Angelo Mai - programma dicembre
Angelo Mai - programma dicembre territori -istallazione di Romolo Ottaviani, Stalker
ALTROVE
(AILLEURS/ ΑΛΛΟΎ /ELSEWHERE/في مكان آخر / ДРУГДЕ)

CAPITOLO 3
TERRITORI
DI ROMOLO OTTAVIANI, STALKER | SPACEXPERIENCE
(INSTALLAZIONE AMACHE È L’OPERA CHE ACCOGLIE CONCERTI, SPETTACOLI, PERFORMANCE E VISIONI PER TUTTO IL MESE!)

SABATO 5 H 20 TERRITORI #1
INAUGURAZIONE
PERFORMANCE VISIONI MUSICA TRA LE AMACHE
H 22 OPENING PARTY
DOMENICA 6
H 23.30 FEDERICO ZAMPAGLIONE E ANDREA PESCE (TIROMANCINO)
LIVE AFTER DERBY
LUNEDÌ 7
H 22 FRANCESCO FORNI
LIVE
Il telo è percorso-dimora che permette di abitare lo spazio,
l’intreccio dei teli è il territorio, fatto di relazioni umane che si ridefiniscono dinamicamente e capace di produrre il fenomeno della condivisione di esperienze, i territori sono le molteplici emozioni che lo attraversano.

Il progetto consiste in una spettacolare ragnatela di amache, realizzate con un unico continuo telo bianco che intrecciandosi alle strutture metalliche, entrando ed uscendo dalle capriate, va a riempire visivamente il padiglione temporaneo progettato per il laboratorio di arti e culture Angelo Mai a Parco San Sebastiano. Attraverso l’esperienza fisica e ludica del fitto sistema di amache l’esperienza del singolo diviene relazionale e collettiva. Infatti l’ondeggiare di un’amaca viene trasmesso a tutta l’installazione, che risulta così animata dalle molteplici sollecitazioni che la abitano.
Amache praticabili per offrire la possibilità di sperimentare in modo creativo e non solo visivamente, questo spazio ancora in via di completamento, perché privo delle separazioni interne e delle attrezzature di scena. L’installazione, in sintonia con l’Angelo Mai, frutto di una di una collaborazione storica, si propone come un inedito dispositivo spaziale atto a ospitare allo stesso modo fruizione, sperimentazione e produzione artistica.

Le video immagini che fanno da sfondo alle amache riguardano l’altrove di una marginalità in senso lato. Sviluppi e vicissitudini che riguardano una geografia più ampia ed esprimono la dimensione nomade dell’abitare lo spazio come un’esperienza capace di mutare il nostro sentire, la relazione con lo spazio e la sua estetica, come effetto della convivenza urbana, come luogo laboratorio di un’immagine condivisa che rinnova il senso dello spazio comune.

ROMOLO OTTAVIANI

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