VIOLENZA SULLE DONNE: LA SHARIA

Nonostante quello della violenza sulle donne sia un argomento molto diffuso, è facile rilevare una carenza di fondo in materia.

Media4tech di Claudio Palazzi

Molte donne, soprattutto in Medio Oriente, sono costrette a subire violenza. Una violenza introdotta anche in Occidente, che fa riferimento ad un’ideologia islamica, che tende ad etichettare le donne come inferiori e trattarle, di conseguenza, come tali. A tal proposito, Maometto, profeta dell’Islam, sosteneva l’inferiorità intellettiva delle donne rispetto agli uomini, affermando che “le donne sono meno intelligenti degli uomini – sono necessarie due donne per uguagliare la testimonianza di un uomo – e la maggioranza della popolazione dell’inferno è costituita da donne, che sono equiparate agli asini e ai cani nella loro capacità di distrarre un uomo dalla preghiera e così annullarla.”

LE CRISTIANE, OGGETTO PREFERITO DELLA PERSECUZIONE ISLAMICA

L’oggetto “preferito” della persecuzione islamica, tuttavia, sono le donne non musulmane:  le cristiane, considerate allo stesso modo delle bestie.
Secondo uno studio condotto da Open Doors (agenzia missionaria che aiuta i cristiani perseguitati a causa della loro fede), le donne cristiane sono le più violate al mondo, in una maniera che non ha eguali. Sono le maggiori destinatarie di abusi islamici, poiché non tollerate sia come donne sia come infedeli non musulmane.

Queste violenze sono previste dalla Sharia, la legge islamica che prevede punizioni corporali e che dà agli uomini il diritto di esercitare violenza sulle donne: una donna che disobbedisce, per legge, va punita e percossa. La Sharia e il Corano considerano di base le donne inferiori, ma le peggiori, come abbiamo già sottolineato, sono le ”infedeli” cristiane; perciò le giovani “bianche” vengono stuprate, le anziane picchiate e le bambine violentate.

Tanti versetti del Corano giustificano e incoraggiano questa sottomissione sessuale nei confronti delle donne non musulmane, nel contesto della Jihad.

Gli islamici e le associazioni Jihadiste le vendono, comprano, stuprano, mutilano, spellano, bruciano, trasformando tutto questo in un mercato di “bestie umane”.
Queste pratiche, però, non avvengono solo in Medio Oriente, anzi, sono molto diffuse anche in Europa. Le ragazze cristiane vengono minimizzate, ridotte ai minimi termini e considerate solamente “cose” di cui godere. Sono viste come un bottino di guerra e, proprio per questo, abusarne non può essere considerato un crimine.

“DELITTI D’ONORE”

Nonostante l’oggetto in questione sia proprio quello della violenza carnale sulle donne non musulmane, possiamo sottolineare quanto siano diffusi e usuali i cosiddetti “delitti d’onore” esercitati sulle proprie donne, mogli e figlie.
Risale proprio a qualche settimana fa la notizia di due ragazze decapitate in Iran, a distanza di tre giorni l’una dall’altra. Una uccisa dal padre perché tornata a casa tardi, l’altra dal marito con l’aiuto della famiglia della ragazza, perché accusata di adulterio. Qualche settimana prima, invece, una ragazzina di tredici anni è stata decapitata dal padre con un’accetta mentre dormiva, poiché “colpevole” di avere una relazione con un uomo più grande.

In Iran, dopo l’omicidio di questa ragazzina, si era riacceso il dibattito sul delitto d’onore: secondo il codice penale islamico il padre o il nonno paterno che uccide un figlio non viene condannato a morte, come avviene per gli altri omicidi, ma al pagamento di una somma di denaro. E sulla scia dello sdegno provocato dalla morte della tredicenne, si era pensato di approvare una legge per tutelare l’abuso sui minori, soprannominata proprio con il nome della ragazza.

Secondo l’articolo 630 del codice penale iraniano, invece, l’adulterio giustifica il delitto: se un marito scopre la moglie con un altro uomo, può uccidere entrambi.
Un escalation di reati che, però, non vengono considerati come tali. Una giustizia che non può essere considerata tale, che manda a morire le proprie figlie come martiri.

CONCLUSIONI

Criminali misogini, figli di una cultura che consente di utilizzare la propria forza in maniera del tutto squallida e terrificante. Una cultura che consente a uomini di violentare bambine e fare della donna il proprio oggetto sessuale. Barbarie, che permettono una carneficina di donne innocenti, la cui unica colpa è proprio quella di essere nate donne.

Direttore responsabile: Claudio Palazzi

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