“Il territorio – spiega l’imprenditore – ha riconosciuto ciò che conosce, anche quando viene presentato come novità. Il voto mostra che il rinnovamento non può essere annunciato ma va costruito”.

“Il voto regionale in Campania conferma un dato evidente: la promessa di un cambio di passo si è tradotta in una continuità che non sorprende chi conosce davvero il territorio. La narrazione del rinnovamento ha trovato meno spazio dei meccanismi che, da anni, regolano gli equilibri locali. Da questo dato, insieme a quello dell’astensionismo, deve partire una profonda riflessione”. Lo afferma Enrico Ditto, imprenditore campano nel settore della formazione e dell’hospitality e attento osservatore delle dinamiche sociali e politiche regionali.

“Il timore – spiega Ditto – è che la distanza tra il linguaggio politico e la realtà delle comunità campane diventi una voragine. Il richiamo al nuovo si è rivelato un’operazione più formale che sostanziale. Ora questa nuova classe di consiglieri dimostri di essere capace di intercettare le questioni concrete che attraversano la regione, dal lavoro alla tenuta dei servizi essenziali, mostrando comunque una necessaria rottura con l’immediato passato”.

In questo quadro, Ditto sottolinea che “il risultato non può essere trattato come un episodio isolato, ma come la conferma di un sistema che si autoriproduce. Una dinamica che continua a rendere opaca ogni prospettiva di cambiamento, anche quelle necessarie, soprattutto nelle aree dove l’assenza di politiche coerenti si percepisce con maggiore intensità”.

“Sono dell’idea – continua Ditto – che la Campania abbia bisogno di un confronto meno legato ai rituali elettorali e più attento a ciò che davvero condiziona la vita dei cittadini. Il voto mostra che il rinnovamento non può essere annunciato: deve essere costruito, verificato e reso riconoscibile”.

“La discussione interna alle altre forze politiche potrà aprire nuovi scenari, ma il dato di oggi resta chiaro”, conclude Ditto. “Il territorio, ancora una volta, ha riconosciuto ciò che conosce, anche quando viene presentato come novità”.

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Renato Aiello
Napoletano, classe ’87, Renato Aiello è giornalista pubblicista dal 2009 ed è pubblicato dal 2001. Studi in Comunicazione di massa e media, nonché cinema, giornalismo e informazione cross mediale, ha iniziato col piccolo house organ del Cardarelli "Il Giornale di Ortika" di Gaetano Coppola tra il 2001 e il 2006 (prima recensione a 13 anni) e ha poi scritto nel corso degli anni per il quotidiano "Roma" dal 2006 al 2011, diretto da Antonio Sasso. Attualmente scrive da free-lance per diversi siti e magazine di cultura e spettacolo, tra cui "Enneti NT - Notizie Teatrali" di Angela Matassa dal 2014 e la piattaforma di giornalismo partecipato “Sul Pezzo”. Appassionato di letteratura, musica, arti figurative, fotografia e cinema, ha partecipato nel corso degli anni a festival cinematografici tra Roma, Napoli e Vico Equense, e a giurie di concorsi di cortometraggi a tema. Videoblogger dal 2014, ha un canale YouTube con servizi di video giornalismo e montaggi emozionali.

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