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Chi non ha sentito il bisogno di stare a contatto con la natura, durante i periodi di chiusura dovuti alla pandemia? quante volte, avremmo voluto uscire e prendere una boccata d’aria aperta o andare semplicemente a fare una passeggiata nel verde delle nostre città? Natura a portata di mano Direttore responsabile: Claudio Palazzi
In tanti abbiamo percepito questa necessità, ad alcuni la situazione ha imposto una ricerca alternativa di natura all’interno delle mura di casa,  è cosi che sono nate risposte a queste esigenze. Una realtà frutto di quest’esperienza è sicuramente “EcoBarattoli”; un progetto ideato da una coppia di ragazzi, con lo scopo di riproporre all’interno di barattoli riciclati, dei terrari e ambienti autonomi con piante e decorazioni che cercano di richiamare a paesaggi naturali.

Cerchiamo di capirne di più scambiando qualche domanda con loro:

Raccontateci un pò della vostra idea, cos’è “EcoBarattoli”?

Ci presentiamo, siamo una coppia che oltre a condividere l’amore l’uno per l’altra, condivide anche la passione per la natura, specialmente per le piante che la popolano. In un periodo complicato come quello che stiamo tuttora vivendo, dovuto dall’impossibilità di uscire di casa a causa delle restrizioni messe in atto dal governo per limitare la diffusione del contagio, abbiamo sviluppato un modo alternativo per soddisfare la ricerca e l’istinto di guardare e toccare con mano ambienti naturali diversi dalle città in cui abitiamo, cosi abbiamo deciso di reinventare una nostra idea di natura all’interno di un microambiente.

IL MICROAMBIENTE è composto da elementi vegetali, minerali e da microorganismi, che accostati fra loro in un contenitore di vetro ricreano un paesaggio. Nel contenitore che li ospita essi interpretano il loro ruolo biologico: interagiscono e si sviluppano come gli attori di un vero e proprio ecosistema. In effetti, un ecosistema è formato da un insieme di essere viventi in un ambiente biologico. Questo crea un contesto, sotto forma di micro-ecosistema artificiale, dal ciclo quasi autosufficiente.

Sono le caratteristiche di trasparenza e tenuta stagna del vetro a consentire, nel caso di un contenitore chiuso, la sua autosufficienza. La trasparenza lascia passare la luce essenziale alla vita delle piante, mentre la tenuta stagna trattiene l’umidità emessa dalle piante, a tal punto che la necessità di irrigare è pressoché inesistente. Quando questo paesaggio sotto vetro riceve in partenza il giusto dosaggio di tutti gli elementi necessari al suo sviluppo (acqua, luce, sostanze nutritive), può vivere in una quasi autonomia prolungata. Gli interventi umani sono considerevolmente limitati, addirittura non necessari.

Cosa proponete e perché?

Il  progetto prevede, la realizzazione di barattoli che permettono di ricreare le stesse condizioni in cui vivono le specie vegetali nei loro habitat di origine, abbiamo cosi iniziato con la produzione di paesaggi del nostro territorio come la macchia mediterranea per passare poi verso ecosistemi più lontani come il deserto o le foreste. È proprio il barattolo che permette di racchiudere quei parametri climatici, fisici e chimici che accomunano le piante all’interno. Avendo a cuore la salvaguardia degli ecosistemi e il riciclo dei materiali utilizziamo barattoli riciclati che chiunque può trovare all’ interno delle proprie cucine o dispense; ci proponiamo di sensibilizzare le persone riguardo questioni di tutela ambientale che oggi sono di attualità, pensiamo che la possibilità di avere all’interno di casa un microambiente da curare e monitorare può cambiare l’atteggiamento della persona verso la natura, infatti il controllo giornaliero permette di assistere alla trasformazione dell’ecosistema e scorgerne la vita presente all’interno.

Come promuovete la vostra idea?

In questo periodo attraverso l’utilizzo dei social network, abbiamo creato una pagina Facebook con all’interno foto, descrizioni e informazioni sulle nostre creazioni, si è formata una comunità di persone che condividono con noi varie passioni come la natura; successivamente creando il nostro account su Instagram, siamo entrati in contatto con altre realtà simili alla nostra con la possibilità di scambiare consigli e tecniche di coltivazione, utili per ampliare le nostre conoscenze, questo ci ha consentito di arrivare a un numero maggiore di persone e in futuro chissà magari aprire anche un sito internet specifico.

Quali prospettive avete per “EcoBarattoli”?

Pensiamo di ampliare il nostro progetto, approfondendo le conoscenze di altri tipi di piante come le carnivore e le acquatiche, così da osservare il loro comportamento all’interno di un microambiente, inoltre stiamo anche perfezionando l’utilizzo di tecniche di coltivazioni come quella del Bonsai e del Kokedama, quando sarà possibile ci piacerebbe portare le nostre esperienze e creazioni a contatto con il pubblico attraverso piccoli laboratori o seminari, cosi da trasmettere la passione che ci ha mossi in quest’avventura.

Grazie per averci raccontato la vostra storia, avete un consiglio da lasciarci?

Grazie a voi per averci dato l’opportunità di raccontarla, beh un consiglio che ci sentiamo di dare, è di trovare sempre del tempo da dedicare alla natura, in qualsiasi momento lei vi ricompenserà regalandovi qualche semplice dettaglio.

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