Una volta il silenzio era simbolo di pace, relax, goduria. Era il massimo dell’ambizione perché significava essere circondati dalla natura, godersi la serenità, poter abbassare il livello di guardia.

Ecco: se ci tenete alla vostra incolumità, affrettatevi ad abbandonare queste associazioni. Almeno fin quando non vi troverete in un posto nel quale potrete essere più che certi che non potrà passare di lì un’automobile. Ne avrete fatta salva la pelle.

Il nuovo nemico ha infatti quattro ruote, produce un inquinamento acustico di soli 3 decibel a basse velocità (non supera il rumore di un aspirapolvere a quelle più sostenute) e conclude i suoi numeri con quello delle vittime innocenti che le sue doti “non sonore” rischiano di continuare a far salire. Se non ci credete è solo perché non vi è mai capitato di incontrarne uno e scoprire che, seppure non ve ne eravate affatto accorti, lui c’era eccome ed aveva l’affascinante nome di “auto elettrica”. Si perché quella che per moltissimi anni era stata una sfida per l’ingegneria e l’elettronica oggi esiste e rappresenta, ahinoi, un vero pericolo. Lo dimostrano i fatti ed è per questo che l’UE ha deciso di emanare a breve una normativa che obblighi i produttori di tali auto ad installare un dispositivo che simuli il classico rumore di motore. Alla faccia dell’inquinamento acustico.

La preoccupazione non è da poco e nasce in primis per bambini, ciclisti, non udenti ed ipovedenti che, più di tutti, rischiano di venire investiti.

In tempi in cui il silenzio pareva un lusso irraggiungibile, si scopre che forse, ancora una volta, in medio stat virtus.

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