«Quando quattro ragazzi su dieci sono ancora senza un lavoro stabile e uno su tre non studia né lavora, non stiamo parlando di statistica, ma di una drammatica perdita di energia vitale per il nostro territorio», afferma Enrico Ditto, responsabile Formazione e Lavoro di Azione in Campania.

Gli ultimi rapporti Svimez certificano infatti un tasso di disoccupazione giovanile che in Campania sfiora il 41 per cento, mentre la quota di NEET supera il 34 per cento, la più alta d’Italia.

Per Ditto si tratta di una vera e propria emergenza che richiede risposte concrete: la sfida non può limitarsi a “creare posti” ma deve tradursi in percorsi che avvicinino i giovani al lavoro vero, con formazione cucita sul mercato e con imprese pronte a rischiare insieme a loro. «Abbiamo bisogno di corsie preferenziali tra scuole, ITS e aziende: contratti di apprendistato duale che partano subito dopo la maturità, officine-laboratorio nelle università, tutor d’impresa dentro i licei. Solo così il passaggio dal diploma alla busta paga diventa naturale e non un salto nel vuoto».

Lo stesso approccio pragmatico vale per chi vuole mettersi in proprio. Ditto richiama gli incentivi attivi – da Resto al Sud alla nuova linea Investimenti sostenibili 4.0 – ma avverte che la burocrazia resta il freno principale. «Aprire una startup nel 2025 non può richiedere settemila clic e tre mesi d’attesa; serve un “tagliando digitale” che chiuda partita IVA, SCIA e PEC in meno di un’ora. Il tempo che oggi un giovane impiega a compilare moduli è tempo sottratto all’innovazione».

Sul piano finanziario, Ditto propone un piccolo “micro-bond territoriale” alle imprese under 35 che creano occupazione aggiuntiva in filiere strategiche come turismo esperienziale, deep-tech e agritech. «Non stiamo parlando di regalare soldi; stiamo parlando di condividere il rischio con chi ha un’idea e la vuole far crescere qui, non a Milano o Berlino. È un investimento che restituisce in termini di gettito, servizi e coesione sociale: ogni giovane rimasto a Napoli genera valore per sé e, indirettamente, per l’intera collettività», chiude.

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Renato Aiello
Napoletano, classe ’87, Renato Aiello è giornalista pubblicista dal 2009 ed è pubblicato dal 2001. Studi in Comunicazione di massa e media, nonché cinema, giornalismo e informazione cross mediale, ha iniziato col piccolo house organ del Cardarelli "Il Giornale di Ortika" di Gaetano Coppola tra il 2001 e il 2006 (prima recensione a 13 anni) e ha poi scritto nel corso degli anni per il quotidiano "Roma" dal 2006 al 2011, diretto da Antonio Sasso. Attualmente scrive da free-lance per diversi siti e magazine di cultura e spettacolo, tra cui "Enneti NT - Notizie Teatrali" di Angela Matassa dal 2014 e la piattaforma di giornalismo partecipato “Sul Pezzo”. Appassionato di letteratura, musica, arti figurative, fotografia e cinema, ha partecipato nel corso degli anni a festival cinematografici tra Roma, Napoli e Vico Equense, e a giurie di concorsi di cortometraggi a tema. Videoblogger dal 2014, ha un canale YouTube con servizi di video giornalismo e montaggi emozionali.

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