Anche questo 2025 si sta per concludere all’insegna della debolezza per l’economia cinese. I numeri snocciolati dall’Ufficio Nazionale di Statistica (NBS) di Pechino sottolineano le difficoltà della produzione industriale e il raffreddamento della crescita economica. Gli esperti se l’aspettavano, ma non in misura così decisa.
I numeri su investimenti e produzione industriale
Il report pubblicato di recente mostra un chiaro dissiparsi dello slancio cinese. La produzione industriale è cresciuta del +4,9% rispetto all’anno precedente. Un numero che in Europa ce lo sogniamo, ma che in Cina è deludente. Si tratta infatti dell’aumento più contenuto dall’inizio dell’anno.
Ancora peggio però sono i numeri degli investimenti fissi (Fixed-Asset Investment), che si sono contratti del 1,7% nei primi 10 mesi dell’anno. Tenuto conto del periodo, si tratta di un calo record. Inoltre è il quinto mese consecutivo di declino, che si sta propagando come le onde di Wolfe Wave. Questo colpisce il cuore del modello di crescita cinese.
Altri numeri che evidenziano la frenata cinese sono le vendite al dettaglio che si indeboliscono per il quinto mese consecutivo (la striscia peggiore dal 2021) e il tasso di disoccupazione superiore al 5%.
Il vero problema è la domanda
Questi numeri sono soprattutto lo specchio di un problema assai grave, attorno al quale ruotano tutte le difficoltà dell’economia cinese: la domanda debole. Tanto per i consumi quanto per gli investimenti le cose non vanno affatto bene, nonostante il massicci piani di stimolo portarli avanti dal governo di Pechino. Dalla fine di settembre è stato approvato un pacchetto da un trilione di yuan, ossia circa 140 miliardi di dollari per sostenere la crescita dei consumatori. Gli effetti però non si vedono.
Ad aggravare lo scenario c’è anche un contesto globale assai incerto, caratterizzato soprattutto dalle tensioni commerciali innescate da Trump. Sebbene la tregua fra il presidente USA e XI jinping sia un importante spiraglio di luce per l’export cinese (che si è contratto a sorpresa), comunque lascia fattori di instabilità.
Pechino per ora attende
La sensazione comunque è che, nonostante i dati su produzione industriale, consumi, vendite al dettaglio ed export non siano confortanti, il governo di Pechino per il momento sta evitando di caricare tutte le sue munizioni nelle proprie armi, perché l’obiettivo di crescita del 5% è ancora raggiungibile. In sostanza sta risparmiando munizioni per il futuro.













