Clamoroso stop alla Camera: la maggioranza va sotto per un solo voto (188 contrari e 187 favorevoli) sulla riforma della legge elettorale. Meloni esce battuta per la seconda volta dopo la bocciatura della riforma della giustizia. Lo scrutinio segreto, richiesto dalle opposizioni, ha di fatto congelato l’iter della riforma elettorale. La bocciatura ha aperto adesso una dura crisi politica tra il centrodestra e le minoranze.
Per giustificare la debacle, Meloni ha puntato il dito contro la minoranza, colpevole a suo dire di essersi nascosta nello scrutinio segreto, pur riconoscendo che questo ennesimo stop richiede un chiarimento politico immediato all’interno della coalizione. I circa trenta franchi tiratori emersi dal voto testimoniano profonde spaccature e un forte dissenso nei partiti di governo rispetto al testo in discussione.
Nonostante la batosta, la tenuta del governo per adesso non è in discussione, pur scricchiolando pericolosamente. Lo scivolone parlamentare non ha toccato la fiducia, permettendo all’esecutivo di blindare i propri numeri per governare. L’impianto generale del disegno di legge andrà avanti nei prossimi passaggi alle Camere, ma la maggioranza dovrà rinunciare definitivamente al sistema a preferenze.
La travolgente vittoria sul filo di lana ha dato slancio ed enorme risonanza ai partiti di opposizione, che ora pretendono un immediato ritorno alle urne. Forti di questo successo, le forze di sinistra guidano una protesta compatta e a oltranza tra i banchi della Camera. L’obiettivo dichiarato è far cadere il governo, imponendo le dimissioni di Meloni e capitalizzando il trionfo elettorale nelle imminenti elezioni anticipate.
Il fallimento del voto sulle preferenze porta alla luce le profonde crepe all’interno del governo di Giorgia Meloni, ormai incapace di tenere unita una coalizione paralizzata dai veti incrociati. Questo episodio certifica il definitivo logoramento dei rapporti tra gli alleati e le crescenti tensioni nella gestione della maggioranza, trasformando una riforma chiave in un duro scontro politico che isola Palazzo Chigi e ne blocca l’azione.





