Il Tecno-capitalismo e il cittadino-schiavo ignaro della propria condizione di schiavo

Vediamo di distinguere lo schiavo consapevole della propria condizione di schiavo dallo schiavo ignaro della propria condizione di schiavo; il primo sa di non avere “la possibilità o la capacità di disporre liberamente di sé e delle proprie azioni; non ha o ha perso la libertà e l’indipendenza ed è limitato nei propri diritti”. Il secondo è confortevolmente, levigatamente, ragionevolmente e democraticamente privo di libertà; lo sfruttamento coercitivo al quale è sottoposto è subdolo, silenzioso, invisibile e, in quanto tale, gli sfugge.

In tal senso, mi viene in mente uno dei resoconti di Marco Polo, il quale, ne Le città invisibili di Italo Calvino, rivolgendosi a Kubai Klan, descrive Anastastia (e i suoi abitanti ignari della loro schiavitù) in questo modo: «[…] La città ti appare come un tutto in cui nessun desiderio va perduto e di cui tu fai parte, e poiché essa gode tutto quello che tu non godi, a te non resta che abitare questo desiderio ed esserne contento. Tale potere, che ora dicono maligno ora dicono benigno, ha Anastasia, città ingannatrice: se per otto ore al giorno tu lavori come tagliatore d’agate onici crisopazi, la tua fatica che dà forma al desiderio prende dal desiderio la sua forma, e credi di godere per tutta Anastasia mentre non ne sei che lo schiavo.»

Ora, nella società capitalistica avanzata avviene la stessa identica cosa: la nostra fatica che dà forma al desiderio prende dal desiderio la sua forma, e crediamo di godere per tutta la società opulenta mentre non ne siamo che gli schiavi. Anastasia e la società tecno-capitalistica imbrogliano, l’accrescersi delle libertà apparenti crea un euforico appagamento sociale e una tolleranza che legittimano e rendono accettabili le repressioni.

Elezioni politiche: il diabolico e illusorio artifizio del potere che convalida lo status di schiavi

La messinscena delle elezioni politiche è un mezzo diabolicamente ben congegnato: esso ha consentito – e continua a consentire con risultati eccellenti – al feroce potere occulto di infettare comodamente gli interstizi della società e di consolidare la schiavitù di cittadini ignari della della loro condizione di sfruttati.

Dott. Robert S. Borden – morto il 26 ottobre scorso – è l’autore di una delle frasi più controverse degli ultimi anni: “If voting could change anything, it would be made illegal!” (“Se il voto potesse cambiare qualcosa, sarebbe reso illegale!”).

Se il voto potesse cambiare qualcosa, sarebbe reso illegale!

Suddetta frase fu scritta il 14 settembre del 1976 in una lettera inviata al Lowell Sun. Ebbene, utilizzerò lo scritto del Dott. Borden a supporto del seguente postulato: il voto è l’artifizio governativo che, nella società tecno-capitalista, ci priva ragionevolmente, democraticamente e definitivamente delle libertà.

«Perhaps the people are grasping reality in spite of indoctrination we have been subjected to via our schools, media, government, and others who wish to maintain the status quo, i.e. the few controlling, and living at the expenses of the many.»

«Forse le persone afferrano la realtà a dispetto dell’indottrinamento al quale sono state sottoposte tramite le nostre scuole, i media, il governo, ed altre entità che desiderano mantenere lo status quo, ossia: la ristretta minoranza che controlla una grande maggioranza e vive a sue spese.»

«[…] If government derives its powers from the governed, how can it be “legal” to do things that are “illegal” for the individual? […]»

«[…] Se il potere del governo proviene da chi è governato, come può essere “legale” fare delle cose che se fatte da un qualsiasi individuo, sarebbero ritenute “illegali”? […]»

«[…] Has it ever dawned on the editors that the attitudes of the 70 million projected non-voters may be very consistent with the reality that the concept of voting and electing representatives is basically dishonest and fraudulent? If voting could change anything, it would be made illegal! There is no way any politician can legally represent anyone because he was elected on a secret ballot by a small percentage of voters. He then represent claims to represent the people who voted against him and even those who wisely chose not to participate in such criminal activity […].»

«[…] È mai balenato nella mente degli editori che la scelta degli eventuali 70 milioni di non-votanti è estremamente coerente con il concetto secondo cui votare ed eleggere rappresentanti sia fondamentalmente disonesto e fraudolento? Se il voto potesse cambiare qualcosa, sarebbe reso illegale! I politici non saranno mai in grado di rappresentare nessuno, giacché sono stati scelti [previamente n.d.r.] da una esigua percentuale di elettori in una votazione segreta (vedi Tardini B., 2018. Tre tipi di azione, parte 3ª: QAnon (/qresearch/ – Q Research Board★), Inpressmagazine.com). In seguito, il politico pretende di rappresentare coloro che non lo hanno votato o hanno saggiamente deciso di non partecipare in una tale attività criminale […].»

«[…] You say those 70 million stay-at-homes will forfeit their right to complain about the way they are governed. Being enlightened, they are perhaps saying they do not want any part of a system where coercion in the form of taxation – which is the taking of property allegedly being protected – and war – which is nothing less than murder – is the sole means of its existence […].»

«[…] Direte che i 70 milioni di astenuti rinunceranno al loro diritto di contestare il modo in cui sono governati. Essendo illuminati, essi stanno probabilmente dicendo di non voler far parte di un sistema in cui la coercizione, nella forma della tassazione – cioè dell’appropriazione di proprietà presumibilmente sotto protezione – e della guerra – cioè dell’assassinio -, sia l’unica ragione della sua esistenza […].»

«[…] We cannot be part slave and free at the same time. It is amazing how many humans would accept almost anything and even adjust to living in chains if told to do so […].»

«[…] Non possiamo essere schiavi e liberi allo stesso tempo. È straordinario il fatto che gli esseri umani accetterebbero pressoché qualsiasi cosa, persino di vivere in catene se solo gli venisse chiesto di farlo […].»

La votazione elettronica, introdotta in America nel 2002, ebbe come unico scopo quello di rendere ancora più ingannevoli le elezioni politiche: l’imbroglio è sfuggente, celato e, per tale ragione, viene assorbito e passivamente accettato dai cittadini; il documentario Hacking Democracy, tuttavia, rivela la tecnica che si cela dietro l’inganno della votazione elettronica.

Vi sono principalmente due tipi di “urne elettroniche”: quelle con il touchscreen (in esse, per il conteggio delle preferenze, date dall’elettore toccando il display, viene utilizzato un software) e quelle a scansione ottica (esse scansionano direttamente la scheda elettorale sulla quale è stato posto il voto). Le schede di memoria, nelle quali sono memorizzati i dati, vengono, infine, trasferite in un computer maestro (il Central tabulator); quest’ultimo legge i voti, li somma e dichiara il vincitore. La fase finale, dunque, come mostra il documentario, è la parte nebulosa e torbida: non essendo visibile il conteggio che prende luogo all’interno del Central Tabulator, come possiamo avere la certezza che avvenga correttamente?

Ciò che è avvenuto nelle elezioni statunitensi di metà mandato è la conferma di quanto rivelato in Hacking Democracy e di quanto sostennero Bill Cooper, il Dott. Robert S. Borden etc.

Invito il lettore (schiavo ignaro della propria condizione di schiavo) a riflettere su queste parole di Étienne de La Boétie (Discorso sulla Servitù Volontaria):

«[…] Come il fuoco di una piccola scintilla diviene grande e si rafforza sempre, e più trova legno, più è pronto a bruciarne, e se non vi si mette dell’acqua per spegnerlo, basta non metterci più legno, non avendo più da consumare, si consuma da sé, diviene senza forza e non è più fuoco; allo stesso modo i tiranni, più saccheggiano, più esigono, più rovinano e distruggono, più gli si dà, più li si serve, tanto più si rafforzano e divengono sempre più forti e più rinvigoriti per annientare e distruggere tutto; ma se non gli si dà niente, se non gli si obbedisce, senza combattere, senza colpire, restano nudi e sconfitti e non sono più niente, o sono come il ramo che diviene secco e morto quando la radice non ha più linfa e nutrimento […].»

Tardini B.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.