Il primo kartodromo romano, sede di campionati mondiali e gare internazionali, la “Pista d’Oro” è stata chiusa nel 2002, impedendone il proseguo della sua storia.

Nato nel lontano 1963, collocata al km 19,700 di Via Tiburtina, e precisamente a Castel Arcione nel comune di Guidonia Montecelio, a soli 20 km dalla capitale, ha avuto origine da una preesistente pista realizzata nel 1959. Dedicato esclusivamente al karting, originato dal desiderio di Davide Del Fante, nobile proprietario dell’omonima Tenuta sita in Guidonia, fu il suo ragioniere, Michele Pianezza che ottenne la gestione dell’impianto, colui che ebbe il merito di rendere il kartodromo famoso in tutto il mondo. Inaugurato dalla nota attrice e circense Liana Orfei, conquistò la fama a livello internazionale per le sue caratteristiche tecniche, richiamando appassionati da tutta Italia e dall’estero. Con una lunghezza di 2200 m, una larghezza media di 9 m, snodata in 17 curve, rappresentò l’eccellenza del kart mondiale, al punto da ospitare due mondiali di go-kart consecutivi nel 1964 e nel 1965 oltre ad altre competizioni di livello internazionale e nazionale. Secondo autodromo storico della Capitale (dopo Vallelunga), in esso hanno gareggiato e si sono formati celebri piloti di formula 1 e per citarne solo alcuni: Elio de Angelis , Emanuele Pirro, Giancarlo Fisichella, Andrea De Cesaris, Ivan Capelli, Fernando Alonso, Lewis Hamilton… Era munita di tribune, gradinate e di servizi bar e ristorante, luogo frequentato da artisti del calibro di Renato Zero e Franco Califano. È stata la pista dove Little Tony ha girato la celebre “Bada Bambina”. Alla fine degli anni 90 la pista non era ancora stata omologata per disputare gare, nel 2006 è stata ceduta ad un imprenditore, con Il progetto di demolire l’impianto e costruirvi abitazioni. Ad oggi la situazione vede un impianto chiuso, rimasto congelato dai primi anni 2000 quando si tenne l’ultima gara. La pista negli anni è stata riempita di rifiuti e scelta come sede da occupanti abusivi, un luogo di degrado e incuria che ha indotto nel 2021 l’amministrazione comunale di Guidonia Montecelio e i curatori fallimentari della pista ad una bonifica dell’aerea.
Nostalgia, sconforto, rabbia sono i sentimenti che dominano coloro che si sono formati sulla ‘Pista D’oro”, dai pionieri della disciplina a chi ha gareggiato dopo, un’ équipe che continua a mantenere vivo il ricordo.

È il caso del pilota Alberto Viglione che ancora oggi, prova emozioni forti, nel ripercorrere i suoi ricordi legati alla Pista, di seguito le sue parole: “Nel 1974 a 14 anni, passai le vacanze estive a Palermo con i miei genitori, ospiti di amici. Durante una gita, visitammo un’azienda e in un capannone degli attrezzi notai un vecchio go-kart rimasto abbandonato li dagli americani durante la Seconda guerra mondiale. Un fulmine a ciel sereno! Tempo dopo arrivò un pacco e, sorpresa delle sorprese, mi avevano regalato e spedito quel go-kart a Roma! Per me, tutto per me. Mi vengono ancora le lacrime scrivendolo, pensate un po’! Lo portiamo alla Pista D’Oro dove veniamo accolti da incredulità, tutti a guardare questo cimelio degli anni 40, mio padre fa 2 chiacchiere con Pietro De Cesaris che mi invita a salire sul kart del figlio Andrea ! Visto che sono andato bene, mio padre parla con Michele Pianezza lo storico gestore della Pista D’Oro e mi compera un kart, vero, usato, telaio Birel motore BM dando indietro il nostro residuo bellico. Lì partì il mio bellissimo percorso sportivo e sociale perché diventai compagno di gare di Pirro, De Angelis e tanti altri piloti in fase di formazione con grande unione e senso di sportività e che poi hanno preso tante piste diverse ma tutto è partito li, alla Pista d’Oro, fucina di grandi Campioni. Anche se questo non è uno sport di gruppo ma quando un pilota corre in kart o in auto lo fa solo grazie ad un team di persone che hanno unito le loro forze.”

Dalle parole di Alberto Viglione emergono i fasti che ha visto il circuito e l’importanza nel farlo rivivere. L’area potrebbe essere riqualificata, ed essere il fattore di rilancio del karting magari attraverso la concessione ad un privato che mantenga la destinazione d’uso iniziale, abbattendola e ricostruendola oppure semplicemente modernizzandola per renderla adatta alle esigenze del kart contemporaneo. Ritornare ad essere la sede in cui migliaia di persone possono vivere emozioni, scariche di adrenalina, ammirare l’effetto stupendo delle tribune affollate, luogo di condivisione tra appassionati. Dedicare uno spazio all’allestimento di un museo con cimeli del karting, la disciplina che è stato il trampolino di lancio di tante leggende della Formula 1 e tanti grandi Campioni. Avviare una scuola kart per preparare le nuove generazioni in questa disciplina sportiva. Farne un centro polivalente che potrebbe ospitare anche altri eventi sportivi, musicali e di intrattenimento e alternativamente per altre discipline sportive. Un luogo facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici e anche tramite l’uscita autostradale. Solo così la Pista d’Oro potrebbe riconquistare il suo antico splendore.

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1 commento

  1. Come appassionato di go-kart devo ringraziare Riccardo Rossi per questo articolo che riporta speranza a migliaia di appassionati per un eventuale e gradito ritorno alle vecchie corse in un circuito a due passi dalla capitale.

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