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Secondo il report di The March of Dimes che ha preso spunto dai dati raccolti dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’, l’Africa sarebbe il continente con il piu’ alto numero di nascite premature, 4 millioni ogni anno. A seguire gli Stati Uniti, l’Asia, il Canada, con dei numeri piuttosto controversi.

Piu’ di un milione sono i bambini che muoiono ogni anno prematuramente, vale a dire prima di un mese di vita. Inoltre 12,9 milioni di neonati, il 10% delle nascite mondiali, vengono alla luce prima delle 37 settimane di gestazione, piu’ dell’85% nei paesi in via di sviluppo come Africa e Asia.

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La Presidente dell’organizzazione no profit The March of Dimes che si occupa di ricerche sulla natalita’ nel mondo, Jennifer Howson, spiega cosi’ il fenomeno: “Le nascite premature sono un problema mondiale enorme, che colpisce da un punto di vista emotivo, fisico ed economico le famiglie, il sistema sanitario e l’economia.” Tuttavia bisogna distinguere le ragioni del fenomeno nei vari continenti.

Per quanto riguarda l’Africa (vedi sopra i numeri ) e l’Asia (dove il tasso di nascita prima del termine dei nove mesi e’ piuttosto basso, fermo al 9,1%, ma rimane un alto tasso di nascite premature, ben 7 milioni ogni anno), e’ l’evidente disparita’ tra razzie ed etnie a causare il fenomeno. Per questo, nei due popolosi continenti si dovrebbe partire dalla riduzione di malattie come il diabete, l’alta pressione sanguigna, la nutrizione, l’uso di alcool e tabacco.

Per quanto riguarda i paesi piu’ ricchi, invece, nei soli Stati Uniti, il costo annuale per il sostegno ai bambini nati in forma prematura e per la cura delle malattie che ne conseguono superano i 26 miliardi di dollari”. I bambini che sopravvivono infatti devo affrontare problemi legati ai rischi di paralisi, cecita’, sordita’, difficolta’ di apprendimento. “Per tutti questi motivi – continua il report – il problema deve entrare nell’agenda politica, ma deve essere posto anche all’attenzione di ricercatori, istituti medici, media, organizzazioni no profit e stakeholders in generale.”

Effettivamente i numeri danno ragione a Howse, visto che il tasso di nascite premature nei soli Usa e’ aumentato del 36% negli ultimi 25 anni, con nascite tra le 34 e le 36 settimane di gestazione – secondo l’Organizzazione il piu’ alto incremento di sempre. Attualemente, nel Nord America si registrano 500 mila nascite premature all’anno, con un tasso vicino a quello dell’Africa e il secondo al mondo. Il motivo e’ da ricercare principalmente nelle gravidanze attorno all’eta’ di 35 anni e nell’uso sempre piu’ frequente di trattamenti per la fertilita’ che generano nascite multigemellari.

Infine, Howson lancia un appello: “Mentre molto puo’ essere fatto riducendo le morti e intervenendo nella cura delle malattie dei nati prematuri grazie alle poche risorse di cui disponiamo, rimane la necessita’ di conoscere altro sulle morti prematuri per adottare delle utili strategie di prevenzione.

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