Incontri, retrospettive, un convegno, progetti per le scuole e le università, un nuovo documentario e la seconda edizione delPremio Anna Magnani, sono tra gli appuntamenti de ‘Io ricordo Anna Magnani’, la serie di celebrazioni organizzate in occasione del quarantennale della morte di Nannarella.

A curare l’iniziativa è Matteo Persica Presidente dell’associazione al quale abbiamo rivolto alcune domande:

1) Come e quando nasce la passione per Anna Magnani.
Nell’ottobre del 2007. All’epoca organizzavo eventi per alcuni cinema romani, avevo in mente di organizzare il “Festival del cinema di Alberto Sordi”, poi, all’improvviso, m’imbattei nel centenario della nascita della Magnani. Da quel momento iniziai a studiare la sua vita e nell’aprile del 2008 misi su un evento, di ventiquattro ore, intitolato “Nannarella 100” nello storico teatro Sala Umberto. Da quel momento ho avuto il desiderio di raccogliere più informazioni e materiali possibili per poi scrivere un libro sulla vita di Anna Magnani.
2) A chi e perchè  è venuta l’idea dell’associazione?
Fu una faccenda quasi spontanea, una conseguenza naturale. Dopo l’evento alla Sala Umberto notai un certo disinteresse da parte dei più giovani. Mi domandai per quale motivo un personaggio di tale livello non venisse proposto alle nuove generazioni, perchè la sua città non la valorizzasse all’ennesima potenza. Quindi, un giorno, mi decisi ad organizzare l’Associazione “Amici di Anna Magnani”.
3) Quale è stato il contributo di Luca Magnani? E presente a livello organizzativo nell’associazione?
Il dottor Magnani mi aprì le porte del suo studio proprio in occasione dell’evento realizzato nel 2008, quindi, fu molto disponibile da subito. Voleva capire quali fossero le mie intenzioni. E’ una persona che non ci tiene ad apparire e che cerca di lasciare il giusto spazio creativo agli altri. Un giorno gli dissi: << Dottor Magnani, quando avrò terminato il libro su sua madre vorrei che lo leggesse in anteprima. Così mi potrà dire se è d’accordo con ciò che avrò scritto. >> Lui mi rispose: << Io non voglio fare il censore di nessuno. >> E’ un uomo che stimo e che ringrazierò sempre per la fiducia riposta nei miei progetti legati alla madre. A livello organizzativo non è presente nell’Associazione, ma ogni progetto viene sottoposto alla sua attenzione.
4) Roma città aperta come manifesto del neorealismo. Quali sono le affinità e i contrasti di questo movimento socio culturale con l’attrice?
Credo che si sia ricamato molto sul neorealismo. Cos’è il neorealismo? Di certo non lo inventammo noi italiani con Ossessione o con Roma città aperta. Sono contrario a queste definizioni castranti, perchè bisogna sempre definire un movimento, un periodo, un’opera? Mi sembra un modo snob di vedere il mondo e l’arte. Tornando alla Magnani, di certo non sapeva di interpretare un personaggio che sarebbe divenuto emblema all’interno di un film marchiato come “manifesto del neorealismo”. Non lo sapeva nessuno dei protagonisti. Neppure Rossellini. Ecco, per esempio, Rossellini riuscì a staccarsi quasi completamente da Roma città aperta, la Magnani, invece, venne monumentalizzata in vita come “simbolo” e restò legata a quel film e al ruolo che interpretava in maniera a dir poco castrante.
5) Il film è stato diretto da Roberto Rossellini solito prendere artisti dalla strada con un forte carattere comunicativo, mentre la Magnani era una grande attrice, una donna che aveva studiato, quale è stata la scommessa con Anna?
Rossellini scelse due attori di varietà: Fabrizi e la Magnani. All’epoca, era Fabrizi il pezzo da novanta. La Magnani era la soubrette rinomata che colse quell’occasione al volo. Finalmente un film drammatico, con un personaggio vero. Più che scommessa direi che per la Magnani fu la prima vera grande occasione di mostrarsi al pubblico del cinematografo.
6)Roma città aperta è stato girato nel 1945 epoca fascista secondo lei quale era l’idea della Magnani a tal proposito.
La Magnani non era di sinistra, non era di destra e, tanto meno, non era fascista. E’ chiaro che all’epoca tutti, chi più chi meno, dovessero seguire una linea. Non dimentichiamo che la Magnani a teatro, insieme a Totò, prendeva in giro le faccende di casa nostra ed in particolar modo Mussolini. Ma anche quello era lavoro, e cerco sempre di non confondere le due cose: il lavoro è una cosa, la vita privata un’altra. Lei era tendenzialmente monarchica. Col passare degli anni, grazie ai personaggi che interpretò al cinema, venne accostata ad altre parti politiche, anche se lei rimase una delle poche attrici a non essere sporcata dalla retorica dell’appartenenza politica.
7) La pellicola è stata inserita nella lista ” 100 film italiani da salvare” con lo scopo di ricordare le 100 pellicole che hanno cambiato la memoria collettiva del paese. Secondo lei come ha contribuito questo film?
Roma città aperta mostrò un’Italia diversa, differente dai film decò che si producevano durante il fascismo. Anche se non dobbiamo dimenticare che Ossessione di Luchino Visconti (primo vero film neorealista italiano) venne “salvato” proprio da Mussolini durante una visione privata.
8) Le  differenze  e l’amicizia con la Lollobrigida e la Loren
In questo caso non credo si possa parlare di amicizia. Non credo neppure che si possa parlare di odio o antipatia verso queste due attrici. Posso solo dire che ad un certo punto lei si sentiva tagliata fuori e che le parti adatte alla Magnani vennero, quasi completamente, affidate alla Loren. Ecco, lei si sentiva derubata delle “sue” parti. Credo sia comprensibile.
9) Qual’è l’obbiettivo dell’associazione?
L’obbiettivo principale è quello di tramandare la figura umana ed artistiche la Magnani rappresenta. Farla conoscere ai giovani perchè si possano interessare ed appassionare per tramandare a loro volta.
10) Quale progetto state portando avanti?
Ora siamo nel pieno di “Io ricordo Anna Magnani”, le celebrazioni che dureranno tutto l’anno e che si svolgeranno in tutto il mondo, in occasione del quarantesimo anniversario dalla scomparsa dell’attrice.
11) Il calendario degli eventi.
Ci sarà un Convegno all’Università di Roma; omaggi e serate: il 7 marzo alla Casa del Cinema, 14 giugno durante i Premi David di Donatello; retrospettive presso l’Isola del Cinema, il Museo Interattivo del Cinema a Milano; progetti per le scuole in collaborazione con Agis Scuola, incontri nelle Biblioteche di Roma, il Premio Anna Magnani – si sta valutando la possibilità di trasmetterlo in diretta nazionale – e tanto altro ancora.
L’intervista è stata curata dall’ufficio stampa dell’associazione ” Io ricordo Anna Magnani ” da Elena Matteucci e Matteo Persica ai quali mando un grande in bocca al lupo per questa splendida iniziativa.

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