“Block By Block”, questo è lo slogan della mobilitazione estesa a 25 città americane, che ha l’obiettivo di combattere le “foreclosures”, ovvero i sequestri delle case per morosità da parte delle banche. Una pratica legale negli Stati Uniti che rappresenta la conseguenza più inumana della crisi economica e colpisce soprattutto i quartieri più poveri. Così il movimento Occupy Wall Street dal 6 dicembre si è posto a fianco delle famiglie sfrattate dalle case pignorate dalle banche, iniziando dal quartiere di East New York, un rettangolo di vie ai confini di Brooklyn, abitato esclusivamente da neri e latini, in cui la media dei “foreclosures” è cinque volte più alta rispetto a Manhattan. Ma questa volta gli indignados statunitensi non si sono limitati a marce di solidarietà. Una folla che reclama il diritto alla casa ha sfilato per le strade della periferia di New York fino ad occupare le case con i sigilli, per ridarle alle famiglie espulse a causa dell’impossibilità di far fronte all’ipoteca. Come aveva dichiarato Max Berger, portavoce del movimento Occupy Wall Street, il primo giorno di occupazione «Rimarremo qui questa notte e nei prossimi giorni, fino a quando non riusciremo a far assegnare la casa a queste famiglie», il movimento Ows continua la lotta a fianco delle famiglie sfrattate contro l’espropriazione forzata per riassegnare le proprietà alle vittime della crisi economica.

Martina Paone

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