Giovedì 27 maggio 2010www.myspace.com/underdog78 http://www.myspace.com/theneologismentertainmentumbertofiore@gmail.com ; info.neologism@gmail.comprogetto_underdog@yahoo.itp.cobianchi@altipiani.it.

Underdog alla Locanda Atlantide

Media4tech di Claudio Palazzi

bootleg night

Gli Underdog registrano un bootleg

live il 27 maggio a Roma la band incide la voce dei fan

Ti piacerebbe registrare il tuo entusiasmo in un disco? Se la risposta è sì, il concerto degli Underdog alla Locanda Atlantide di Roma è un’occasione da non perdere.

La band di psyco-rock-jazz ha deciso di dare il meglio di sé sul palco del club, nel quartiere San Lorenzo e di incidere la voce del suo pubblico in un inedito album-live.

La performance sarà infatti missata e masterizzata e poi messa in freedownload sulla piattaforma www.tobepop sette giorni dopo l’evento. La platea potrà così portare a casa lo show e riascoltarlo quando meglio crede.

Un regalo che il gruppo ha deciso di fare a tutti quelli che l’hanno sostenuto nel recentissimo nuovo traguardo: l’ambito premio Rai

assegnato agli Underdog durante la rassegna “Primo maggio tutto l’anno”.

In più, la serata prevede altri ospiti d’eccezione.

Come l’apertura del concerto affidata all’infuocato e talentuoso duo country HOLLY E BENJO e il dj & visual set dell’Enoclub di

Reggio Calabria, che, dopo aver ospitato gli Underdog on-stage, ha deciso di percorrere

800 chilometri per accompagnarli in un questa nuova avventura.

L’IDENTITA DELLA BAND

Underdog è una suggestione, un settimo senso che prende spunto dalla biografia di Mingus “Beneath the Underdog”: l`obiettivo è infatti una miscela ritmica di sonorità jazzistiche e stili inusuali pescati e poi (ri)vitalizzati da gruppi come Einstuerzende Neubauten, Brainiac,

Primus, Nick Cave, Tom Waits. Un gioco di contrasto tra voce maschile

Schizofrenica ed aspra e un cantato femminile, angelico, dolce, e molto più vicino alla melodia.

Il gruppo nasce e si evolve in “forma aperta”: collaborazioni e rivisitazioni dei brani avvengono di continuo, facendo perno sull’ideale jazz e sul concetto artistico di performance.

L’approdo alla label “Altipiani” avviene con la forma orchestrata di sette elementi, in continuo moto d’equilibrio: ogni voce e suono del gruppo si accostano ai pezzi in maniera fine ed istintiva, premiando sia l’armonia che il rumore. Così, paradossalmente, nasce la struttura di ogni brano brano: teste, sogni infranti, romanticismi che suonano e rifiutano i dogmi.

“Forse attraverso la musica si sta iniziando a costruire qualcosa di veramente nuovo,  che nasce da inquietudini generate dalla schizofrenia collettiva per cui non serve psicoterapia, come dicono gli Underdog,  ma vie di espressione,  per liberarsi e manifestarsi  in qualcosa che non rispetta più generi, definizioni e dogmi.”

Keine Psychotherapie” è il primo album degli Underdog

e queste sono le parole con cui la critica llo descrive:

Alias – Manifesto – 7 Marzo 09

…come suonare intelligentemente e con un tocco di ironia un disco di vero crossover, senza intenti didascalici o artificiosi. Si ascoltano brani jazzati degni delle chitarre di Friselli e Ribot (Spectra), altri che rammentano Primis e Oysterhead (Prendi 5, Circuì), soft-song sulla scia dei Lamb (B-Line) e dirty blues alla Waits (Relax)….

Blow up – 15 Marzo 09

Mark Sabdman, il cantante dei Morphine, scomparve dieci anni fa sul palco mentre suonava a Palestrina, alle porte di Roma. Singolare come alcune spore del nefasto accadimento siano state portate dal vento poco lontano, nella sala prove degli Underdog: dopo la messe di riconoscimenti succeduta all’ ottimo “Zeno”, i sette capitolini mettono a punto una macchina da spettacolo che va sempre nella direzione meno preventivata un attimo prima, quantunque originale….7/8

Enrico Veronese

Rockerilla 15 Marzo 09

Schizoidi come solo i Mr. Bungle sapevano esserlo. O, per restare in territorio italico, alla maniera dei Quintorigo. Che condividono con gli Underdog una passione viscerale per Charles Mingus…

Atmosfera ubriaca da cabaret voltaire (quello di Hugo Ball), sguaiato ma virtuosi crooning mitteleuropeo (più che waitsiano: la voce versatile di Barbara “Basia” Wis’niewska, quella da cartoon dell’ orrore di Diego “d.Ego” Pandiscia), jazz, of course, tanto jazz e un vorticoso- e leggermente patologico:come si diceva in apertura- roteare tra generi e stili, colori ed umori. Straniante, ma anche perversamente seducente.

Mescalina -17 Marzo 09

Credo che la musica emergente che ballonzola nei paraggi, non si sia mai spinta a tanto come questi Underdog; il loro stile scaltrissimo, radicale, e a tratti militarizzato da una verve fumettistica, sembra fatto apposta per diventare un piccolo oggetto di culto tra gli alternativi più intransigenti e in cerca di “cose forti”. “Keine Psychotherapie” è l’espressione musicale più intellettuale, bella, e arguta che Altipiani e MarteLabel potessero inoculare nell’epidermide underground.

RockAction- 08 Marzo 09

.Bel disco, mai banale, schizofrenico
quanto basta e densamente popolato di stili, umori e suoni. È un album
che ti trascina e mette in moto i contorti ingranaggi, le infinite
personalità della nostra mente.

UmbriaCity – 5 Maggio 09

Pianoforte, trombone, violino, giocattoli e percussioni varie… sono in sette e fanno un casino infernale. E’ un jazz violentato dal free-rock di Captain Beefheart che morde il culo ai primi Deus investiti da Peter Brotzmann.

Production Manager / BookingSound Engineer Umberto Fiore (+39)3492973200 – skype: umberfiore – mail:

Diego (+39)3407773821 – mail:

Ufficio Stampa e promozione:

Paolo Cobianchi (+39)339-1004669 – mail:

umenti ‹ inpressmagazine — WordPress

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.