Recanati, città di cultura

Se si vuole respirare l’essenza della poesia e della storia Recanati è il posto giusto. A 20 km dalla provincia di Macerata, la città di discendenza romana è ricca di cattedrali e costruzioni medievali e rinascimentali. Nata tra le valli dei fiumi di Potenza e Musone è circondata dalle sue borgate immerse in natura. La grandezza del suo territorio non è paragonabile alla suo patrimonio culturale. La forte eredità religiosa insieme alle apparizioni mariane hanno contribuito particolarmente alla sua fama.  L’ermo colle del giovane favoloso è una delle principali mete turistiche anche per la letteratura italiana. Le sue strade e i suoi palazzi hanno ispirato poeti, scrittori e pittori nel corso dei secoli… e continuano a farlo ancora oggi.

Media4tech di Claudio Palazzi

 L’agitata storia recanatese

Nonostante la serenità e la spiritualità che contraddistinguono le campagne marchigiane, la leggenda millenaria della “Recina sum, peperit romana colonia” racconta anche lo scenario di sanguinose guerre civili e complotti politici. Recanati nasce in epoca romana, tra le città Potentia e Helvia recina. Nel 406d.C. la zona che prenderà il nome di Recina o Ricina in latino, viene distrutta dai Goti e la popolazione cerca rifugio nelle colline. I piccoli agglomerati si stanziano sui Monte Volpino, Monte San Vito e Monte Morello. Dopo dell’unione del territorio nel XII secolo la città diventa il campo di battaglia di scontri cruenti tra guelfi e ghibellini. Inizialmente fedele alla Chiesa, la città sceglie successivamente posizioni contrastanti. L’intervento di Federico II le concede la proprietà di tutto il litorale con la facoltà di edificare un porto, l’attuale Porto Recanati nel… Alla fine però la Chiesa riprende il potere e i ghibellini vengono giustiziati.

Nel cinquecento la scuola scultorea recanatese da vita alla tradizione degli orafi e argentieri che continuerà nei secoli successivi. ricordiamo la visita di famosi artisti tra cui Caravaggio. L’economia migliora grazie al libero transito di commercianti e artigiani consentendo l’intrecciare di relazioni diplomatiche coi principali centri italiani ed europei. Il 21 marzo 1456 la città viene sopraffatta dall’apparizione della Santa Vergine ad una giovane albanese. Slavi e albanesi vanno in gran numero nelle campagne marchigiane per sfuggire ai predoni turchi e Recanati diventa una meta religiosa.

Nel 1800 la città viene segnata dall’occupazione francese e dei moti risorgimentali del 1831 che costa la vita al recanatese Vito Fedeli. Annessa all’Italia nel 1808, verrà ripresa dallo Stato pontificio, ma finalmente conquistata nel 1860 dall’esercito piemontese. Il Porto di Recanati viene scorporato dal territorio comunale nel 1893.

Città di grandi artisti e di cultura italiana

Recanati non è solo una città d’arte ma è stata il luogo di nascita di celebri artisti e personaggi storici. Alcuni tra cui Nicola Badaloni, Giacomo Bellucci, Federico Alessandrini, Lorenzo Nina o Girolamo Maria Marini sono importanti esponenti nati proprio a Recanati, ci sono però due persone particolarmente non solo per la città ma per l’intero patrimonio culturale italiano sono Giacomo Leopardi e Beniamino Gigli.  

La cultura leopardiana

Il 29 giugno 1798 nasce l’illustre poeta dell’Ottocento Giacomo Leopardi. Eccellente studiante ed scrittore, la sua passione per la conoscenza e per il mondo lo spinse ad elaborare una propria filosofia sulla vita. Al centro della sua poetica ci sono l’infelicità e la continua aspirazione ad un piacere infinito ma impossibile da raggiungere se non tramite l’immaginazione e l’illusione. Fondamentale è il ruolo della natura considerata l’artefice che vela gli uomini dal conoscere la cruda realtà. Successivamente la considera matrigna, poiché non permette di conoscere la vera realtà dell’esistenza, la morte.

Per Leopardi la storia e il progresso hanno una posizione determinante nella miseria dell’uomo. Per questo il decadentismo del novecento prende spunto dalla sua visione filosofica per spiegare i sentimenti dell’uomo moderno immerso nella nuova era delle innovazioni tecnologiche, l’uomo aveva perso la propria identità e il senso dell’esistenza. A Roma ricordiamo alcuni autori influenzati dall’era leopardiana. Per Luigi Pirandello sarà fondamentale la crisi d’identità dell’uomo e la sua intensa ricerca di essa e del senso dell’esistenza. L’uomo pirandelliano agisce attraverso delle maschere che rappresentano la frantumazione di un io che non riesce mai a riconoscersi un una di esse e vive sempre sempre nella falsità.

Emilio Gadda, un autore che denigra ogni forma di ipocrisia e di falsità sociale, elabora l’idea del mondo come un groviglio inestricabile di fatti e cause senza spiegazioni in preda al caos. Per lui la letteratura doveva contribuire a smascherare, senza pietà né falsi pudori, i difetti degli uomini e le colpe della società.

Nelle opere di Pier Paolo Pasolini invece abbiamo un interesse nel rappresentare i fatti con realismo on un senso fatti mj anche un’ardua criticità della sua epoca. Volle rappresentare la tristezza dell’uomo della sua epoca che si affanna nella ricerca della verità. Nel suo ultimo film , Salò e le ultime giornate  di Sodoma (1975) fa notare che ogni speranza è tramontata e che la violenza, la distruzione e la morte prevalgono sempre. Questa parte ci fa infatti riferimento all’ultima fase del pessimismo leopardiano. 

Il tenore Beniamino Gigli

Un altro prestigioso artista recanatese, il tenore Beniamino Gigli, nato il 20 marzo 1890. Cresciuto a Loreto, figlio di un calzolaio e campanaro dello storico duomo. Mostra sin dall’infanzia un’incredibile talento per il canto. A sette anni viene accolto dal Coro Pueri cantores della Cattedrale di Recanati. La povertà della famiglia lo costrinse a duri sacrifici, ma riuscì a prendere lezioni di canto dal maestro Quirino Lazzarini, organista e direttore del coro della Santa Casa di Loreto. Nel 1907 la famiglia consente il suo trasferimento a Roma per favorire la sua carriera musicale. Il suo arrivo fu segnato subito da molteplici vittorie che si ripeterono ovunque nel mondo così da collocarlo fra i più importanti tenori della sua epoca e i più acclamati. 

La qualità del suo timbro, la densità di volume, estensione di suoni ed elasticità di modulazione, hanno sfidato quasi tutte le opere dell’antico e moderno repertorio.

Alcuni luoghi importanti

La chiesa più antica della città del XII secolo è la Chiesa di Santa Maria di Castelnuovo è appartenuta ai benedettini di Fonte Avellana. Posta lungo la strada per Castelnuovo su via Angelo Giunta, ha la struttura in laterizio a capanna, pianta rettangolare.

Attualmente il comune di Recanati porta avanti un’ importante programma culturale per commemorare la vita di Leopardi e Beniamino Gigli. Festival, fiere e musei sulle loro vite e le loro opere. 

Luoghi Leopardiani

Tra i luoghi di maggiore interesse che riguardano Leopardi abbiamo Casa Leopardi. Ancora abitata dai discendenti di Pierfrancesco Leopardi, fratello di Giacomo. Al piano superiore è visitabile l’emblematica biblioteca del padre Monaldo. Costituita da più di 20000 volumi. All’interno della zona orientale della casa giace la camera del poeta, ancora intatta. Sulla strada troviamo prima la piazzetta del sabato nel villaggio in cui c’è la chiesa di battesimo di Leopardi, Chiesa di Santa Maria di Montemorello, rifatta dai gesuiti nel 1581 e modificata all’inizio dell’Ottocento per opera di Brandoni. All’interno sono conservate una tavola datata 1580 di Durante Nobili da Caldarola, allievo di Lorenzo Lotto e una pala d’altare attribuita a Pier Simone Fanelli.

All’entrata della città abbiamo ancora la siepe d’ispirazione a Leopardi nella poesia,”L’infinito” con la scritta “Sempre caro mi fu quest’ermo colle”. Inoltre è presente nel parco adiacente una tomba commemorativa di Leopardi.

In Piazza Pietro Giordani la Chiesa e chiostro di Sant’Agostino costruita assieme al convento degli Eremitani di Sant’Agostino nel 1270 e rifatta assieme alla cattedrale. Il portale in pietra d’Istria(1485) è di Giuliano da Maiano, mentre l’interno fu rifatto alla fine del XVII secolo su disegno del Ferdinando Galli da Bibbiena e residui di affreschi di Giacomo da Recanati. Vi sono opere di Antonio Calcagni che qui è sepolto. Al suo interno sono custoditi importanti affreschi del ‘400. La torre campanaria è famosa per essere citata dal Leopardi nella poesia “Il passero solitario”.

Luoghi gigliani

Abbiamo anche la casa natale di Beniamino Gigli su Via Risorgimento in cui è stata messa una targa commemorativa in suo nome. Il palazzo risale all’Ottocento, realizzato in laterizio a vista, con intonaco che fascia le cornici dei portali e delle finestre. La struttura è a tre livelli. Alla base gli archi a tutto sesto sono più grandi per ospitare l’accesso principale e le botteghe. All’interno del palazzo comunale di piazza Leopardi si trova lo storico pianoforte di Beniamino e Rina Gigli. 

Invece all’interno del Teatro Persiani è visitabile il museo dedicato al tenore recanatese, realizzato dal nipote Luigi Vincenzoni. 

L’associazione “Beniamino Gigli” organizza eventi musicali e visite guidate ai luoghi gigliani. I giardini Beniamino Gigli si trovano vicino al Teatro Persiani. Tra Recanati e Loreto lungo Viale Beniamino Gigli si trova la Villa Gigli, residenza del tenore. La villa si estende su un vasto parco, costituto da un giardino all’italiana, fatto di simmetrie e geometrie, dove siepi perimetrali cingono gruppi ordinari di alberi, palmette e sfere di bosso in torpiaria. La villa invece è una sintesi dell’eclettismo architettonico del primo Novecento, che mescola i gusti barocchi, rinascimentali e moreschi. Al cognome “Gigli” fanno rimando i disegni allusivi dei gigli, il pavimento mosaicato, negli elementi decorativi vari della villa e del giardino. 

In viale Dalmazia, all’interno del Cimitero comunale, si trova la tomba del tenore. Realizzata dal fratello Catervo Gigli, ispirandosi ai monumenti classici dell’Ottocento: ha una forma piramidale a base quadrata ed è interamente realizzata in conci di travertino, a ispirazione delle piramidi dell’Egitto, anche se le spoglie di Beniamino si trovano in sarcofago di marmo all’ingresso del cimitero. 

Il benessere sociale degli ultimi anni

La malavita

Nel 2008 un’onda di atti di violenza e di criminalità si erano diffuse nelle strade recanatesi. Si era assistito ad un progressivo e continuo peggioramento della convivenza civile in città all’incremento della droga e di episodi un tempo di inconcepibili in una città piccola e semplice. All’epoca le forze dell’ordine sono riusciti ad arrestare ad alcuni nigeriani membri di una banda di criminalità organizzata che riforniva l’intero maceratese di cocaina. In seguito anche altre persone responsabili di ulteriori atti di furti, omicidio e stupro.

Da anni si assisteva passivamente, all’aumento del consumo di droga in città, soprattutto da parte dei giovani, anche nelle scuole medie superiori, al diffondersi di fatti di bullismo e sopraffazione anche nelle scuole elementari e medie inferiori, all’abuso di superalcolici non solo nei bar ma anche all’esterno con conseguenti schiamazzi notturni, rumori molesti e conseguenti episodi poco edificanti soprattutto nel centro storico, a ricorrenti razzie e furti ben organizzati. L’allora Ministro dell’Interno Roberto Maroni aumento le competenze dei sindaci marchigiani in ambito di sicurezza per riuscire a fermare la delinquenza. 

 I sindaci, ora, possono e debbono intervenire con proprie ordinanze immediatamente efficaci, su quasi tutti gli aspetti che riguardano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana, aspetti dei quali diventano essi stessi primi responsabili nei confronti della loro comunità. 

Nel corso degli ultimi anni il lavoro delle amministrazioni comunali e delle forze dell’ordine sono riuscite ad eradicare la criminalità organizzata dalla città balcone. Solo un’anno fa alla commemorazione dei 167 anni dei Carabinieri, il sindaco ricordava come fosse stato difficile, ma che finalmente la città di Recanati era riuscita ad andare avanti e garantire la salvaguardia dell’incolumità fisica dei cittadini e di tutela della sicurezza.

Recanati futura discarica?

I problemi però non sono finiti. Da qualche tempo si era pensato alla creazione di una discarica a confine dei territori di Montefano e Recanati. Ma la vocazione agricola e turistica e la forte presenza di popolazione nelle aree rurali non sono il giusto ambiente la collocazione di una. Alcuni vorrebbero che la rimanente parte dell’indistinto sia smaltita utilizzando piccoli inceneritori o appoggiandosi ad inceneritori di altre regioni, oppure con avanzatissimi sistemi di polverizzazione e di disidratazione dei rifiuti. La disputa è ancora forte su quest’argomento. Sopratutto in un periodo ancora segnato dal Coronavirus.

Nonostante questo la città è riuscita a mantenere un benessere generale durante gli anni. Anche quando veniva minacciata da atti vandalici è riuscita a resistere dimostrando una grande forza su tutti i campi e a preservare i propri reperti artistici e storici. Forse non ha le dimensioni di grandi città come Roma, Milano o Napoli, ma riesce comunque a coinvolgere ai propri visitatori e trasmettere la passione di grandi artisti come Leopardi che continua a ispirare la filosofia e la poesia moderna.

Direttore responsabile: Claudio Palazzi

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.