Un piccolo sospiro di sollievo è giunto per l’Europa, visto che le nuove tariffe commerciali statunitensi volute da Trump saranno ancora rinviate (la data prevista di entrata in vigore era 9 luglio). La speranza che possa essere raggiunto un accordo resta concreta, ma intanto bisogna anche fare due conti sul possibile impatto dei dazi sui vari settori economici.

Quanto costeranno le tariffe commerciali

Trump contro il mondoL’Europa e gli Stati Uniti hanno sempre avuto un rapporto privilegiato dal punto di vista commerciale. Gli USA sono il nostro principale partner per le esportazioni, visto che è indirizzato negli States il 20,6% dell’export europeo. Basterebbe solo questo per rendere chiaro quanto sarà forte l’impatto delle tariffe commerciali sull’economia della Eurozona.

Tra i maggiori esportatori verso gli Stati Uniti sono la Germania con 161 miliardi di euro di merci, l’Irlanda con 72 miliardi di euro e l’Italia con 65 miliardi di euro. Tuttavia questi numeri possono essere fuorvianti, dal momento che l’impatto delle tariffe commerciali sarà diverso a seconda dei settori. Inoltre per via delle forti correlazioni economiche, i danni di un settore industriale si ripercuotono anche su altri.

Il colpo duro per le case automobilistiche

Uno degli ambienti industriali maggiormente vulnerabili alle tariffe commerciali americane è quello automobilistico. Secondo i dati Acea (associazione che riunisce i grandi produttori europei dell’auto) gli Stati Uniti sono il secondo mercato per il nostro export, 22% in termini di valore.
Tra tutti i gruppi quello più a rischio è Volkswagen, dal momento che il suo marchio Premium Audi non produce direttamente negli Stati Uniti e quindi verrebbe colpito duramente dai dazi.

Farmaci e aeromobili

Un altro settore estremamente vulnerabile alle tariffe commerciali americane è quello dei prodotti farmaceutici e medicinali. L’export negli Stati Uniti nel 2024 ha avuto un valore di 120 miliardi di euro. Trump ha inizialmente risparmiato questi prodotti dalle tariffe, ma lo scenario rimane estremamente incerto.

Il terzo settore che secondo Eurostat sarà più colpito dalla battaglia commerciale con gli Usa è quello degli aeromobili. Il gruppo Airbus consegna circa il 12% dei suoi veicoli negli Stati Uniti, mentre aziende come CFM International ed MTU Aero Engines producono motori o si occupano dei ricambi destinati agli aeromobili.

Facciamo notare che finora abbiamo citato aziende come Volkswagen, Airbus, MTU Aero Engines. Cosa hanno in comune? Sono tra le aziende tedesche più importanti, nonché quotate sulla Xetra borsa (ossia il listino di Francoforte). Questo conferma quanto dicevamo poco fa, sulla forte esposizione dell’economia tedesca ai dazi USA.

Altri  settori a forte rischio

Ci sono altri settori industriali che tremano al pensiero delle conseguenze di una battaglia commerciale. Gli alcolici europei rappresentano quasi tre miliardi di euro di Export negli Stati Uniti, mentre profumi e cosmetici viaggiano negli USA al ritmo di 10 miliardi di dollari. Danni enormi potrebbe ricevere anche il settore del lusso, che probabilmente è uno dei più esposti dal momento che questo tipo di aziende ha una capacità limitata di poter trasferire la sua produzione degli Stati Uniti.

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