Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un nuovo attacco social alla presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, pubblicando sul proprio profilo Truth Social un fotomontaggio satirico corredato dalla didascalia “Serve un ordine restrittivo” (“Restraining order needed”). L’immagine ritrae la premier italiana in un atteggiamento di apparente “adorazione” e insistenza nei confronti del tycoon.
Il post del presidente americano mostra un fotomontaggio in cui Meloni guarda Trump con un’espressione ironicamente dipinta come “innamorata” o sottomessa. L’espressione americana “restraining order” fa riferimento ai provvedimenti legali contro gli stalker. Un meme che punta a ribaltare i rapporti di forza diplomatici, dipingendo la premier italiana come una figura molesta o eccessivamente pressante.
L’attacco è stato sferrato proprio mentre le delegazioni internazionali si preparano per il summit in Turchia del 7 e 8 luglio, dove i due leader si troveranno faccia a faccia per la prima volta dopo le frizioni seguite all’ultimo vertice del G7, in cui l’inquilino della Casa Bianca liquidò l’inquilina di Palazzo Chigi come una povera adulatrice che avrebbe implorato di scattare una foto con il presidente americano.
Per adesso, la linea ufficiale scelta dal governo italiano è stata quella del silenzio per evitare di alimentare ulteriori polemiche istituzionali, dopo quelle seguite al termine del G7. Palazzo Chigi ha preferito non commentare pubblicamente, definendo l’episodio una provocazione a cui non dare seguito. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha gettato acqua sul fuoco dichiarando a margine di un evento che “le persone passano, ma i rapporti storici con gli Stati Uniti devono restare stabili”.
Secondo le analisi di diverse testate giornalistiche ed esperti di geopolitica, dietro alle frizioni tra la Casa Bianca e Roma ci sarebbero profondi nodi strategici. Le pressioni dell’amministrazione Trump sui partner europei per un massiccio incremento della spesa per la difesa. Dissapori legati a posizioni strategiche divergenti, tra cui la gestione dello spazio aereo e delle basi militari. Attriti legati al forte supporto espresso da Roma a figure e istituzioni criticate dai repubblicani statunitensi.







