1234734_1399450550284895_1617931047_nLa suggestiva cornice di questo workshop autunnale è la Costa dei Trabocchi in Abruzzo. Questo tratto di litorale che si estende da Ortona a Vasto (provincia di Chieti) è fortemente caratterizzato dalla presenza di queste antiche, tanto complesse quanto bizzarre, macchine da pesca dette appunto trabocchi. Queste costruzioni marinare issate su palafitte, sono miracolosamente sorrette da una ragnatela di cavi ed assi. Queste antiche piattaforme da cui un tempo si pescava consistono in un insieme di tavole e travi non completamente connesse tra loro, elevate su primitivi pilastri conficcati sul fondo del mare o sugli scogli e congiunte alla riva da esili passerelle. In definitiva i trabocchi rendono un tratto di costa -paesaggisticamente già attraente per le scogliere alte e frastagliate- estremamente accattivante da un punto di vista fotografico. L’esistenza precaria dei trabocchi ed il loro aspetto rachitico ci colpisce tanto quanto la loro volontà di resistere alle intemperie, essi combattono incessantemente contro le onde. Ottobre, con i suoi cieli drammatici, potrebbe essere il momento perfetto per carpire la magia di questo tratto di mare, potrebbe questo essere il momento più opportuno per rubare l’anima antica e mistica di questi luoghi e confrontarsi con il loro aspetto più selvaggio.

L’obiettivo del workshop fotografico presentato dallo Spazio Oxygene è quello di condividere esperienze emozionali e competenze tecniche affinché 3 giornate di scatto insieme possano rappresentare una forma di crescita per tutti i partecipanti all’iniziativa. Forti quindi del principio che ogni forma di condivisione porta un arricchimento, Giacomo Ciangottini sarà lieto di accompagnare e guidare le sessioni di scatto mettendo a disposizione la sua esperienza sul fronte naturalistico/paesaggistico con la speranza che anche per lui sia l’occasione di conoscere persone con cui poter confrontarsi e affrontare insieme 3 giornate di “scambio” con la macchina al collo.

Per partecipare NON è necessario alcun know-how strabiliante, nessuna abilità operativa particolare e nessun curriculum fotografico invidiabile.
Occorre invece: la voglia di stare 3 giorni a guardare il mare attraverso l’oculare della vostra macchina fotografica; la forza fisica necessaria a fare alzatacce (la paesaggistica implica sessioni di scatto in orari in cui solitamente la gente “normale” dorme profondamente!); avere una macchina fotografica (pellicola, digitale o anche toy-camera Lomo… l’importante è che siate in confidenza col vostro mezzo fotografico!), un cavalletto ed uno scatto remoto (che sia flessibile o telecomandino hightech senza filo).

Giacomo Ciangottini

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