L’arte italiana sogna l’Oriente

Al Chiostro del Bramante l’arte italiana sogna l’Oriente.

Oriente. Chi resiste al suo fascino? Un territorio così vicino grazie alle distanze che oggi siamo in grado di coprire in poche ore, ma così lontano dal punto di vista culturale. Questo divario dovuto alla differente storia e costume porta ha fantasticare di terre inesplorate. L’incognito o ciò che non è conforme alle proprie abitudini può generare reazioni dicotomiche: paura, spesso dettata dall’ignoranza, o curiosità che invece conduce alla ricerca della conoscenza.

Il mix di magia e arcano sprigionato dall’Oriente ha ispirato un gran numero di artisti occidentali sia nel settore della pittura che in quello della letteratura. Li ha appassionati a tal punto da portarli a produrre opere di pura fantasia senza essere mai stati nei luoghi descritti nei loro lavori. Un esempio eloquente è Salgari, la cui fulgida mente partorì il pirata malese Sandokan, non aveva mai visitato i paesi lontani dove ambientava i suoi romanzi.

Tra i più noti italiani che invece esplorò l’Oriente raccontando in scritti appassionanti le sue avventure fu Marco Polo che con “Il Milione” ispirò gran parte dei lavori prodotti da artisti che a lui  seguirono.

Alla mostra che attualmente si può visitare al Chiostro del Bramante, dal nome “Gli Orientalisti. Incanti e scoperte nella pittura dell’800 italiano”, sono presenti entrambe le tipologie di creatori: c’è il veneziano Francesco Hayez che, come Salgari, riproduce le sue fantasie su ambienti mai esplorati fisicamente, ma  evidentemente sognati con ricca immaginazione. Immaginazione che l’ha portato a dipingere quadri che intrecciano l’esoterismo allo stile romantico di cui è maestro. Un altro pittore romantico, con esperienza fatta presso l’Accademia di Venezia,  Ippolito Caffi descrive, con personalità forte ed inquieta, un Oriente che invece ha vissuto. Caffi è uno spirito avventuroso e un instancabile viaggiatore che infatti risente anche delle influenze impressioniste europee. E tutta la sua esperienza la riversa dipingendo città emblematiche della cultura  medio-orientale come Costantinopoli, Smirne, Efeso e il Cairo.

È inconsueto respirare un clima orientale osservando dipinti di artisti italiani dell’ottocento. Un Oriente visto da occhi di connazionali con una sensibilità particolare che solo grandi artisti, qui riuniti tutti insieme, sono capaci di mostrare. Nomi come Alberto Pasini, Vincenzo Marinelli, Fabio Fabbi, Roberto Guastalla e altri ancora, sono presenti al Chiostro del Bramante e accompagnano lo spettatore in un fantastico viaggio verso una cultura lontana ma al contempo a noi sempre più vicina. Questo è possibile grazie alla globalizzazione e alla tecnologia che, nelle loro numerose accezioni, negative e positive, innegabilmente permettono a culture che nell’ottocento erano quasi totalmente estranee di avvicinarsi, conoscersi e inevitabilmente lentamente fondersi.

La mostra è consigliata agli appassionati del viaggio… anche solo con la fantasia.

Gli Orientalisti. Incanti e scoperte nella pittura dell’800 italiano

dal 20/10/2011 al 22/01/2012

Chiostro del Bramante

Arco della Pace, 5

Per informazioni: Tel 06.68.80.90.35

 

 

 

 

 

 

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