INpressMAGAZINE Claudio Palazzi

Francesca Pellegrino

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Tuttavia, dentro la fretta ho perso la bellezza irreversibile di attimi acqua che non ho saputo bere prima che fosse sete che poi di sete asciutta è rimasta la gola. Per quanto adesso che di fretta spoglia, resto cerco al sole l’ora d’inclinata ombra e lascio...
Eravamo insieme alla pioggia mi bagnavo e ti chiedevo amami, ti prego, amami. Senza quasi pensarci su tutti e due i tuoi piedi mi dicesti che potevi, sì. Ma domani. Forse l’altro, ancora.
A volte ti vedo piccolo che neanche un puntino sei sul fondo bianco delle mie notti. Sembri quasi impossibile. Sarà che la distanza ridimensiona. Infatti ho spesso stelle dentro le mani me le piglio dal cielo. Sembrano innocue ed esagero a giocarci tanto che poi inavvertitamente esplodono.
Tuttavia, questa lontananza è indolore poiché già ti amavo nei luoghi in cui non potrai mai. Per quanto, ogni singola particella o microbo d’assenza, mi racconta di te fintanto che baci d’impossibile amore mi farai la bocca.
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