Naturalmente sì! Anche se con un’ulteriore settimana di ritardo, lunedì 8 ritiriamo il NOTS, martedì 9 presentiamo la CIA, mercoledì si ramazza e giovedì 11 giugno 2009 finalmente si inaugura!

Beelaundry esiste!!!

DAJE!

….

p.s. Naturalmente l’Acea provvede a fornirci la stessa quantità di acqua che riserva alle utenze standard (ovviamente insufficiente), nonostante la richiesta di nuova utenza sia stata (come detto prima) in tutto e per tutto inoltrata da una società di “lavanderia self-service”, ma aumentarla è semplice: basta andare il martedì mattina, ripresentare tutti i documenti già forniti per le precedenti richieste, insieme a quelli che hanno prodotto Acea, ASL, Municipio e…qualche fotografia delle lavatrici!!!

EH?!?!

(intervallo)

(breve)

Intanto, per sintetizzare quest’altro esempio di malaburocrazia, vi dico che a fronte di una domanda per esporre l’insegna, regolarmente presentata il 13/06/2009 (non è possibile fare la richiesta se prima non si ottiene l’autorizzazione ad aprire il negozio!) riusciamo finalmente a liberarla dalle nere buste della monnezza che la ricoprivano (per evitare le sanzioni previste, e sicuramente ci sarebbero state visto che stranamente i vigili passano e ripassano nei giorni successivi all’apertura) il giorno, per una volta poco nefasto, di venerdì 17/09/2009. Naturalmente tocca ringraziare “qualcuno” che ci ha gentilmente aperto gli archivi del II municipio facilitandoci con una consegna S.P.M. visto che, come si sa, le vie postali continuano ad essere vorticose nonostante i progressi della Posta Prioritara®.

Ma le “carte” viaggiavano anche in altri uffici e, al rientro dalla chiusura estiva, troviamo un cartoncino giallo che invita l’amministratore unico della Kaiman srl a ritirare una raccomandata presso il vicino ufficio postale.

“Sarà l’autorizzazione ad esporre l’insegna!”…“Finalmente!”, manco per sogno! Si tratta di una simpatica diffida! da pare del Comune poiché l’analisi delle acque di scarico evidenzia il superamento dei limiti consentiti nel livello di tensioattivi (che sò?!? I detersivi so!) e mò?!?!

Intanto come è giusto tale comunicazione arriva il 24 di agosto quando è risaputo che la vita capitolina, in particolare nei pubblici uffici, è tutto un fermento. Strano a dirsi mi rispondono dopo pochi squilli. Illustro il mio problema e chiedo: “ehm…salve, mi si contesta un superamento dei limiti per i tensioattivi…quali sono questi limiti? Chieda a un tecnico abilitato… ma di quanto li ho superati?… deve chiederlo ai tecnici… cert… ma la diffida l’avete fatta voi, non è possibile avere una copia dell’analisi delle acque?… I tecnici, i tecnici…” .  E chiamiamo sti tecnici (ARPA, per la cronaca) “ehmm… ufficio analisi delle acque?… Sì, buongiorno… (magari!)… ho una diffida a causa del superamento dei limiti dei tensioattivi… quali sono questi limiti? e di quanto li ho superati?… i limiti son stabiliti dalla normativa in materia… io purtroppo non la conosco… qual è la norma di riferimento e (ancora) dove sta la mia analisi delle acque?… guardi i limiti non li conosco perché io non lavoro in questo ufficio, per l’analisi deve chiedere a un tecnico (airidaje!)…(ma non era l’uff. analisi delle acque?)”

Insomma alla fine esce fuori un Dirigente e finalmente è chiaro che:

entro 30 giorni dobbiamo presentare la relazione di un tecnico abilitato (ancora…) che spieghi le ragioni del superamento di cui – sia ben chiaro – non conosciamo ancora l’entità (insomma è come se ci avessero fatto una multa per eccesso di velocità senza comunicare a quanto andavamo e quali fossero i limiti sulla tale strada). E poi a seguire altre analisi pena il ritiro dell’autorizzazione allo scarico (quella da 84 giorni).

E’ facile immaginare la quantità di ditte disponibili a fine agosto per farsi proporre un idoneo impianto di depurazione. Ne troviamo 3, una poco affidabile, un’altra che  dopo il sopralluogo non ci comunica neanche il preventivo e la terza che viene, sorride, misura,  sorride, progetta, sorride e manda il preventivo 7800 euro+IVA. Piangiamo. Ridono.

Ora, il bene di nostra Madre Terra è ovviamente la priorità, ma due domande facciamocele:

  1. Che caspita sono stato autorizzato a scaricare da ACEA, Comune e ASL? Senza che nessuno dei 3 uffici mi facesse presente che forse, dico forse, era necessario un impianto di depurazione?
  2. Perché il palazzo che sta sopra il negozio con almeno 10 volte le lavatrici di beelaundry non necessita di alcuna depurazione?

Già che ci siamo poi il 30/09 arriva anche il preavviso della volontà dell’INPS di interrompere il contratto di locazione alla sua regolare scadenza, prevista per settembre 2010.

Questa volta però sembra che basti manifestare, per iscritto non dimentichiamocelo!, la volontà a rinnovare il rapporto per avere un nuovo contratto con un aumento di canone che, però, ad ora non ci è dato sapere…

Dura lex sed lex

Mentre i nostri cari tecnici sono alle prese con tubi, gomiti, serbatoi e sonde, bussa alla porta un simpatico signore: è il messo comunale! Che gentilmente chiede all’amministratore di eleggere il domicilio al quale inoltrare le comunicazioni relative al… procedimento penale n. xx/YyZz… non vedo l’ora di cominciare a confrontarmi con la prassi e la sintassi della Magistratura…

bee_logo_quadro

Grazie a: tutti e tutte!

Tengo  a precisare che ogni riferimento a nomi, cose, città, animali è una farsa!!!

(piccolospaziopubblicità)

beelaundry.blogspot.com

TOO BEE CONTIUNUED…

2 Commenti

  1. Vabbè, ma insomma, alla fine alla fine, i pigiami a lavà te li posso portà? E i piumoni? io devo da fare er cambio de stagione!

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