Stragi naziste una piaga ancora attuale

La sera del 19 Febbraio 2020 ad Hanau, nei pressi di Francoforte, in Germania, un neonazista ha aperto il fuoco contro 2 bar, solitamente frequentati da persone di origine turca, uccidendo 9 persone. In seguito l’attentatore ha ucciso la madre, con la quale conviveva, e si è suicidato nel proprio appartamento.

Non è il primo caso di azioni violente compiute da neonazisti in Germania e nel mondo. È necessario tenere alta l’attenzione e contrastare efficacemente il diffondersi di questa piaga ideologica che sta tornando a galla dai meandri della storia!

Attentati Neonazisti in Germania

Hanau

L’attentatore di Hanau era Tobias Rathjen, un quarantenne xenofobo tedesco. In una lettera di rivendicazione della strage, trovata nella sua abitazione, dichiarava di voler «annientare tutti coloro che la Germania non è ormai più in grado di espellere». Sembra inoltre che Tobias fosse in possesso di un regolare porto d’armi e che abbia comprato online la pistola con la quale ha commesso gli omicidi. La vicenda si fa inquietante pensando che, tra le persone arrestate con l’accusa di aver formato un gruppo terroristico neo-nazista, sempre in Germania, una settimana prima, ci sia un poliziotto che per anni ha lavorato nell’ufficio che rilascia porti d’armi.

Halle

Ad ottobre del 2019, nel giorno della festa ebraica dello Yom Kippur, un 27enne tedesco (Stephan Balliet) uccise 2 persone. Aveva precedentemente cercato di assaltare una sinagoga ma, trovandola chiusa e non riuscendo ad entrarvi, ha ucciso 2 passanti. Le motivazioni antisemitiche del gesto sono spiegate dallo stesso attentatore che ha filmato tutta la scena trasmettendola in diretta streaming sul web. Nel video lo si sente urlare che «gli Ebrei sono la radice di tutti i mali», verrà successivamente arrestato.

Omicidio Lübcke

Il 2 giugno 2019 il prefetto di Kassel, Walter Lübcke, è stato ucciso dal neonazista vicino al partito di estrema destra AfD (Alternative für Deutschland) Stephan Ernst.

Le ragioni dell’omicidio sarebbero relative alla politica di accoglienza dei migranti siriani, in nome della fede cattolica, pubblicamente sostenuta da Lübcke.

Casi simili nel resto del mondo

Casi simili a quello accaduto ad Hanau si sono verificati, negli ultimi anni, in altri contesti geografici, eccone solo alcuni a titolo esemplificativo:

Norvegia

Il 22 Luglio 2011 ad Oslo e Utøya 77 persone muoiono per mano di Anders Breivik, suprematista bianco; dichiarò di averlo fatto per fermare «una decostruzione della cultura norvegese per via dell’immigrazione in massa dei musulmani».

Nuova Zelanda

Il 15 Marzo 2019 a Christchurch circa 50 persone vengono uccise all’interno di una moschea e nei pressi di un centro islamico. L’attentato viene compiuto di venerdì, giorno sacro e di preghiera per la comunità musulmana. L’autore della strage è il 28enne australiano Brenton Tarrant; tutta l’azione viene da egli stesso ripresa e trasmessa in diretta streaming.

Attentati in Italia

Firenze

Il 13 dicembre 2011 Gianluca Casseri, sostenitore di Casapound Pistoia, presso Piazza Dalmazia a Firenze, uccide 2 uomini senegalesi e ne ferisce altri 3 prima di togliersi la vita.

Macerata

Il 3 febbraio 2018 a Macerata, Luca Traini, ex candidato per la Lega alle comunali di Corridonia (MC) e simpatizzante di Forza Nuova, spara dalla sua automobile ferendo 6 persone, tutte di origini nordafricane.

Tratti comuni e ideologici

Quello che accomuna tutte queste vicende è l’ideologia nazista, fascista, razzista e xenofoba che alimentava gli attentatori, oltre all’utilizzo di armi da fuoco (spesso regolarmente detenute).

Dalle parole pronunciate o scritte da molti di questi assassini emerge un senso di smarrimento e di presunto abbandono di “valori tradizionali” che, a loro modo di vedere si stiano perdendo.

Il declino della società, la difficoltà di vivere la propria vita in maniera armoniosa e comunitaria, la crisi politica ed economica vengono da loro attribuiti ad un nemico esterno che si è insediato all’interno della loro nazione d’appartenenza. Il nemico è quindi:

– l’immigrato africano perché considerato “stupratore” o “spacciatore”;

– il mussulmano perché portatore di una cultura religiosa incompatibile, a loro modo di vedere, con quella cristiana

– l’ebreo perché ordisce complotti segreti e dirige occulti traffici economici.

Un insieme di inesattezze, storie prive di fondamento razionale e generalizzazioni estremamente superficiali che trovano terreno fertile in persone che vorrebbero innalzarsi a paladini della propria terra. Il tutto in nome di un patriottismo e di un senso nazionalista che, in molti di questi casi, si alimenta per mezzo di letture online su siti complottistici o suprematisti. Non è raro che gli autori di questi attacchi si siano formati in maniera autonoma, senza confronto alcuno con la realtà, nel chiuso dei propri appartamenti, costruendo attorno a sé un mondo di deliri e paranoie sfociate in gesti estremi.

Diffusione del neofascismo e modalità di contrasto

Negli ultimi anni partiti ultranazionalisti, neofascisti e xenofobi stanno prendendo piede in vari paesi d’Europa: il sopracitato Afd in Germania; il Rassemblement National di Marine Lepen in Franica; lo Ukip (United Kingdom Indipendent Party); Alba Dorata in Grecia senza dimenticare la Lega in Italia etc…

In alcuni casi le polizie locali hanno messo in campo dei meccanismi di contrasto basati sull’identificazione e l’arresto dei membri di alcuni di questi partiti o associazioni e la messa al mando dei loro simboli e slogan.

Combat 18” dichiarato fuorilegge

Negli scorsi mesi il ministro degli interni tedesco Seehofer ha dichiarato fuorilegge il gruppo estremista di destra “Combat 18” legato alla rete internazionale “Blood and Honour” (che conta degli affiliati anche in Italia).

Il “missile” di Torino

A Torino la polizia ha arrestato Fabio Del Bergiolo, un 60enne torinese, ex candidato al Senato di Forza Nuova, trovato in possesso di un arsenale da guerra pronto per essere usato o venduto. Insieme alle armi anche gagliardetti e simboli dell’estrema destra, oltre all’ormai celebre missile aria-aria.

Questi sono solo alcuni esempi di metodi di contrasto adottati dagli stati e dalle polizie. Non è pensabile che siano le azione repressive a porre un freno alla diffusione di queste idee che possono, in casi estremi, degenerare negli attentati narrati in apertura dell’articolo.

Non si può e non si deve sottovalutare il fenomeno, né credere che i partiti più moderati possano in qualche modo limitare l’estremismo di quelli più radicali. Il fascismo “moderato” è pur sempre fascismo è va contrastato.

Promuovere cultura e solidarietà

È necessario contrastare la diffusione di idee basate sull’odio verso chi ha una cultura diversa; verso lo straniero.

Indispensabile è la costruzione di una rete di relazioni e di solidarietà diffusa che possa prendersi carico di tutte le situazione di marginalità, riuscendo ad intervenire prima che le persone si chiudano nel proprio isolamento a covare vendetta verso presunti “nemici della patria”.

È fondamentale conservare una memoria storica degli orrori commessi in nome del nazionalismo, della difesa dei confini e del disprezzo delle diversità.

Altrettanto imprescindibile è che ognuno di noi, singolarmente e collettivamente, si faccia carico di contrastare in ogni ambiente della propria vita situazioni di prevaricazione e sopraffazione dell’altro.

Direttore responsabile: Claudio Palazzi

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