La Procura di Roma ha avviato un’indagine per verificare eventuali elementi di rilievo penale in Italia connessi alla vicenda del finanziere Jeffrey Epstein. Il fascicolo giudiziario ipotizza i reati di violenza sessuale e tratta di persone. L’inchiesta, aperta al momento a carico di ignoti, mira a fare chiarezza su presunti passaggi o diramazioni della rete del miliardario americano nel nostro Paese.
L’input agli accertamenti della magistratura è arrivato da un esposto presentato dall’associazione Differenza Donna. Le attiviste hanno segnalato agli inquirenti alcuni passaggi dei verbali dei processi statunitensi in cui comparirebbero riferimenti a presunti viaggi, tappe aeroportuali e soggiorni che Epstein avrebbe effettuato in passato sul territorio italiano. L’autorità giudiziaria ha ritenuto doveroso avviare le verifiche preliminari per accertare se in tali circostanze si siano consumati illeciti.
Nell’ambito di questa attività di riscontro, i magistrati di piazzale Clodio hanno attivato una rogatoria internazionale rivolta al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Tramite questo strumento di cooperazione giudiziaria, l’Italia ha richiesto l’acquisizione di atti e faldoni d’oltreoceano, compresi eventuali verbali o allegati non ancora divulgati. L’analisi di questa documentazione servirà a stabilire l’eventuale sussistenza di fatti di reato commessi in Italia o da connazionali all’estero.
L’attenzione mediatica attorno al caso si è riaccesa anche a seguito del dibattito politico negli Stati Uniti, dove il deputato Thomas Massie ha sollecitato approfondimenti parlamentari su presunte relazioni italiane emerse dai file. In concomitanza con la diffusione di indiscrezioni giornalistiche, è stato menzionato pubblicamente il nome di Lapo Elkann, il quale ha respinto con assoluta fermezza ogni associazione alla figura di Epstein, definendola del tutto inaccettabile. Si precisa che nei confronti di Elkann, così come di altre figure citate dalle cronache, non risulta pendente alcun procedimento di indagine da parte della Procura romana.
Il lavoro che attende gli inquirenti si preannuncia complesso e richiederà i tempi tecnici legati alle risposte delle autorità americane. Sarà compito della magistratura vagliare il materiale per distinguere i semplici contatti d’affari o di natura mondana da condotte che possano invece assumere una rilevanza penale. Fino all’eventuale formale iscrizione di indagati e al successivo accertamento nei tre gradi di giudizio, vige per tutti i soggetti menzionati il principio della presunzione di innocenza.








