I tipi di azione che ho accomunato condividono un elemento chiave: il concetto di ferita inteso come lacerazione provocata da un male psicologico, morale, etico etc. Ora, la contestazione, l’atto rivoluzionario, il perdono hanno un valore curativo solo se si rivolgono alla cicatrice che una ferita ha potuto lasciare. Parlare, quindi, equivale a prendere coscienza della presenza di una lesione e, quand’anche il dialogo avvenga per mezzo dell’ingiuria, della lotta o persino dell’offesa, nel momento stesso in cui si parla, si mette in moto un processo di riconciliazione.

In tale scenario, assume un’importanza cruciale l’azione rivoluzionaria di William Cooper: formatosi in un ambiente militare (suo padre fece parte dell’Air Force degli Stati Uniti d’America), si arruolò nel SAC (Strategic Air Command) e vi rimase per quattro anni. Lasciò la forza aerea per trasferirsi alla marina militare, divenne uno specialista della sicurezza interna («colui che protegge le informazioni classificate») e fu assegnato al comandante supremo dell’area del Pacifico (l’ammiraglio Bernard A. Cleary).

«[…] Per poter preparare i briefing ebbi bisogno di una Security Clearance; […] ci vollero sei mesi affinché la ottenessi: mi diedero la Top Secret Q Clearance con l’SCI allegato (Sensitive Compartmented Information), il che vuol dire che non avevo impedimenti; in altre parole, non vi era nulla che limitasse il mio accesso ai dati. […] All’inizio, per mettermi alla prova, mi fu mostrato poco materiale, poi, successivamente, quando iniziarono a fidarsi di me, sulla mia scrivania circolarono delle informazioni assolutamente incredibili: è estremamente difficile parlarne, sono informazioni così lontane dal concetto che l’uomo medio ha della realtà che è arduo credervi […].»

Il male che causò la lacerazione e, lasciando una cicatrice indelebile, animò l’azione rivoluzionaria (il parlare e lo scrivere) di William Cooper, è da ricercarsi nel piano di contingenza denominato Majestic. «[…] Una volta andai in una libreria – non avevo mai visto dei giornali sugli Unidentified Flying Object, non sapevo nemmeno che esistessero… – […] e una rivista sugli ufo mi apparve davanti agli occhi: la presi e vidi che riportava il piano di contingenza Majestic. Le persone menzionate nella rivista erano le stesse che [dietro le quinte n.d.r.] stavano manipolando psicologicamente il popolo statunitense. Mi iniziò a girare la testa e pensai: “Dio! devo far sapere a tutti che si tratta di una manipolazione: questa è una bugia”. […] Insomma, il piano di contingenza è in marcia ed eccomi qua: mentre io so tutta la verità a riguardo, i lettori della rivista, essendone all’oscuro, stanno cadendo nell’inganno […]; così, al fine di indirizzare la gente verso la strada giusta, mi decisi a dire ogni cosa […].»

«[…] In un periodo di ventiquattr’ore, spesi 27 mila dollari e spedii (ovunque nel mondo e a persone che non conoscevo o non avevo mai sentito) dei pacchi colmi di informazioni; […] fu un piano perfetto ed impossibile da arrestare: nessuno sapeva che l’avrei messo in atto e, una volta spediti i pacchi, non ci sarebbe stato più verso di recuperarli. Dunque, letteralmente, nell’arco di ventiquattr’ore mi convertii in un personaggio pubblico e la gente – in ogni parte del mondo – iniziò a chiedersi chi fosse Bill Cooper: “Guardate cosa ho ricevuto per posta, sarà vero?”. Da allora non ho mai smesso di essere davanti ad un pubblico […].»

Parlando dell’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, William Cooper dice: «[…] Vidi tre schedari pieni di documenti riguardanti un’operazione denominata Operation Majority, […] in essi JFK era visto come una minaccia per la sicurezza nazionale; il che, tradotto nella realtà, significa che era un ostacolo per il New World Order (il One world Government che loro [gli appartenenti all’Intelligence Community n.d.r.] erano in procinto di creare).»

«[…] JFK fu visto come una minaccia, poiché «[…] [1. n.d.r.] Scrisse un Excecutive Order […] che avrebbe spezzato la spina dorsale della Federal Reserve, uno dei principali organi propulsivi degli Stati Uniti d’America verso il New World Order […]. [2. n.d.r.] Rifiutò di offrire il supporto aereo per l’invasione della Baia dei Porci determinando il fallimento della missione. [3. n.d.r.] Minacciò pubblicamente, in diverse occasioni, di smantellare la CIA […].

[…] L’Intelligence Community considerò la condotta del presidente inammissibile e, sempre secondo quei documenti, il gruppo Bilderberg (che è il vero Secret World Government) ne ordinò l’assassinio […]. Ci tengo a chiarire che non è il nostro governo [il governo degli Stati Uniti d’America n.d.r.] che ci sta tradendo; non sono la costituzione o il Bill of Rights ad essere dei pessimi strumenti: un gruppo di uomini, appartenenti alle società segrete, si è infiltrato nel nostro sistema e nel nostro governo (a tutti i livelli) e lo sta distruggendo e sovvertendo dall’interno […].»

«[…] C’è un piano in atto (è stato rafforzato negli anni quaranta) che mira a distruggere chiunque dica queste cose: il popolo è stato indottrinato così bene che se si parla dei temi che sto mettendo in luce, si è considerati folli. […] Individui come me sono percepiti come pazzi e ti assicuro [rivolgendosi all’intervistatore n.d.r.] che non lo sono; questa è l’idea alla quale le persone, tramite un sistematico lavaggio del cervello, sono state abituate a credere […].

[…] Sono spesso davanti ad un pubblico – lo sono stato sin da quando ho iniziato a parlare di tutto ciò – ed è in questo modo che mi sono protetto o che ho pensato che mi sarei potuto proteggere. Ritenni che, stando dinanzi a una grande platea, non mi avrebbero potuto far nulla; se l’avessero fatto, avrebbero confermato quanto sostenevo: non avrebbero mai corso un simile rischio.»

«[…] Ogni documento che si trova in Behold a pale horse è di dominio pubblico, […] ho voluto mostrare ai lettori che se io sono stato in grado di reperire queste informazioni, chiunque può farlo. […] Le biblioteche sono piene di prove che rivelano  quanto sta succedendo nel mondo, ma nessuno le utilizza, nessuno le raccoglie e nessuno le mette insieme.

Ho messo insieme le informazioni in modo tale da dare ai lettori uno scenario completo; informazioni parziali su questioni minori avrebbero fatto pensare a fenomeni isolati: nulla è isolato, tutto è parte di un grande puzzle. Il puzzle si sta completando e, quando ciò avverrà, vi sarà un mondo totalitario che non piacerà a nessuno, se non solo a coloro che l’hanno creato e lo stanno governando: non sarà dissimile dal regime nazista e dalla dittatura di Hitler.»

«[…] Un piccolo gruppo di persone in tutto il mondo, tuttavia, si sta svegliando, sta cominciando a capire che ha vissuto la propria vita in Fantasyland e, per tale ragione, sta cercando attivamente la verità. Il potere segreto [Deep State n.d.r.], a tal proposito, rifacendosi al “gioco” della scelta e del consenso (choice and consent), afferma che coloro i quali non utilizzano l’intelligenza, non sono diversi dagli animali che ne sono privi.»

Perseguire la strada giusta, secondo William Cooper, significa non credere a nessuno: «non credete a me, non credete a George Bush [siamo nel 1992 n.d.r.], non credete a nessuno! Prima di poter credere a qualcuno o a qualcosa, dovete andare in cerca delle prove: non farlo significa commettere un grandissimo errore […].»

L’eccellente capacità comunicativa dell’azione divulgatrice di “Wild Bill” è priva di qualunquismo e, in quanto tale, dev’essere recuperata ed elevata a manifesto della nuova, impetuosa urgenza contestatrice che gravita attorno al /qresearch/ – Q Research Board. Le morti di Seth Rich, di Pier Paolo Pasolini, di Aaron Swartz etc., pur lasciandoci un atroce vuoto, sono l’effetto della paura di chi detiene il potere: la violenza letale, esercitata dai potenti, non può far altro che decretare il valore rivoluzionario di un’azione. Quest’ultima, infatti, diviene di rottura quando il potere vi si oppone in maniera brutalmente omicida.

Benché pensasse che circondandosi di persone sarebbe stato solidamente protetto, William Cooper fu ucciso – nel novembre del 2001 – dai poliziotti del dipartimento di polizia della contea di Apache, a seguito di un’irruzione nella sua casa.

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