La popolarità del regista sudcoreano Bong Joon-Ho ha sicuramente raggiunto un picco strabiliante grazie al suo capolavoro Parasite. Il film pluripremiato è riuscito a presentare ad un pubblico internazionale problemi e tematiche particolarmente rilevanti nella società coreana, quali la disparità tra classi sociali, l’emarginazione sociale, e più in generale i difetti di una società fortemente capitalistica e competitiva. Direttore Claudio Palazzi

Tutti questi argomenti ovviamente non sono da considerarsi esclusivamente coreani. Il regista, infatti, è da tempo celebre anche al di fuori del suo paese, ed è stato già in grado di portare sul grande schermo questioni che riguardano in generale tutta la società occidentale. Il film con cui per la prima volta è riuscito in questa impresa è Snowpiercer, uscito nel 2013 e interpretato da un cast per gran parte non sudcoreano.

La storia è fortemente legata ai temi dell’emarginazione sociale e della disparità fra classi, che vengono mostrati in maniera cruda e semplice grazie alla metafora del treno che, come ha affermato lo stesso regista in un’intervista, rende la questione “orizzontale”, e quindi più facilmente mostrabile a differenza di altri film (come lo stesso Parasite) in cui la tradizionale visione “verticale” delle classi sociali deve essere resa tramite altri espedienti cinematografici. Anche se Bong Joon-Ho ha dichiarato di non cercare in primis di trattare questioni sociali, un film come Snowpiercer non può essere semplicemente visto come un normale film di fantascienza, dato che racconta una vera e propria lotta di classe che seppur localizzata in un tempo e in un contesto molto diverso da quello in cui viviamo, sembra al tempo stesso mostrarci alcuni lati della nostra società in maniera cruda e palese.

Tematiche attuali in una distopia futura

Snowpiercer racconta di una rivoluzione che scoppia in un treno supertecnologico che non ferma mai la sua corsa, su cui l’umanità si è rifugiata in seguito ad una crisi climatica che ha fatto estinguere ogni forma vivente. Al suo interno i pochi sopravvissuti del genere umano sono divisi in classi sociali a seconda del tipo di biglietto che avevano al momento in cui sono saliti a bordo, relegando i più poveri in condizioni misere nella coda del treno, e consentendo ai ricchi una vita agiata in carrozze di lusso nella parte anteriore. La lotta tra classi nel film viene resa in maniera particolarmente cruenta e distopica.

Il treno aiuta sicuramente a semplificare il messaggio, dato che il progredire della rivolta può essere concretamente misurato dalle carrozze guadagnate dai rivoltosi. Ad essere resa particolarmente evidente è la disparità tra passeggeri di testa e di coda del treno, dato che queste “classi sociali” (in realtà classi di viaggio) sono ben separate e compartimentate dai vagoni, e il passaggio tra le varie carrozze è una transizione netta a condizioni di sempre maggiore agio e lusso.

La povertà e il conseguente disagio, che in Parasite viene raccontata con un approccio molto più realistico, in Snowpiercer viene resa in maniera più cruda dal modo in cui i passeggieri della coda del treno sono costretti a vivere, ovvero ammassati, con i pochi viveri concessi dalla testa del treno e senza nemmeno finestre, e viene poi messa a confronto con la vita negli altri vagoni. In entrambi i film, con espedienti diversi, Bong Joon-Ho riesce a rendere visibile e tangibile la disparità sociale che sempre maggiormente affligge i paesi capitalisti.

In un’intervista riguardante proprio il film Snowpiercer, il regista aveva affermato che la storia del film, tratta da un fumetto degli anni ’80, lo aveva colpito per le tematiche che lui considera universali ed eterne per coloro che vivono in una società capitalista. Ed è certamente vero per paesi come la Sud Corea, in cui disparità ed emarginazione sono problemi sempre più gravi e pressanti, ma che persistono ancora in paesi come l’Italia, in forma sicuramente più lieve ma non per questo trascurabile.

L’opera fantascientifica oltre il messaggio

Non è raro trovare nei film immagini o eventi che richiamano direttamente o indirettamente alla nostra società. Snowpiercer sicuramente è tra questi, e lo fa in maniera interessante e coinvolgente, con tutti gli elementi di un film di fantascienza d’azione. D’altronde lo scopo del regista con questo film non era quello di denunciare determinate caratteristiche del sistema in cui viviamo (cosa che forse ha fatto in maniera più esplicita e diretta con Parasite), ma quello di raccontare una storia presa da un fumetto di cui lui si era innamorato. Tuttavia, non è difficile fare un confronto tra il treno di Snowpiercer e la nostra società, rintracciando i nostri “vagoni” e ciò che comportano.

La traversata dei rivoltosi nel treno che non si ferma mai ci mostra di volta in volta, in maniera allegorica, la disuguaglianza che sussiste nel modo tra ricchi e poveri. Alla fine del film, comunque, oltre alle immagini e alle riflessioni, che certamente Bong Joon-Ho ci presenta, rimane soprattutto una storia intrigante ed appassionante, che tiene col fiato sospeso dall’inizio alla fine del film.

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