La mostra “Cleopatra. Roma e l’incantesimo d’Egitto” al Chiostro del Bramante dal 12 ottobre 2013 al 2 febbraio 2014, ruota intorno alla figura di Cleopatra (Alessandria d’Egitto, 69 a.C. – 30 a.C.), indubbiamente una delle più note, discusse e rappresentate in ogni forma e modo dell’Antico Egitto, tanto che già nel 2000 aveva fatto registrare un record di incassi per l’esposizione della Fondazione Memmo, segno, questo del grande interesse che è in grado di suscitare.

Il percorso espositivo, suddiviso in nove sezioni, intende delineare la sua personalità, la sua vita appassionante, attraverso circa 180 reperti provenienti dai più prestigiosi musei, da quello egizio di Torino, ai Musei Vaticani fino al British Museum di Londra e il Louvre di Parigi.

L’attenzione su una delle donne più affascinanti e discusse delle storia non permette, comunque, di tralasciare la ricostruzione dell’Egitto dei Tolomei, per mezzo di mosaici ed affreschi che mettono in evidenza la prosperità di quelle terre, la ricchezza di flora e fauna, tali da renderle uniche nel loro genere.

L’affresco di Pompei (59-79 d.C.) con la Scena nilotica, mostra chiaramente quanto fascino il mondo esotico, già da allora, suscitasse nell’immaginario occidentale.

Non manca il far luce sull’importanza del ruolo della Regina nello scenario politico, i rapporti con Alessandro Magno e i sovrani tolemaici; il suo valore politico si intreccia all’importanza nelle questioni religiose e culturali: si susseguono sarcofagi, maschere, oggetti di culto che offrono spunti di riflessione sulla varietà e grandezza culturale dell’antico Egitto, sintomo del peso di Cleopatra come sovrana saggia e intelligente.

La ricostruzione storica ripercorre gli anni delle lotte tra Pompeo e Giulio Cesare per la conquista di Roma, la passione della Regina prima per Cesare poi per Marco Antonio. Questioni, che, visto il suo potere, saranno determinanti nello scenario politico del Mediterraneo della seconda metà del I secolo a.C.

Il prestigio di Cleopatra si percepisce anche per mezzo dell’influenza esercitata dalla sua corte sulla moda e i costumi, a seguito della quale troveremo anche a Roma donne abbigliate “all’egizia” con monili preziosi tra cui il sacro ureo, serpente simbolo della regalità e immortalità dei sovrani, oggetti fortemente richiesti che determineranno una crescente domanda verso tale artigianato.
Un percorso che si snoda tra sculture in granito e basalto, mosaici policromi, affreschi, gioielli in un connubio di arte e cultura alla scoperta di una figura tra leggenda e storia.

Un audio guida fornita gratuitamente all’inizio del percorso accompagna il visitatore attraverso la voce narrante di Valerio Massimo Manfredi, archeologo e scrittore.

La mostra è curata da Giovanni Gentili, così come il catalogo edito Skira.

 

 

BIGLIETTI

Intero 13.00 €

Ridotto 11.00€

DOVE

Chiostro del Bramante, Via Arco della Pace, 5

Fino al 2 febbraio 2014.

Giulia Chellini
Laureata in Storia dell'Arte presso "La Sapienza" - Università di Roma; durante gli studi ha maturato anche la passione per il restauro e la conservazione delle opere d'arte, impegnandosi in un corso biennale di "Restauro del dipinto".
Ama scrivere, viaggiare, scoprire, imparare.

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