La Capitale agonizza sotto il nubifragio. I Fori Imperiali divengono un torrente, il Colosseo un grande lago, i gradini della metropolitana sembrano cascate scroscianti e le ferrovie atterrite, rimangono bloccate. L’ambulatorio di ematologia dell’Umbero I° perde il tetto, mentre Villa Torlonia perde un muro. Lungo via Tiburtina i pedoni guadano da una sponda all’altra dell’arteria, mentre tutte le consolari si confondono nella fila farraginosa di automobili che si accalcano. Sottopassaggi come cisterne, e case affondate. Continue e confuse richieste di aiuto, incerte tra Carabinieri e Vigili del fuco, fino alla tragica notizia di un decesso. Allora si inneggia allo “Stato d’emergenza”, parolina magica e ridondante che lascia immaginare il dispiegamento dell’”esercito del risucchio”… Ma non potevamo pensarci prima? Il Sindaco di Roma Capitale, che ci tiene a sottolineare l’epiteto, dichiara che “C’è una situazione di forte emergenza che ha la caratteristica anche di essere imprevista perché i bollettini meteo di ieri della protezione civile indicavano temporali sparsi nel Lazio e non piogge torrenziali come è avvenuto questa mattina”, ribadendo nuovamente che “si tratta di qualcosa totalmente imprevedibile”. Una piccola precisazione. Ogni anno, alle soglie dell’autunno, a Roma avviene questo imprevedibile ed inaspettato evento chiamato nubifragio –ricordiamo anche lo straripamento del Tevere lo scorso anno- al quale, nonostante sia previsto da settimane dai metereologi, non sembra possibile porre alcun rimedio. La dichiarazione di Alemanno sembra indispettire maggiormente i romani, che si chiedono se il Sindaco aspetti i bollettini alla vigilia del temporale per decidere se intraprendere delle riforme strutturali, o posticipare all’anno venturo. La mancata ricettività del sistema fognario di Roma è evidente da tempo, tanto che basta una pioggerella a far diventare i sottopassaggi degli habitat lacustri e a bloccare il numeroso popolo delle due ruote. Sarà servita quest’alluvione cittadina a far comprendere all’amministrazione la necessità di concentrarsi sul gravissimo problema del sistema di raccolta delle acque le sulla mancata manutenzione preventiva delle infrastrutture di scolo dell’acqua piovana? Agli occhi di molti critici della giunta Alemanno questa sembra la goccia che ha fatto traboccare il vaso!

Martina Paone

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