaggio, che i bambini imparano grazie a lavori manuali a partire da materiali di scarto. Con i ragazzi, invece, si organizzano dibattiti su tematiche di attualità, come l’impatto della tecnologia e dei social network sulla loro vita. La biblioteca ha organizzato anche un corso di benessere per gli adulti. Entrambe queste attività sono state svolte insieme a una psicologa, proprio per sdoganare tutti i pregiudizi che ancora ci sono nei confronti di questo tipo di aiuto. Un’altra caratteristica delle attività proposte dalla Biblioteca in vetrina è l’inclusività, sia nell’accesso al servizio che nel linguaggio che utilizza. Infatti, già dal 2014, nel volantino di uno dei numerosi laboratori veniva utilizzato l’asterisco per indicare il plurale neutro.

I progetti e laboratori

Alcuni dei numerosi progetti che il gruppo di maestre ha organizzato sono: laboratori specifici sul Giappone, India e Venezuela, incentrati  sui vari aspetti che compongono la cultura del Paese in questione, come la cucina, l’arte, la danza e la letteratura. Oppure laboratori di coding; di cooperazione; su opere letterarie; miti e leggende. In particolare, in occasione delle più importanti giornate nazionali e internazionali, le maestre dispongono in vetrina libri e oggetti a tema. Ciò è stato fatto in occasione dell’8 marzo, della giornata internazionale della lingua madre; ma anche in occasione di importanti dibattiti a livello nazionale, come nel caso dello ius soli e ius culturae. Inoltre, la biblioteca ha preso parte a numerose iniziative, sia locali che internazionali. Con i bambini, ad esempio, hanno realizzato mille origami di carta a forma di gru e li hanno inviati al Memoriale della pace di Hiroshima nel 2018.

Laboratorio di pittura 2021: dipinti di due bambini ispirati alla “Notte Stellata” di Van Gogh

La forza della Biblioteca in Vetrina

Questi sono solo pochi esempi, ma rendono bene l’idea di quanto il progetto sia all’avanguardia e inclusivo. La sua gestione richiede grande impegno, sacrificio e forza di volontà; richiede una capacità spiccata di lavorare in gruppo e una formazione costante. Le maestre, infatti, da quando hanno iniziato questa attività, hanno seguito numerosissimi corsi d’aggiornamento. È stato fondamentale, poi, il supporto della bibliotecaria di Lanuvio, che ha insegnato loro molto e la presenza di modelli a cui aspirano, come Gianni Rodari e Dacia Maraini. Ciò che le rende più orgogliose sono i sorrisi che illuminano i visi dei bambini non appena entrano nell’aula, la curiosità nei loro occhi che li spinge ad aprire un libro. «La biblioteca ci ha arricchite molto a livello personale, è un’esperienza che ci sta cambiando la vita» affermano loro. Sono sicura che la stiano cambiando anche loro a tante persone, molte più di quante immaginino.

Raccolta di Gianni Rodari, uno dei modelli delle maestre

Penso che la Biblioteca In Vetrina sia la prova vivente che l’impegno e la perseveranza ripagano sempre, che con il sostegno di una comunità, anche se piccola, si può arrivare molto lontano e che a volte bastano veramente dei gesti solo apparentemente piccoli per cambiare il mondo.

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