Venezia è un’anomalia urbanista ed è anche questo, insieme alla sua speciale condizione geografica e artistica a renderla così unica e incomparabile.
Il suo panorama unico che intensifica ogni emozione, la rende insieme nostalgica e romantica.

Venezia più di ogni altra città sembra urlare al mondo la sua unicità e diversità con il suo intreccio di culture ed eventi artistici che hanno segnato la sua storia.
Essa è sempre stata città d’arte per eccellenza, luogo privilegiato di incontro e centro propulsore di proposte innovative, dal cinema alla fotografia, dalla danza alle arti figurative.
Dopo il difficile periodo delle dominazioni straniere, che le hanno conferito quello stile variegato e caratteristico, è riuscita stabilire nel Novecento una centralità culturale che riusciva a coniugare passato e presente a livello internazionale.

L’incanto del luogo
Venezia si articola attorno a due principali centri, la laguna nella zona insulare e Mestre nella terraferma. Vi si trovano sei sestieri, i quartieri in cui è suddivisa fin dalle sue origini: Cannareggio, Castello, Santa croce, San Polo, San Marco e Dorsoduro.

E’ già possibile ammirare la sua particolarità dall’ordine dei numeri civici, essi non cominciano da uno in ogni strada, ma continuano a conteggiare per l’intero sestiere.

I suoi 435 ponti caratteristici sono costruiti in diagonale e sono numerosissimi per collegare agevolmente ogni punto della città.

C’è un autore veneziano che, come paese da visitare, l’ha rappresentata diversamente da ogni altro. Nella sua guida invita a viverla emotivamente e spiritualmente, descrivendola in modo affettivo. Egli fa notare come Venezia abbia anche uno stile anglosassone “molte case hanno un ingresso autonomo sulla strada anche piccolo, ma separato dai vicini. Ciò avveniva in passato fino a 5 secoli fa, dove l’antica edilizia popolare mostra sensazionali pianificazioni urbanistiche e finanziamenti governativi di concezione sorprendentemente moderna”.

Nel secondo dopoguerra si assistette ad un’espansione edilizia che però la portarono ad una certa vulnerabilità delle abitazioni ai piani bassi.
Il fenomeno “dell’acqua alta” è tanto caratteristico ed emozionante per i turisti quanto fonte di problemi. L’emergenza seria scatta al metro e dieci. Si tratta di un problema con il quale i veneziani sono abituati a convivere. Il fenomeno ha aumentato la propria frequenza soprattutto a partire dagli anni Sessanta, quando si sono verificati altissimi tassi annuali di subsidenza del suolo.

Un altro aspetto negativo è la visita difficoltosa per i viaggiatori con mobilità ridotta, ancor più grave se si considera che Venezia punta tutto proprio sul turismo e possiede un elevato flusso turistico.

La natura caratterizzante del luogo si riflette nei trasporti, le vie d’acqua sono sempre state utilizzate come principali. Esistono pertanto numerose imbarcazioni per diversi usi. Ad esempio quelle per i servizi di pubblica utilità delle amministrazioni pubbliche (polizia di stato, carabinieri, guardia di finanza, guardia costiera, polizia locale e provinciale).

La gondola, simbolo della città, è la più utilizzata per le sue caratteristiche di velocità e manovrabilità. Ma è sempre garantita la doppia viabilità per merci e persone: acquea e terrestre. Per quanto riguarda i navigli privati, il vero problema non è procurarsi una barca (che costa meno di un’automobile) ma trovare un ormeggio permanente. I posti sono personali e registrati in documenti comunali.

Venezia vive del settore terziario. Si prospetta una specializzazione monoculturale turistica, soprattutto nel centro storico della laguna dove sono sorti piccoli negozi di souvenir e varie attività indirizzate ai turisti.

Alcune difficoltà logistiche come gli alti costi dei locali e la scarsità della domanda hanno portato molte attività imprenditoriali e i servizi legati alla persona a spostarsi sulla terraferma (uffici postali, nidi, asili). Le stesse strutture ospedaliere sono piuttosto carenti nella città antica.  Si registra anche un fenomeno di invecchiamento della popolazione in quanto le nuove generazioni tendono a lasciarla. Nella parte più antica si ha una bassa qualità della vita, esigua presenza di generi alimentari e piccole attività artigianali.

Grande patrimonio culturale
Quanto agli aspetti più suggestivi del luogo, oltre alla sua particolarità urbana, non si può non menzionare la scena letteraria veneta e le influenze che hanno connotato i suoi elementi artistici e architettonici.

La Venezia dell’800 è perfettamente inserita nel panorama letterario del tempo ed essa stessa fonte di ispirazione.
La serenissima Repubblica di Venezia è stata capitale per 1100 anni, considerata universalmente tra le più belle città del mondo e dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco.
Il secolo si caratterizza per le poesie dialettali che accompagneranno persino la caduta della Repubblica (1797). Una novità è il protagonismo della donna-scrittrice (anche se tutte nobildonne).

Emergono poeti di grande spicco, primo fra tutti Foscolo. Lo stesso si dica per Goldoni, la cui esperienza teatrale non è concepibile senza il contesto della sua città natale in cui creò i suoi capolavori. In essi viene profondamente ispirato da quella società composita fatta di borghesia, nobiltà e popolo veneziano. Nelle sue commedie ne è stato indubbiamente influenzato, creando affreschi della società e personaggi che si rispecchiano soprattutto nel popolo, ma che assumono le più disparate caratteristiche comportamentali.

Venezia nel XVIII secolo aveva perduto la sua antica grandezza e stava vivendo un lento declino. All’epoca molti scrittori preferirono accostarsi alla scena internazionale, prendendo a modello le correnti culturali dominanti in Europa.
Goldoni, nonostante fosse stato all’estero e conosceva bene queste tendenze, resistette a questa tentazione. Anche grazie alle sue opere drammaturgiche, Venezia tornò lentamente a riprendersi divenendo metropoli e centro di vita e di teatro.

Anche gli artisti Canaletto, Bellotto e i Tiepolo portarono la loro pittura in giro per l’Europa.

Il linguista, scrittore e patriota Tommaseo venne influenzato da questo flusso culturale della Serenissima e ne divenne partecipe, ma più come memorie che gli giunsero dalla sua formazione, ricevuta da insegnanti del Settecento.

Sullo sfondo di una città impietrita e oppressa dalla dominazione austriaca Giovanni Verga ambienterà Sulle lagune.

Non si possono poi non menzionare lo scrittore, patriota e militare italiano Ippolito Nievo. Lo scultore Antonio Canova.

Influenze artistiche e architettoniche
Il Novecento è stato invece il secolo delle mostre per Venezia, a cominciare dall’ideazione della “Biennale di arte e architettura” (1985). Dopo l’alluvione del 1966, queste innovazioni diedero una nuova vita alla città che sembrava ormai sconfitta. Essa riuscì a riprendersi grazie ai musei e agli spazi espositivi, inclusa la partecipazione di iniziative private.

La visione che si delinea della città lagunare cambia da quella di città romantica come luogo d’arte e di sogni, al delinearsi di una nuova culturalmente vivace, capace di innovazione e adattamento alla contemporaneità. Questa visione tenderà a sfumare verso la fine del secolo in cui ritornerà l’idea della città come meta turistica.
Ma grazie ai suoi prestigiosi istituti come la Biennale e la “Fondazione Bevilacqua”, Venezia continuò a seguire l’evoluzione del dibattito artistico attraverso gallerie d’arte moderna, grandi mostre e musei.

Ancora oggi la città d’arte permane, rendendola quell’inconfondibile centro culturale molto attivo e vivace.

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