Il 2025 si candida a diventare uno degli anni più redditizi nella storia delle speculazioni sui metalli. In larga parte, questo scenario si deve alle politiche aggressive di Donald Trump. La maggior parte delle grandi società che si occupano di trading sui metalli ha registrato profitti record. Per alcune (Glencore e Trafigura) saranno i migliori di sempre.

Il cambio di scenario per vendite e profitti

metalliGli anni passati sono stati caratterizzati da un andamento incerto della domanda di energia, con prezzi parecchio ballerini. In sostanza il mercato era diventato difficilmente decifrabile, con un’elevata volatilità e margini ridotti, nonché inevitabili ripercussioni sui profitti.
Ma chi ha saputo resistere ai difficile biennio 2023-2024 adesso può raccogliere i frutti di un ciclo eccezionale. Soprattutto grazie a una persona: Donald Trump.

Quanto incidono le scelte di Trump

Le politiche commerciali aggressive del presidente USA hanno creato grandi turbolenze nell’offerta globale e improvvisi rialzi dei prezzi (il così detto effetto slippage trading). Quello che veniva annunciato il giorno prima, veniva smentito il giorno dopo, e poi magari ribadito il giorno ancora seguente.

Un caso eclatante riguarda il rame raffinato, sottoposto periodicamente a minacce di dazi che però non sono mai arrivati. La conseguenza è stata un’enorme differenza di prezzo tra il mercato americano e il resto del mondo. I trader più veloci hanno potuto sfruttare l’arbitraggio, spedendo metallo verso gli Stati Uniti con margini elevatissimi. Ma scenari simili si sono visto per i minerali grezzi come piombo e zinco.

Affari d’oro per i giganti della speculazione

Con i metalli che sono tornati al centro della scena mondiale, i giganti delle materie prime sono tornati in cima alla catena dei profitti globali. Del resto i metalli sono strategici per la transizione energetica, esigenza avvertita in tutto il mondo. La scarsità di nuove miniere ha reso le condizioni ancora più ideali per chi opera con contratti di fornitura a lungo termine.
A questo si aggiunga l’impennata dell’oro e dell’argento, che regala altre fonti di profitti (alcune società hanno addirittura creato divisioni dedicate ai metalli preziosi per sfruttare appieno la fase rialzista).

Alcuni nomi

Due dei maggiori player del settore, Glencore e Trafigura, si avviano a chiudere verso l’anno migliore di sempre, mentre IXM — il terzo maggiore operatore al mondo — ha già superato i profitti dell’anno precedente, centrando un record per il terzo anno consecutivo. Accanto ai tradizionali big, stanno inoltre emergendo nuovi protagonisti come Mercuria (profitti da circa 300 milioni di dollari solo nei primi mesi del 2025), Vitol e Gunvor.
L’euforia ha acceso anche una vera e propria corsa ai talenti, con massicce assunzioni per cavalcare ancora meglio questa tendenza.

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