ROMA – Si è chiuso domenica 20 settembre uno degli eventi più prestigiosi del calendario dell’Estate Romana, la consueta rassegna di cultura e spettacolo firmata dal comune capitolino e giunta alla 32° edizione, che ha proposto quest’anno l’appuntamentoVilla Medici, villa aperta.

Media4tech di Claudio Palazzi

La villa, acquistata nel Cinquecento dal cardinale Ferdinando de Medici, presenta una facciata austera su viale della Trinità dei Monti, mentre sul lato opposto, quello che affaccia sul giardino interno, è possibile ammirare una loggia affrescata e i preziosi bassorilievi provenienti dall’Ara Pacis. Questo palazzo ospita dal 1803 l’Accademia di Francia, ed è il luogo che il Governo francese mette a disposizione dei talenti artistici emergenti, desiderosi di specializzarsi venendo a studiare in Italia.

Con l’eccezionale apertura al pubblico per più di due mesi (10 luglio-20 settembre), la direzione della villa ha messo a punto un programma ampio e variegato con serate dedicate ai temi di cinema e lirica, con il festival della musica barocca, o con un omaggio a Nino Rota; la vera protagonista è stata tuttavia la villa stessa, oggetto di visite guidate gratuite in italiano o in francese. I turisti hanno potuto apprezzare la bellezza degli interni, notare le tracce dei lavori di restauro, ma anche notare quello che altri interventi hanno cancellato. Pare infatti che le pitture del soffitto della stanza degli Amori di Giove (la terza di quelle commissionate a Jacopo Zucchi) siano state rimosse nel 1700 perché raffiguravano scene erotiche, e bruciate dal Sant’Uffizio; oggi tuttavia molti sospettano che le tele in questione siano finite ad arricchire collezioni segrete private.

Passeggiando nei deliziosi giardini inoltre ci si imbatte nella pinacoteca e nella gipsoteca, dove sono esposti i lavori dei borsiti allievi presso l’Accademia (o pensionnaires), e si giunge allo studiolo del Cardinale, composto da due stanzette e fatto costruire in posizione defilata, su una delle torri delle Mura Aureliane (con le quali confina il giardino), con affaccio sulla curva di via del Muro Torto. I recenti restauri hanno portato alla luce gli affreschi manieristi della scuola di Zucchi che presentano nella prima stanza rigogliose decorazioni vegetali, e nella seconda l’allegoria dell’Aurora con le Quattro Stagioni, inserita quest’ultima in un contesto pittorico che ricorda il rosso pompeiano; i motivi botanici rappresentati nella prima stanza ricordano molto lo scrittoio di Cosimo I de Medici nel Palazzo della Signoria a Firenze.

Villa Medici dunque è oggi villa aperta, che fa scoprire i suoi tesori, notoriamente appannaggio della ristretta élite del mondo degli allievi e degli addetti ai lavori. Per quest’iniziativa occorre rendere merito alla direzione di Frédéric Mitterrand, che ha dovuto lasciare Roma a giugno, in prossimità dell’apertura della rassegna da lui voluta, perché il Presidente Sarkozy l’ha chiamato a capo del Ministero della Repubblica Francese alla Cultura e alla Comunicazione.

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