Sulle ali della DAD. La risposta dell’Istruzione al COVID-19

Da un mese ormai nessun alunno ingorga i corridoi della propria scuola. I marmocchi  della scuola materna non apprendono il nome dei colori in inglese con dei disegni appesi in classe. I bambini della scuola elementare non si scervellano alla lavagna per dimostrare di ricordare la tabellina del nove. I ragazzini della scuola media non calcano i pavimenti della palestra della scuola, per mettere in atto i nuovi schemi della partita di pallavolo. I ragazzi della scuola superiore non affollano l’aula magna per eleggere il nuovo rappresentante d’Istituto. Gli studenti universitari non si aggirano per i corridoi della propria facoltà in cerca del coraggio per presentarsi all’ennesimo esame scritto di Analisi 1.  Tutto ciò avviene perché gli istituti di ogni grado d’istruzione hanno dovuto chiudere le loro porte, per ottemperare ai provvedimenti presi in questa situazione d’emergenza. Tuttavia la cultura non s’arresta, tutto procede online, a distanza.

Ma cosa comporta realmente la DAD (didattica a distanza) ?

Dalle favole al Teorema di Pitagora

L’intervistata è il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Don L. Milani di Caltanissetta: Luigia M.E. Perricone.

Che riscontro può rilevare in merito alle lezioni a distanza?

Posso dire che attraverso le attività di didattica a distanza tutti gli insegnanti hanno potuto accrescere le loro competenze e sviluppare la propria professionalità, rafforzando la coesione e la collaborazione all’interno dei vari gruppi di lavoro. Anche le famiglie si sono mostrate collaborative e i rappresentanti di classe in particolare spesso si sono fatti portavoce delle problematiche delle famiglie o hanno aiutato gli insegnanti per favorire la partecipazione alle attività programmate anche dei bambini più problematici. La didattica a distanza penalizza soprattutto le famiglie più disagiate e gli alunni BES che hanno il bisogno di essere seguiti con costanza e hanno perso i loro punti di riferimento. Notevole a tal proposito è stato lo sforzo mio e dei docenti per cercare di aiutare gli alunni più fragili e coinvolgerli in maniera attiva.

Come sono stati gestiti gli utili inviati dal governo per la DAD

Nella nostra scuola, da un monitoraggio effettuato, la percentuale di alunni che hanno difficoltà a seguire non è molto alta. Le richieste maggiori sono state quelle relative ai devices e alla connessione ad internet. Spesso in una stessa famiglia vi sono più figli che richiedono un computer. Proprio per questo con i fondi del Ministero abbiamo acquistato dei notebook e delle SIM CARD che consentono il collegamento ad internet. Con i fondi assegnati abbiamo potuto acquistare 24 computer e 70 SIM CARD. Una rimanente quota più ridotta sarà utilizzata per favorire l’uso di piattaforme didattiche. Tenendo conto che i devices servono anche per consentire il lavoro agile al personale di segreteria sicuramente i fondi sono insufficienti. Per fortuna avevamo in dotazione un buon numero di tablet che abbiamo assegnato subito agli studenti che ne hanno fatto richiesta, per cui, fino ad oggi, abbiamo potuto soddisfare tutte le richieste pervenute. Posso affermare dunque che, grazie al lavoro di tutto il personale e all’impegno mio, della DSGA e del vicepreside, la nostra è stata tra le prime scuole che ha consegnati i devices agli alunni soddisfacendo le richieste di tutti e tre gli ordini di scuola.

Come prescritto dal decreto i dirigenti scolastici non si “limitano” allo smart working, ma

ne è richiesta la presenza nel luogo di lavoro. Come sta vivendo questa esperienza?

L’emergenza dovuta al COVID-19 ha caricato i dirigenti di ulteriori e più pesanti responsabilità oltre che di diversi adempimenti amministrativi. Fino al 19 marzo, assieme alla DSGA e al personale ATA siamo stati regolarmente in servizio per poter affrontare le varie problematiche che si presentavano ogni giorno e portare a termine i vari adempimenti. Tutto ciò naturalmente ha comportato un impegno particolare anche per garantire le condizioni di sicurezza all’interno dei locali e prevenire ogni forma di possibile contagio. Successivamente sia io che la DSGA e gli assistenti amministrativi abbiamo lavorato da casa anche se in diverse occasioni sono dovuta recarmi a scuola. L’emergenza in atto mi ha costretta, dunque a mettere in pratica una nuova forma di organizzazione del lavoro quale quella del lavoro agile. Per fortuna, grazie al fatto che la scuola era già organizzata con la segreteria digitale e con la dematerializzazione, siamo riusciti a portare avanti tutte le attività lavorative. Naturalmente anche la DSGA e gli assistenti amministrativi hanno dovuto adeguarsi a questa nuova organizzazione, cosa che hanno fatto con grande senso del dovere e professionalità. In conclusione posso dire che questa esperienza ha portato tanta preoccupazione e accresciuto le mie responsabilità anche perché mi sono resa conto dell’importanza di fornire delle linee guida e degli indirizzi certi ed efficaci al personale. Ho dovuto studiare i nuovi decreti che si sono susseguiti giorno per giorno e prendere delle decisioni delicate. Tutto ciò mi ha consentito di crescere professionalmente e di constatare che la nostra comunità scolastica è coesa ed è capace di affrontare con impegno e senso di responsabilità anche periodi critici come quello che stiamo attraversando.

Dall’inferno dantesco alle tesi di laurea

Nemmeno le Scuole Superiori e le Università si tirano indietro di fronte all’emergenza COVID-19. Sono molteplici i mezzi attraverso cui le lezioni vengono erogate: le app Classrom, Meet, la piattaforma online Mooc. Viene fatto uso anche di video in precedenza caricati su Youtube e poi erogati tramite Skype o We school. Persino i laureandi non vengono lasciati indietro. Infatti anche la correzione dei capitoli della tesi può avvenire tramite una semplice videochiamata.

Non ci sono scuse

Se le porte scorrevoli dei centri commerciali chiudono, quelle virtuali dell’Istruzione no. Non vi è ostacolo per la conoscenza. Soprattutto se gli istituti scolastici e le università vengono sorrette da finanziamenti, risorse digitali per i materiali didattici ed app che sostituiscono le aule. Non ci resta che inviare al docente la richiesta per far parte della nuova lezione di oggi.

Direttore responsabile: Claudio Palazzi

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