Cosa è successo

Il quartiere San Lorenzo è insorto per il destino del “Campo Benedetto XV” di via dei Sabelli 88, dove la Fondazione Cavalieri di Colombo proprietaria dell’area ha iniziato un cantiere per la riconversione: da campo a 11 dove si allenano i ragazzi dell’Atletico San Lorenzo e giocano i giovani bambini del quartiere, il terreno è destinato a diventare per metà un parcheggio con 100 posti auto e per l’altra metà un impianto con campo da calciotto e 5 campi da padel. San Lorenzo non si piega: il quartiere unito contro la rimozione del campo “Benedetto XV” Direttore Claudio Palazzi
Lo scorso mercoledì 13 ottobre, l’intero quartiere si è dato appuntamento nella centrale piazza dell’Immacolata per un’assemblea pubblica per ribadire l’assoluta contrarietà al progetto: San Lorenzo non può permettersi di perdere spazi verdi e la propria identità e non può, come già accaduto in passato, subire interventi speculativi che ne snaturano la storia e il suo tessuto urbano.

Anche la riconfermata presidente del Municipio Roma II Francesca Del Bello ha espresso la propria contrarietà rispetto al progetto di riqualifica, affermando che l’iniziativa è assolutamente da respingere perché andrebbe a snaturare un impianto sportivo e ricreativo storico, per il quale sussistono le condizioni perché venga riconosciuto come “bene culturale” sulla base del decreto legge 42/2004, trattandosi proprio di un impianto realizzato da oltre 50 anni e appartenente ad un ente religioso senza scopo di lucro.

La storia del campo “Benedetto XV”

La storia del campo “Benedetto XV” è, infatti, molto antica: il terreno è dal 1926 di proprietà della Fondazione Cavalieri di Colombo, organizzazione religiosa che negli anni ’20 su iniziativa del Vaticano ha realizzato impianti sportivi in diversi quartieri della Capitale affinché fossero a disposizione, gratuitamente, di tutti i giovani. Durante la Prima Guerra Mondiale, infatti, la fama dei Cavalieri di Colombo, che avevano costruito centri ricreativi ed organizzato gare atletiche per il mondo con il motto “Tutti sono benvenuti – Tutto è gratuito”, raggiunsero anche l’Italia e la Santa Sede. Finita la guerra, nell’agosto del 1920, una delegazione di 235 Cavalieri di Colombo fu ricevuta in udienza privata da Papa Benedetto XV in persona, il quale li accolse positivamente e lì elogiò per l’impegno ed il loro caritatevole lavoro, chiedono di estendere quell’attività anche a Roma.

Quello a San Lorenzo, nello specifico, fu inaugurato personalmente da Sua Eminenza il Cardinale Vincenzo Vannutelli, decano del Sacro Collegio e fu proprio dedicato al Papa che per primo ne aveva chiesto la realizzazione.

Ma, il legame profondo tra campo e il quartiere si è sviluppato, in particolare, a partire dal secondo dopoguerra. Durante la Seconda guerra mondiale, infatti, la zona di San Lorenzo è stata bombardata dalle forze alleate: il 19 luglio ricorre proprio il triste anniversario che ha visto oltre 3mila morti e coinvolte le zone di Piazzale Sisto V., piazza di Porta Maggiore e San Lorenzo, proprio quest’ultimo è stato il quartiere maggiormente colpito. L’obiettivo dei bombardamenti, in realtà, era lo snodo ferroviario di Scalo San Lorenzo, che strategicamente era stato occupato e veniva utilizzato dai nazisti, ma inevitabilmente a pagare il dazio all’incursione aerea sono stati anche e soprattutto i quartieri circostanti.

Anche la palazzina dei Cavalieri di Colombo è rimasta danneggiata da una delle bombe sganciate, e con essa anche parte dei terreni che necessitarono di una nuova ristrutturazione.

Nonostante questo, il “Benedetto XV” durante quegli anni registrò una presenza superiore alle 100.000 persone, tanto da venir considerato, ancora oggi, come uno dei progetti più riusciti nel suo genere. Inoltre, nascendo anche al centro di una delle zone più popolose e concentrate di Roma ha contribuito a migliorare direttamente ed indirettamente le condizioni di vita del quartiere.

Il lavoro dell’Atletico San Lorenzo

Questo lo sanno bene i ragazzi dell’Atletico San Lorenzo, associazione sportiva nata nelle vie e nelle piazze dell’omonimo quartiere che fa affidamento sui principi dello sport popolare, promuovendo la pratica delle attività sportive attraverso un modello basato sull’autofinanziamento, l’autorganizzazione, la condivisione delle decisioni e delle strategie future. Nata nel 2013 come un squadra di calcio, ad oggi l’associazione è cresciuta in maniera esponenziale e ha avuto la capacità di trasformarsi in una vera e propria polisportiva, contando oltre 200 atleti e atlete che partecipano a competizioni federali nelle più disparate discipline, dal calcio al basket fino alla pallavolo. Ma il vero fiore all’occhiello dell’Atletico San Lorenzo è la “Scuola calcio popolare”, un’attività di calcio giovanile che conta più di 100 iscritti dai 6 ai 16 anni e ben 5 squadre partecipanti a campionati ufficiali.

Un progetto che si basa sul principio del diritto allo sport accessibile per tutti. Con questi presupposti, i ragazzi dell’Atletico San Lorenzo sono riusciti a mettere in moto un meccanismo partecipativo e sostenibile  che consente di mantenere dei costi minimi, “popolari”, di iscrizione attraverso il coinvolgimento attivo di atleti, genitori ed affezionati sostenitori nelle attività di supporto, organizzazione e finanziamento della polisportiva. Ciò ha permesso, tra le altre cose, di integrare oltre alle famiglie a basso reddito anche i ragazzi disagiati, come ad esempio i minori stranieri non accompagnati ospiti di case famiglia e con situazioni difficili alle spalle.

Tutto ciò  è stato assolutamente possibile anche grazie alla disponibilità e collaborazione della Fondazione dei Cavalieri di Colombo, presente nel quartiere da quasi 100 anni, che ha messo a disposizione della polisportiva l’utilizzo dell’impianto “Benedetto XV” a titolo gratuito negli orari diurni, unico spazio dedicato allo sport all’interno del perimetro storico del quartiere.

Il centro, nello specifico, si compone di un campo da basket, un campo da calcio a 5, uno da calcio a 8 ed infine il campo “Benedetto XV” da calcio a 11, uno dei pochi rimasti nel centro di Roma. Il terreno, tuttavia, versa in condizioni di semi abbandono e non permette una adeguata pratica sportiva in sicurezza, ed inoltre non risulta esse disponibile in orario serale alle associazioni che ne fanno richiesta, in quanto su di esso vertono una serie di progetti che prevedono il suo smantellamento ed una successiva riqualificazione.

L’Atletico San Lorenzo si è sempre espresso, in maniera pubblica e cristallina, contrario a simili progetti ritenendo che il campo da calcio a 11 sia da un lato una evidenza storica di assoluta importanza e dall’altro una risorsa per il futuro, uno spazio sportivo e aggregativo a cui il quartiere non può assolutamente rinunciare. Sarebbe piuttosto più producente una collaborazione attiva tra la polisportiva Atletico San Lorenzo e la Fondazione Cavalieri di Colombo, nonché con le istituzioni locali e con il tessuto associazionistico e cooperativo, per rilanciare l’utilizzo e la fruizione del campo, in modo tale da convertirsi in un punto di eccellenza per tutto il quartiere ed in un supporto per lo sviluppo dello sport, tornando a rappresentare quel polo di attrazione e di aggregazione positiva che è sempre stato nel corso della sua storia, fin dalla sua fondazione.

Il futuro del quartiere

Dopo l’allarme lanciato dai ragazzi dell’Atletico San Lorenzo e raccolto dalla Del Bello, qualcosa sembra essersi smosso: si è, infatti, espressa sulla questione anche la minisindaca uscente del I Municipio e prima degli eletti del Partito Democratico in assemblea capitolina Sabrina Alfonsi, che ha ribadito la assoluta contrarietà alla realizzazione del progetto di trasformazione del campo “Benedetto XV” proponendo piuttosto di chiedere al ministero dei Beni Culturali la dichiarazione di interesse storico-culturale per tutto il complesso immobiliare, oltre all’omologazione del campo a 11 per le partite di campionato Figc/Lnd.

Questo, in particolare, è stato ribadito anche dall’Atletico San Lorenzo, che nel frattempo ha dato il via ad una petizione richiedendo la restituzione del centro sportivo “Benedetto XV” al quartiere. Infatti, a causa della non omologazione da parte della Figc del campo, la squadra non ha potuto disputare le partite in casa all’interno del suo quartiere, con l’ulteriore aggravio economico dovuto all’affitto di un campo di gioco omologato in un quartiere limitrofo.

Al di là delle questioni relative al profitto economico, è ben evidente come il quartiere miri ad altri interessi: ciò che più importa è non spezzare la forza sociale, aggregante, oserei dire magica, che il terreno del campo “Benedetto XV” intrinsecamente trasuda. In questo l’Atletico San Lorenzo ne è l’emblema: un gruppo di ragazzi che non sono una semplice polisportiva, ma qualcosa di più, legati dall’idea comune di creare un punto di riferimento per la crescita e lo sviluppo del quartiere, mirando a coinvolgere i ragazzi attraverso lo sport, sano veicolo per trasmettere valori sociali ed etici. Non solo, oltre alle attività sportive, vengono frequentemente organizzate e promosse molte altre attività sociali e culturali, tra cui eventi musicali e teatrali, iniziative di solidarietà e momenti di aggregazione, con particolare attenzione alla cura degli spazi comuni che il quartiere offre.

A tutto questo San Lorenzo e la sua gente non può (e non deve) farne a meno.

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